Europei 2012 – Il pagellone azzurro – Seconda parte

Montolivo 6.5 (4, 0): sembrava tagliato fuori dopo il flop contro la Russia, è tornato utile come jolly di centrocampo offrendo un rendimento in costante crescita. Come quasi sempre in Nazionale non tradisce, e quell’assist per Balotelli contro la Germania…

Nocerino 6 (3, 0): spiccioli contro Spagna e Irlanda, ha rischiato di sbancare contro l’Inghilterra con un quasi gol, uno annullato ed un bel calcio di rigore. Forse sottovalutato dal c.t., ha pagato il centrocampo di “piedi buoni”.

Pirlo 7.5 (6, 1): non vincerà il Pallone d’oro e forse non solleverà mai la coppa degli Europei ma si è tolto la soddisfazione di macinare il suo calcio contro tutti gli avversari, piccoli o blasonati che fossero. Non sempre appariscente, è però risultato il centro di gravità della squadra spendendosi pure in fase di non possesso. Da leggenda il cucchiaio ad Hart.

Thiago Motta 5.5 (5, 0): pupillo del c.t., a certi livelli paga un passo tutt’altro che spedito e la difficile collocazione tattica. Finto trequartista o mezzala non ha mai davvero inciso soprattutto in fase di non possesso.

Balotelli 6.5 (6, 3): al netto dell’eccessiva esaltazione collettiva per la doppietta alla Germania, il suo è stato un Europeo contraddittorio. Senza quei due gol oggi si parlerebbe di una delusione, ma il ragazzo deve ripartire da quella gara, l’unica in cui ha davvero mostrato cattiveria agonistica e classe. Per il resto bisogna ancora capire sia il suo vero ruolo che la collocazione in questo gruppo.

Cassano 6.5 (6, 0): già il fatto che sia un sempre presente fa gridare al miracolo dopo il suo tribolato inverno. Prandelli lo ha aspettato ma forse costruire la Nazionale su di lui è stato sbagliato: il ragazzo ha dato tutto spendendosi in un lavoro massacrante e distillando classe solo a tratti, ma forse andava gestito meglio.

Giovinco sv (2, 0): superato nelle gerarchie da Diamanti, il suo Europeo di fatto non è mai cominciato. Uno scampolo di gara contro la Spagna in cui aveva mostrato qualcosa, poi spiccioli contro la Croazia. Incompreso.

Di Natale 5.5 (5, 1): convocato a furor di popolo, Prandelli lo ha visto come vice-Balotelli. L’esperienza azzurra di Totò, tornato due anni dopo il Mondiale, si chiude senza gloria. Era partito bene con il gol alla Spagna, poi ha perso credibilità e fiducia. Evidentemente il feeling con la Nazionale non è mai scoppiato, e neppure quello con gli Europei: dal rigore sbagliato quattro anni fa alle tante occasioni divorate contro la Germania ed anche in finale.

Prandelli 7: il traguardo raggiunto è abbondantemente insperato, quindi il voto non può che essere alto. Il suo merito maggiore è stato quello di lavorare sulla testa del gruppo riuscendo a diffondere l’idea del gioco. Ma non sempre l’intento è riuscito: nel girone si è andati bene solo per 60’ contro la Spagna, mentre l’Inghilterra non è esistita. Quindi l’unica vera partita da ricordare è quella contro la Germania, dove siamo stati in parte agevolati dagli avversari. Ciò non toglie che il centrocampo tecnico sia una buona idea: molto meno la scelta iniziale della difesa a tre, la composizione dell’attacco e le convocazioni, fino alla gestione tattica della finale pur a energie finite. Il materiale umano non era esaltante. Si può migliorare.

De Sanctis, Sirigu, Ogbonna e Borini non entrati.

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