Gruppo C

Spagna 8: dodici gol realizzati ed uno subìto. Numeri tra i numeri che bissano un Triplete quasi impossibile da ripetere. Dopo una prima fase in sordina la Roja è esplosa in una finale dominata come mai prima nella storia. Un trionfo diverso rispetto a quelli del 2008 e del 2010 ma il denominatore è lo stesso: la superiorità tecnica e tattica rispetto alla concorrenza è troppo evidente, capace anche di mascherare una condizione atletica non invidiabile ed un gioco forse un po’ prevedibile. Ma questo gruppo sarà favorito anche in Brasile.

Italia 7: l’epilogo è troppo amaro per non cancellare seppur in parte la bella cavalcata. In pochi si sarebbero spinti a pronosticare una finale alla vigilia eppure è successo: merito di Prandelli e della sua ricerca del gioco ma non è tutto oro quel che luccica. Certo la Spagna è superiore ma non così tanto, il gruppo si è spezzato nel momento peggiore. Stage e stranieri sono solo alibi: il problema è valorizzare i vivai come successo in Germania. Il valore tecnico della rosa non era certo da finale.

Croazia 5.5: la gestione Bilic si chiude in sordina. Il famoso biscotto non c’è stato ma eccetto la gara contro l’inesistente Irlanda ed il secondo tempo contro l’Italia la squadra ha sostanzialmente deluso producendo un calcio lento e prevedibile. Rakitic ha avuto l’occasionissima per il boom contro la Spagna ma non hanno convinto molte scelte del contestato c.t. che lascia per la Lokomotiv Mosca.

Irlanda 5: l’importante è partecipare? Il dibattito è aperto. I tifosi verdi, consapevoli del livello tecnico della loro squadra, non si sono posti l’interrogativo ed hanno fatto festa dal primo all’ultimo secondo nonostante gli zero punti ed i nove gol al passivo, simbolo della bassissima cifra tecnica della squadra. Alla fine è arrivato il riconoscimento dell’Uefa. Ma siamo sicuri che Trapattoni non potesse fare di più?

Gruppo D

Inghilterra 6: salvare o condannare il soldato Roy? La stampa è divisa ma la qualificazione per i quarti è già un mezzo miracolo tra infortuni, condizione atletica approssimativa e gioco inesistente. La squadra ha convinto solo in parte contro la Svezia e ha dovuto ringraziare l’arbitro di porta Vad. Lo spettacolo (non) offerto contro l’Italia però è stato davvero deprimente. E non solo per merito degli azzurri.

Francia 5: nessuno si era fatto illusioni, il passaggio ai quarti era l’obiettivo minimo e forse massimo ma tanto più in un torneo di passaggio era lecito aspettarsi qualcosa di più (una vittoria e tre gol fatti in quattro partite) ed un gioco più spettacolare. Ed invece, eccetto la gara contro l’Ucraina, si è vista la solita confusione, e le solite liti interne. Fino alla non-partita contro la Spagna che ha indotto Blanc alle dimissioni.

Svezia 6: in un girone di basso livello può coltivare qualche rimpianto. Non si è dimostrata inferiore a nessuna delle altre tre rivali, pagando anche qualche episodio ma soprattutto l’assenza di ricambio generazionale in tutti i reparti. Ibra si è visto ad intermittenza ma il suo bilancio è positivo.

Ucraina 6: il gol-fantasma come un alibi? Forse, ma viste le premesse della vigilia giocarsi la qualificazione all’ultima giornata è stato un successo. Qualcosa di interessante si è visto, l’età media della squadra si è abbassata ma Blokhin non ha convinto nelle scelte di formazione, ed alla fine senza Shevchenko non si sarebbe neppure potuto sognare.

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