Simone Cristicchi, l'unico "Campione" a Sanremo 2013

Simone Cristicchi, l’unico “Campione” a Sanremo 2013

Quando Cristicchi fece commuovere l’Ariston

La sua mission l’ha già raggiunta: scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Festival, grazie ad una canzone toccante e magistralmente interpretata. Era il febbraio 2007 quando con Ti regalerò una rosa Simone Cristicchi fece capire a tutti che la sua musica non era solo ironia: quell’ultima strofa cantata in piedi su una seggiola gli valse una standing ovation dell’Ariston ed una vittoria mai parsa in discussione per tutta la durata del Festival. Ora che ha mostrato di essere un artista a tutto tondo, Simone torna al genere che più apprezza: la dissacrazione ma non fine a sé stessa, bensì contenuta in un sottile procedimento critico nei confronti della società contemporanea. A dire il vero c’aveva già provato già l’anno dopo, partecipando all’esibizione di Frankie Hi Nrg in “Rivoluzione: “qui si fa la Rivoluzione, senza alcuna distinzione, sesso, razza e religione“ uno dei versi più significativi di quello che non era certo un semplice rap. Ma l’eco di quella commovente canzone sul mondo delle disabilità mentali era ancora troppo fresco, considerando anche che nel passato dello stesso Cristicchi c’è proprio un’esperienza diretta in un centro di cura d’igiene mentale.

Uno, dieci, cento Simone Cristicchi

Nel 2010 Cristicchi è poi tornato al Festival in prima persona con Meno male, scritto proprio insieme a Frankie Hi Nrg: la canzone non centrò la finale ma risultò la più votata dagli orchestrali. Un dato più che significativo riguardo alla qualità della musica che Cristicchi sa produrre. E d’altronde cosa dire di chi sa passare in poco tempo dalla collaborazione per un disco di Claudio Baglioni addirittura al debutto teatrale, e nientemeno che a Mosca, nell’ottobre 2010 in Li Romani in Russia? Per non parlare dello storico incontro diretto con Alda Merini, impossibile se non si possiedono doti interiori da comunicare e se non si è pronti allo stesso tempo a ricevere ciò che gli altri sono pronti a dare. Insomma Sanremo sembra stare stretto a Simone, pronto a prendere la quarta partecipazione alla fase finale del Festival (dopo due tentativi andati a vuoto ad inizio anni 2000 perché i suoi brani furono scartati) con la necessaria leggerezza.

Simone Cristicchi in “Ti regalerò una rosa”

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Simone Cristicchi, a Sanremo 2013 con Usong

Come commentare del resto il titolo di una delle due canzoni che Cristicchi presenterà al Festival: La prima volta (che sono morto), ovviamente uscita direttamente, musica e parole, dalla penna del cantautore romano. Mi manchi il titolo dell’altro brano, che riecheggia il celebre brano con cui Fausto Leali chiuse quinto nel 1988 e la cui storia è tutta da raccontare. Il pezzo infatti nasce dalla collaborazione di Cristicchi con Usong.it, un vero e proprio laboratorio di musica che crea e rielabora pezzi grazie all’aiuto di produttori già affermati, da Diego Calvetti a Fio Zanotti fino a Lucio Fabbri, puntando alla formazione di nuovi autori italiani. Ecco così nascere Mi manchi, scritta da Cristicchi insieme a Roberto Di Pacco e Felice Di Salvo, parti integranti del progetto Usong. Il gruppo ha prodotto un altro brano, Scippato, inserito nel nuovo album della Sony Music, che sovrintende il progetto. Due brani quindi apparentemente agli antipodi, volti a confermare l’assunto di cui sopra: Cristicchi vuole affermarsi come un duttile menestrello del ventunesimo secolo, capace di passare dalla critica sociale alla simpatia senza disdegnare un pizzico di teatralità. Perché vincere Sanremo una volta basta e avanza. Il resto è musica per divertimento. E per riflettere.

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