L'Orchestra di Sanremo 2013

L’Orchestra di Sanremo 2013

A colloquio con il prof. Invidia, violinista dell’Orchestra sinfonica di Sanremo

Il Festival entra nel vivo, e Sdamy vi porta dentro l’Ariston. Dopo due serate contraddistinte da ottimi indici d’ascolto e unanimi consensi sulla qualità delle canzoni, giovedì notte conosceremo le prime classifiche parziali della categoria Campioni: i 14 pezzi ancora in gara infatti verranno giudicati solo attraverso il televoto ed a fine serata verrà resa nota una graduatoria che inciderà nell’ordine del 25% sul risultato finale. Le prove impazzano ma tra un intervallo e l’altro siamo riusciti ad intervistare in esclusiva Franco Invidia, violinista appartenente all’Orchestra Sinfonica di Sanremo fin dal 1997. Ecco le riflessioni tra presente e passato di una “memoria storica” del Festival, nato a Roma ma ormai sanremese d’adozione.

Le novità del Festival 2013

Professor Invidia, quest’anno la sistemazione dell’orchestra è molto “particolare”: sospesa sullo sfondo del teatro, con luci e colori che cambiano per ogni artista. Non tutti i pareri della critica sono stati positivi a riguardo. Lei cosa ne pensa?

“Premetto che il mio è un giudizio personale, di chi la vive dal di dentro: è ovvio che non so cosa possa apparire in televisione La novità ci ha procurato qualche piccolo problema tecnico legato ad esempio al fatto che noi solitamente usiamo il click (una scansione su base ritmica, ndr), che però ci manca per alcuni brani, quindi a mio avviso questa collocazione non è particolarmente pratica. Inoltre manchiamo di un contatto visivo con i cantanti, senza contare quel ritardo sulla voce di una decina di secondi che ci mette un po’ in crisi”.

Quest’anno tra di voi c’è anche la “mascotte”, come molti chiamano Livia De Romanis, la violoncellista 22enne che rappresenta la più giovane orchestrale della 63^ edizione del Festival. Com’è il suo rapporto con lei ed in generale quello dei colleghi?

“Le dirò che siamo sottoposti a ritmi serrati, con ore ed ore di prove e brevi intervalli, pertanto non posso esprimere un giudizio personale su Livia, che magari potrebbero dare i suoi colleghi violoncellisti. Comunque mi sembra una ragazza sicura di sé nonostante la giovane età, sempre impeccabile e molto preparata”.

Tutti concordano sulla maggiore qualità delle canzoni di Sanremo 2013 rispetto alle ultime edizioni. Pensa che questo sia dovuto anche alla doppia interpretazione che mostra lati diversi e spesso opposti dei cantanti?

“Sicuramente il fatto che ogni cantante possa portare due brani consente di sprigionare lati anche molto diversi delle rispettive personalità. Se mi chiede un giudizio tecnico sulla doppia canzone le dico che noi facciamo prove su prove da oltre un mese e che è un peccato, dal loro punto di vista, che uno dei due pezzi venga eliminato così rapidamente, ma questo è il regolamento”

Quest’anno a Sanremo ci sono tanti cantautori: come si relazionano con voi orchestrali? Sono più esigenti rispetto a chi canta pezzi “altrui”?

“No, direi che nella sostanza cambia poco, c’è grande collaborazione con tutti, poi è chiaro che chi si è scritto il brano ha già in testa come interpretarlo ed ha meno problemi a confrontarsi con noi”.

Addio al voto dell’Orchestra

Ma quest’anno è cambiato anche il sistema di votazione: il parere della Giuria Stampa ha sostituito quello degli orchestrali. Una diminutio? Invidia non la pensa così.

Come avete preso e come giudica il fatto che quest’anno sia scomparso il voto dell’Orchestra (presente nelle ultime tre edizioni del Festival, ndr) a favore di quello della Giuria Stampa? Si è forse voluto favorire gusti più tradizionali e meno “di nicchia”?

“Ci hanno comunicato la novità del regolamento e noi ne abbiamo preso atto, a noi interessa fare bene il nostro lavoro e relazionarsi con i cantanti piuttosto che esprimere singole votazioni. Certo può averci dato fastidio che qualcuno abbia scritto che i nostri giudizi erano legati a questioni di interessi o ad amicizie personali: siamo professionisti che svolgiamo regolarmente la nostra attività, io come membro dell’Orchestra Sinfonica ed altri colleghi nella Ritmica, senza alcun tipo di interesse”.

