Gruppo A

Polonia 5: la squadra ha dato tutto, il problema è che aveva troppo poco da dare. L’occasione di una vita non è stata sfruttata ma i tifosi hanno capito e non c’è stato spazio per alcuna contestazione. Venti minuti d’illusione nella partita inaugurale ma poi la luce si è spenta per non riaccendersi più. Non è bastato il discreto rendimento delle stelle Blaszczykowski e Lewandowski, ed anzi rimanere in corsa fino al termine è stato un mezzo miracolo.

Grecia 6.5: impossibile chiedere di più, o forse no. Vincendo il girone, traguardo non impossibile, Karagounis e compagni avrebbero incrociato il “talismano” Portogallo. Chissà come sarebbe finita, ma comunque i rimpianti stanno a zero. Per una volta si è parlato della nazione non solo in termini economici, merito della compattezza di un gruppo poco spettacolare ma concreto, ed anche fortunato. Ma contro la Germania la resa poteva essere migliore.

Repubblica Ceca 6.5: nessuno alla vigilia accreditava la squadra di Bilek della qualificazione ai quarti, ancor meno vincendo un gruppo peraltro debolissimo. Ma la buona organizzazione di gioco ha fatto il miracolo, prima che i seri limiti tecnici emergessero contro il Portogallo. Ma Gebre Selassie e Jiracek si sono messi in mostra.

Russia 4: una delle grandi delusioni, anche se è difficile capire il limite tra le reali possibilità del gruppo e la presunzione che ha ammantato la spedizione, c.t. compreso. Avrebbe dovuto vincere il girone a mani basse, ha finito all’ultimo posto, sintomo che qualcosa è stato sbagliato anche a livello tattico. Dzagoev non è bastato, l’attacco ha tradito, ma quanta sfortuna contro la Grecia!

Gruppo B

Portogallo 6.5: chi avesse visto solo la partita contro la Danimarca non potrebbe credere che Ronaldo e compagni siano arrivati tra le prime quattro. Ed invece è successo, anche se per merito essenzialmente di un tabellone favorevole. Buono il lavoro tattico di Bento ma soprattutto in chiave difensiva e al netto del piazzamento la squadra è stata troppo altalenante a livello di gioco: benissimo contro l’Olanda, bene contro Germania e Rep. Ceca, male contro i danesi prima della resa contro la Spagna dove si è pensato solo a difendersi. Luci ed ombre pure da Ronaldo: ed il Pallone d’oro prenderà ancora un’altra strada.

Olanda 4: una disfatta che resterà scolpita nella storia del calcio arancione. Zero punti e due gol segnati in tre partite, mai così male da trent’anni a questa parte. Molte colpe sono dell’ormai ex c.t. Van Marwijk, incapace di far coesistere le stelle ed autore di convocazioni discutibili (Willems), ma molto c’ha messo anche un gruppo di campioni che, Van Persie in testa, sembrano incapaci di esprimersi in un’orchestra.

Germania 6.5: il digiuno di successi salirà almeno a 18 anni, come successo solo tra il 1954 ed il 1972. “Colpa” dell’Italia, d’accordo, ma pure dei preoccupanti limiti psicologici mostrati dal gruppo, letteralmente scioltosi contro gli azzurri e non solo per gli errori di Löw. In realtà il gioco si è visto solo a sprazzi e la squadra ha pagato anche la difficile primavera vissuta dal gruppo-Bayern.

Danimarca 6: sono bastati i primi 90’ per rendere positiva la spedizione. Il sorprendente seppur fortunoso successo contro l’Olanda ha tolto l’etichetta di squadra materasso al gruppo di Olsen, che si è ben disimpegnato anche contro il Portogallo prima della strana resa di fronte alla Germania. Le possibilità di qualificazione erano concrete, ma la squadra ha pensato solo a difendersi. Inevitabile forse visto il ridotto tasso tecnico. Ha deluso la stellina Eriksen.