Stanchezza

Favoriti sul piano tecnico, molto meno su quello psicologico. Quale dei due aspetti conterà di più? Chissà, soprattutto al termine di una stagione massacrante e di un Europeo giocato a ritmi serratissimi, ed anzi è la risposta implicita a tenere in ansia i giocatori spagnoli alla vigilia della partita della Storia anche se, come ha rivendicato con orgoglio CasillasLa Storia l’abbiamo già scritta vincendo due titoli ed arrivando ad una terza finale“. Ma la vigilia non è affatto serena in casa della Roja. Colpa in primo luogo delle dure critiche ricevute in patria da Del Bosque per le strane scelte di formazione. Il problema più grosso è però un altro: quello della condizione atletica in picchiata capace di rendere quasi umana una Nazionale che sta scoprendo la sterilità di un tiki-taka troppo lento in assenza del necessario movimento senza palla di chi è chiamato a ricevere l’attrezzo.

Nuova Italia

Un problema in più di fronte alla nuova Italia: un conto infatti sarebbe se la Spagna dovesse affrontare una squadra che pensa solo a difendersi, tutto un altro al cospetto di un gruppo che sa far girare il pallone e far correre a vuoto gli avversari, come sa bene la Germania. Insomma in finale la spunterà chi saprà imporre meglio e per più tempo il proprio gioco, chi riuscirà a tenere di più il pallone e forse chi andrà in vantaggio per primo. Pubblicamente comunque l’ambiente prova a mostrarsi sereno, così la conferenza della vigilia con Del Bosque (strategicamente arrivato sul finire), Xavi (che ha rassicurato sulla “fame” che ancora anima il gruppo) e capitan Casillas scivola via tra manifesti programmatici (“Abbiamo ancora fame”) e fair play (“L’Italia ha meritato la finale, e ci renderà la vita difficile con il suo gioco”).

Formazione

Buio pesto invece sulla formazione: in fondo dell’undici italiano si sa già quasi tutto, quindi Del Bosque vuole tenersi questo piccolo vantaggio. Il dubbio è uno solo, ma Del Bosque ha rimescolato le carte parlando di “tre giocatori d’attacco in campo contemporaneamente, ma tutta la squadra dovrà supportarli“. Parole che sembrano sgombrare il campo: Torres sarà al centro dell’attacco al posto di Fabregas ma non si escludono sorprese. Una scelta logica per una squadra stanca che non potrà sempre salire con il palleggio. Attenzione però all’ala destra, dove Pedro potrebbe spuntarla su un affaticato Silva. Quattro anni fa il ciclo d’oro della Spagna cominciò proprio contro gli azzurri ai quarti di finale: 120’ dominati ma la qualificazione arrivò solo ai rigori, l’ultimo dei quali trasformato da Fabregas. Il bivio è pronto: da una parte la Storia, dall’altro una (fisologica) flessione. Formazione Spagna: Casillas; Arbeloa, Ramos, Piquè, Jordi Alba; Busquets, Xabi Alonso, Xavi; Pedro, Torres, Iniesta.

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