Giancarlo Leone e Fabio Fazio

Giancarlo Leone e Fabio Fazio

Ascolti record. E grande qualità

Un trionfo. Forse superiore alle attese, ma proporzionale alla qualità dello spettacolo offerto. Cala il sipario sul Festival 2013, ed è un peccato: per chi l’ha seguito ma pure per chi l’ha organizzato perché la quasi certezza è che sarà molto difficile fare di meglio. La serata conclusiva ha collocato nella storia della manifestazione e della Rai l’edizione numero 63 di Sanremo. Un successo suggellato dai numeri, l’unica cosa che conta a questi livelli ma comunque insufficienti ad esprimere lo sforzo artistico di tutta l’organizzazione. L’ascolto medio della prima parte della finale è stato di 13.635.000 spettatori con uno share del 51,96% mentre l’ultima ora di trasmissione, dalle 0.10 alla proclamazione del vincitore è stata seguita da 10.349.000 spettatori con il 66,60% di share. Due i picchi d’ascolto della serata: l’arrivo sul palco di Bianca Balti ed i suoi successivi sketch con Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, alle 21.48, hanno richiamato davanti al video addirittura 15.542.000 spettatori mentre la proclamazione del vincitore Marco Mengoni ha avuto uno share del 73,48%. Numeri snocciolati con orgoglio dal direttore di rete Giancarlo Leone su twitter, insieme a quello che segnano un calo di 300.000 spettatori rispetto alla finale del 2012 ma pure un aumento complessivo di 800.000 unità sull’ultima edizione la quale, rivendica Leone, “aveva il traino della presenza di Celentano”. Cifre che fanno di Sanremo 2013 l’edizione più vista dal 2000 ad oggi, con una media di 11.936.000 spettatori e del 47,26% di share, nonostante una forte contro programmazione calcistica. Ma la soddisfazione in Rai non è dovuta solo ai numeri, ma alla qualità del prodotto offerto. Il dg di Via Mazzini Gubitosi è raggiante: “Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti, ma non solo in termini di ascolto: la nostra missione era quella di realizzare un prodotto di qualità e ci siamo riusciti anche e soprattutto grazie al lavoro ed alla professionalità di Fabio Fazio, Luciana Littizzetto e di tutti gli autori, cui estendo i complimenti anche del presidente Tarantola“.

Un Festival “sostenibile”

Era dal 2000 che il Festival non toccava queste vette ed anche allora alla conduzione c’era Fabio Fazio: impossibile quindi non pensare ad un ritorno del conduttore savonese anche nel 2014 ma l’ultima conferenza stampa, quella dei bilanci, guarda anche al futuro. Dopo una notte insonne, per organizzatori e conduttori c’è già spazio per la nostalgia: “Sono state giornate bellissime quelle che abbiamo trascorso con tutti gli autori – dice Leone. Dietro le quinte abbiamo vissuto emozioni straordinarie. Spero di poter lavorare più spesso in futuro con Mauro Pagani (il direttore artistico, ndr)”. Più freddo Fazio, che ricorda come “si parlerà di Sanremo anche questa sera a Che tempo che fa, ma poi basta: la vita va avanti…”. Ma è stato anche un Festival low cost, senza ospiti super-pagati e con un enorme ritorno pubblicitario. Ancora Leone: “La Rai aveva preventivato 11 milioni di euro di costo ma in realtà dovremmo esserci tenuti ancora più bassi: il festival è stato completamente ripagato dalla pubblicità, i cui ricavi sono stati vicini ai 18 milioni di euro, un record per gli ultimi anni”.

Giuria di Qualità? Non per tutti

Ma non c’è congedo senza polemica, ed allora ecco i dati sulla classifica finale completa e su quelle singole, tra televoto e Giuria di Qualità, recitati da Nando Pagnoncelli. Numeri senza appello, che fotografano le due Italia della musica: quella dei consumatori, di età media molto giovane ed innamorati dei prodotti da talent, e quella di chi giudica le note in maniera più asettica. Come commentare diversamente la presenza di tutti e tre gli ex talent nelle prime quattro posizioni della classifica del televoto mentre solo uno di questi, Mengoni, entra, ed all’ultimo posto, nelle prime sei posizioni delle preferenze della Giuria di Qualità? “Questa giuria aveva un rapporto stretto con la musica” dice Leone, che scaccia le proteste di chi voleva solo musicisti tra i componenti, così come le insinuazioni che indicano Elio come il “pupillo” dei giurati. “Rigettiamo una simile idea, che può esserci solo nella fantascienza” chiosa Leone. Non c’è Sanremo senza polemiche, ma questa volta sono proprio sullo sfondo…

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