Raphael Gualazzi

Raphael Gualazzi

Raphael cantore dei sogni

Con lui e Peter Cincotti che canterà in coppia con Simona Molinari, si può dire che Sanremo 2013 sia davvero riuscito a diventare universale, a toccare palati molto fini ed ormai rassegnati a non dover guardare il Festival per ascoltare musica di qualità raffinata.

Il soggetto in questione è ovviamente Raphael Gualazzi, con il quale si conclude il nostro viaggio alla scoperta dei 14 Campioni di Sanremo 2013: “Portatore sano” di swing, più che un cantante si può definire un poeta prestato al pianoforte, un sognatore con lo spartito stampato in testa ed una rara capacità di provare e trasmettere emozioni: inevitabile che sia così per chi ha studiato pianoforte al Conservatorio, prima di capire che la musica sapeva anche cantarla e non solo suonarla, ed anche per chi è figlio d’arte, di quel Velio Gualazzi che con il compianto Ivan Graziani s’inventò negli anni ’60 gli Anonima Sound.

Il genere di Raphael Gualazzi che a Sanremo avevamo visto incarnato solo in ospiti stranieri, da un Enrico Ruggeri d’annata fino al più recente Michael Bublè: chi ha avuto la possibilità di sentire le sue canzoni ne assicura il successo ma d’altronde non è difficile immaginarlo pensando all’originalità ed alla raffinatezza che fanno di Raphael già una delle voci italiane più apprezzate all’estero nonostante gli appena 31 anni.

La carriera impetuosa di Raphael Gualazzi

Questo ragazzone marchigiano ha piantato due anni fa una bella bandierina al Festival: la bandiera di un quasi inedito mix tra blues e jazz con quella venatura di pop italiano che, unite a doti vocali eccezionali dal punto di vista della raffinatezza e dell’estensione, fanno di Gualazzi una voce di fatto unica nel panorama nazionale. Nel 2011, sulla scia del successo della cover di “Don’t stop”, Gualazzi dominò a mani basse la sezione Giovani con “Follia d’amore“, brano scelto anche per rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest, già Eurofestival, dove il nostro raggiunse un prestigiosissimo secondo posto, sinonimo di quanto questo genere di musica sia molto più internazionale che indigeno. Ma senza esagerazioni si può dire che da quel giorno la musica italiana non è più stata la stessa, ed anche per questo Raphael si presenta al debutto tra i Big tra i favoriti con Malika Ayane. Non a caso due esponenti di musica raffinata, di prima qualità, must delle edizioni made in Fazio. Lui, però, Raphael il peso del pronostico non lo sente, proprio perché portatore di musica da trasmettere toccando le corde dei sentimenti e della poesia. Impossibile, quindi, vederlo teso nell’attesa del verdetto: se la vittoria arriverà, bene, altrimenti le frontiere della musica mondiale saranno comunque più che spalancate. Raphael sembra vivere in maniera disincantata il peso del pronostico: “Non mi agito per un pronostico, la mia unica finalità è esprimere buona musica che dia soddisfazione a me ed a chi la ascolta. Mi sento nato per la musica, non potrei fare altro. Se poi arriverà la vittoria del Festival, certo, tanto meglio”. Non vi sembra di sentire le parole di Diego Maradona quando a quindici anni si diceva nato per fare il calciatore e pronto a sognare di diventare il più forte di tutti?

Raphael Gualazzi: Reality and fantasy

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Raphael Gualazzi a Sanremo 2013 con due pezzi “opposti”

Al Festival Gualazzi canterà “Sai (ci basta un sogno)” e “Senza ritegno”, due canzoni ovviamente d’autore ed inserite nell’album Happy Mistake, in uscita il 14 febbraio: si tratta del terzo disco di Raphael, dopo gli esordi di Love outside the window del 2005 e l’opera del vero debutto, Reality and Fantasy del 2011, titolo omonimo del singolo che ha rappresentato la definitiva consacrazione di Gualazzi, arrivato in contemporanea con il trionfo sanremese. L’album è intriso di forti tematiche francesi, sia a livello musicali che di ambientazione: Raphael si dice molto affezionato alle tonalità parigine, e non a caso una canzone, “L’amie d’un Italien (Rainbow)” è scritta e cantata sia in inglese (da qui l’arcobaleno espresso tra parentesi) che, nella seconda parte, in francese, con la collaborazione di Camille Dalmais.

Il titolo del’album è già un emblema delle finalità di Gualazzi, deciso a “mettere in evidenza gli errori felici della nostra società“. Nella serata del venerdì invece Gualazzi si esibirà in una rivisitazione di Luce (Tramonti a Nord Est), pezzo magistrale che valse la vittoria ad Elisa nell’edizione 2001. Emerge chiara dai titoli la distonia tra i due brani in concorso, altro segnale della capacità di Gualazzi di cantare l’amore, ma non solo: il primo pezzo, scritto rigorosamente per piano e voce, è infatti una classica ballata molto gualazziana, raccontando di un sogno fatto da un pittore che in una mansarda è intento a dipingere il ritratto di una modella.

Ma non c’è solo la descrizione della bellezza in questa canzone, bensì un viaggio nel tempo e nell’estetica, per non dire nella filosofia, sul mondo di oggi. Tutto diverso il mondo di “Senza ritegno”, un brano sul rock andante pur con punte jazz ma dai contenuti sempre profondi e riflessivi: una canzone ideale per far capire che la voce di Raphael è tecnica ma anche potenza. Chissà quale dei due pezzi il pubblico mostrerà di apprezzare maggiormente: quello più classico o quello più “rivoluzionario”. La curiosità c’è, al pari di una certezza: quale dei due brani andrà avanti sarà destinato a lottare per la vittoria. E quello eliminato sarà comunque un successo.

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Festival Sanremo, gli argomenti

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