“La protesta del 2010? Tanto rumore per nulla”

Impossibile non chiedere al professore la verità vera sulla tanto reclamizzata “protesta degli spartiti” dell’edizione 2010, quella vinta da Valerio Scanu: dopo l’esclusione di Ricomincio da qui di Malika Ayane dalle prime tre posizioni gli orchestrali si lasciarono andare ad un gesto che Invidia tiene a ridimensionare.

Già che ci siamo, professore, chiariamo una volta per tutte cosa successe veramente durante la famosa “protesta” del 2010 quando gettaste in aria gli spartiti? Fu davvero una forma di protesta?

“Ne approfitto per dire che a riguardo è stato montato un caso superiore al reale svolgimento dei fatti. Si era deciso con l’organizzazione che alla fine del Festival avremmo gettato in aria pezzi di carta e, tengo a specificare, non spartiti, ma in modo assolutamente scherzoso, senza voler polemizzare con qualcuno. Il caso ha voluto che contemporaneamente uscisse la classifica dei primi tre, che magari non coincideva con le nostre votazioni ma sapevamo che il nostro parere incideva solo per una parte sul voto complessivo: poi è normale che io e qualche altro mio collega potessimo aver apprezzato di più il pezzo di Malika, le cui doti sono indiscutibili, o di Noemi o di Irene Grandi rispetto ai finalisti, ma non volevamo creare alcun caso”.

Dopo tre edizioni con Marco Sabiu alla direzione artistica quest’anno il timone è passato a Mauro Pagani: figure ed età diverse? Differenze tra loro?

“Non si possono fare paragoni, ognuno lavora con la propria professionalità: sono entrambi preparatissimi ma hanno stili diversi. Ci troviamo benissimo con entrambi”. Sabiu tra l’altro tornerà proprio questa sera all’Ariston dirigendo il pezzo “Le parole” di Paolo Simoni.

Professor Invidia lei è un decano del Festival: c’è un’edizione o un brano cui è rimasto particolarmente affezionato?

“Come Orchestra Sinfonica siamo al Festival dal 2003 e se devo citare un’edizione dico quella del 2004 con Simona Ventura: a prescindere dalla qualità delle canzoni o degli interpreti ricordo quell’anno con piacere. Ci siamo divertiti molto”.

Merende al buio: iniziativa per i bimbi ciechi di Imperia

Ma Franco Invidia non è solo un bravo violinista: si adopera infatti anche nel sociale. Lo scorso 12 dicembre ha dato vita insieme alla compagna di vita Angela Allegro, coordinatrice ed ideatrice della manifestazione nonchè studentessa iscritta al Corso di Scienze della Formazione Primaria presso la scuola elementare Largo Ghiglia di Imperia all’iniziativa Merende al buio, promossa con la supervisione della Prof.sa Gisella Merenda dell’Università di Genova. Coinvolti i bambini della 3^ B che sono stati fatti entrare da alcuni volontari del Cai (Club Alpino Italiano) in un’aula totalmente buia, serviti da volontari dell’Unione Italiana Ciechi: la finalità, come dice la stessa Angela Allegro, è quella di “proporre esperienze sensoriali ludiche che permettano ai bambini di scoprire le potenzialità dei loro sensi”. Il prof. Invidia ha suonato, ovviamente al buio, alcuni pezzi di musica classica. Entusiasta il commento di Invidia:

“E’ stata una bella esperienza, che ha anche avuto grande successo. Mi auguro possa essere ripetuta, anzi manifestazioni del genere dovrebbero avvenire molto più spesso: tutt’ora in Italia, e purtroppo Imperia non fa eccezione, ci sono troppe barriere architettoniche, salire o scendere dagli autobus è difficile per ragazzi e ragazze non normodotate così come è difficile salire sui marciapiedi. Occorrono più spazi aperti”

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Grazie della disponibilità prof. Invidia, ed in bocca al lupo per il prosieguo del Festival

“Grazie a voi, un saluto a tutti i lettori di Sdamy!”

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