Italia - Brasile Confederations Cup Sudafrica 2009
Foto di tifose dei mondiali di calcio 2006


Italia – Brasile 0-3 Confederations Cup Sudafrica 2009

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21 giugno 2009 – Italia battuta e fuori dalle semifinali di Confederations Cup. Battuta è, forse, dir poco. Umiliata dal Brasile a segno 3 volte e vicino a rimpinguare più volte l’eloquente score. Paradossalmente, agli Azzurri, per proiettarsi in semifinale ed incontrare la Spagna (!!) sarebbe bastato un solo gol, in virtù dell’eventuale classifica avulsa che l’avrebbe premiata su USA ed Egitto, sonoramente battuti dagli americani per 3-0. Manovre sconfortranti, almeno per un’ora. Poi lo spirito d’orgoglio, venuto fuori con gli ingressi di Pepe e Gilardino. Ma non sarebbe stato giusto. Il Brasile è stato devastante e la sera di Berlino sembra lontana anni luce per gli uomini di Lippi. “Riprendere Berlino”, cantano gli Afterhours. E una parola! Un’involuzione tattica e atletica aggravata dall’avanzare dell’età di alcuni elementi cardine, quali Zambrotta, Cannavaro e Toni. Una formazione da rivitalizzare, da sottoporre ad elettro-shock. Non può essere questa la squadra che, se andrà come tutto deve, tra un anno dovrà difendere il titolo mondiale. Alloro che, a questo punto, sembra ridimensionarsi drasticamente. Ma non può essere questa l’Italia. E’ troppo brutta per essere vera.

DEVASTANTI Solito primo tempo shock, come contro gli USA e l’Egitto. Ma il Brasile non è una squadra qualsiasi. Tecnica, velocità, bel gioco ed entusiasmo. E il primo tempo si chiude con l’Italia trafitta per tre volte. Discreto l’avvio dell’Italia che risponde solo conquistando calci d’angolo, poi senza esito. Squillo del Brasile al 7’: traversa di Ramires ma clamoroso buco di Cannavaro (sic!). Pirlo e Camoranesi appaiono intimiditi, Iaquinta non la becca mai. L’inferiorità numerica a centrocampo si sente, eccome. I 3 in mediana (Pirlo, Montolivo e De Rossi) soffrono maledettamente contro la sagacia di Felipe Melo e Gilberto Silva, play arretrati e primi ispiratori della manovra sudamericana. I nostri, poi, ci mettono del loro: errori di Zambrotta e Cannavaro che fanno notizia e procurano fior di occasioni per gli uomini di Dunga, trascinati da un Luis Fabiano in grande spolvero. Maicon sfonda spesso sulla fascia di Dossena, procurando diversi grattacapi. Ci prova anche Robinho, i nostri rispondono con un lancio di Toni per Iaquinta, beccato in off-side. Bello il tentativo do Camoranesi al 28’. Ma sarà l’unica occasione per gli Azzurri. Poi, ecco partire il Brasile: Luis Fabiano di testa, poi Lucio scalda i guanti a Buffon, poi ancora Lucio su cui rimedia De Rossi deviando sulla traversa (e due!). Il gol è questione di attimi: Maicon tenta un velleitario tiro da fuori, imbeccando, forse fortuitamente, Luis Fabiano al centro dell’area. Cannavaro sbaglia il fuorigioco ed è uno scherzetto per il bomber del Siviglia trafiggere Buffon. Entra Rossi per l’invisibile Iaquinta, ma Luis Fabiano raddoppia: ancora una riprtenza fulminante firmata Kakà con la collaborazione di Robinho. L’assist dell’ex milanista per Luis Fabiano è preciso, il tocco sotto del sivigliano è da manuale. 2-0. E sono 3 al 45’: Dossena, nel tentativo di chiusura in tackle, infila Buffon e seppellisce la partita. Tre pere e tutti negli spogliatoi.

LA “SCOSSA” PEPEPepe per Montolivo (schiacciato dal centrocampo brasiliano) è la mossa di Lippi nella ripresa. E l’udinese si mette in mostra, dando quel tocco di vivacità che era mancato per tutto il primo tempo. Ma il Brasile la mette sul piano del palleggio e i nostri non toccano più palla. Ricorrendo a brutti falli (ammonito Chiellini). Anche Dossena si mette a spingere e a lottare, ma non basta. Fuori un ancora negativo Toni per Gilardino. Rossi arretra e Camoranesi prova ad ispirare, come al 65’ per Pepe che manca l’aggancio vincente nell’area brasiliana. Kakà non è nelle sue migliori giornate, ma i nostri sono in un incubo. E, per dirla tutta, servirebbe un solo gol per qualificarci. Dopo Gila, ci riprova Pepe che però non sfrutta un errata uscita di Julio Cesar e si fa ribattere il tiro a botta sicura da una provvidenziale gamba verde-oro. Poi è De Rossi che prova il destro ad uscire, ma l’esterno è troppo angolato. Il Brasile aspetta e riparte, come con Maicon (tiro deviato in corner) e Kakà da fuori: largo. Anche Lucio in proiezione offensiva: il suo tiro cross sfiora la traversa, prima dell’ultima occasione azzurra con Dossena.

TUTTI A CASA – Finisce 3-0 e per il CT ci sarà tanto da riflettere. Questa è una selezione che ha bisogno di ritrovare uomini e gioco, non può prescindere da una robusta dose di rinnovamento, magari pescando anche dall’Under 21 o sacrificando qualche vecchia gloria puntando su qualche nome emergente (D’Agostino?). I problemi più grossi, comunque, sembrano quelli difensivi. Peccato non aver provato Santon, ma ci sarà tempo. Ormai la figuraccia è stata fatta.

L’Italia, al momento, è alla frutta. E l’amaro è stato gentilmente offerto dal Brasile.

TABELLINO

ITALIA-BRASILE 0-3
RETI: 37′ e 43′ Luis Fabiano (B), 45′ aut. Dossena (I)

ITALIA (4-3-3): Buffon – Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Dossena – Montolivo (46’ Pepe), De Rossi, Pirlo – Camoranesi, Toni (60′ Gilardino), Iaquinta (38’ Rossi).
A disposizione: Amelia, De Sanctis, Grosso, Santon, Gamberini, Legrottaglie, Gattuso, Palombo, Quagliarella. CT: Lippi.
BRASILE (4-2-2-2): Julio Cesar – Maicon, Lucio, Juan (24’ Luisao), Andrè Santos – Felipe Melo, Gilberto Silva (84’ Kleberson) – Ramires (88’ Josuè), Kakà – Luis Fabiano, Robinho.
A disposizione: Gomes, Victor, Daniel Alves, Kleber, Miranda, Elano, Baptista, Nilmar, Pato. CT: Dunga.
ARBITRO: Archundia (MEX) – Vergara, Torrentera.
NOTE: Stadio Loftus Versfeld di Pretoria. Temperatura 12°, spalti gremiti. Ammoniti: Chiellini e Dossena. Recupero: 0’ e 3’.

PRIMA DELLA PARTITA

CON L’ACQUA ALLA GOLA – La scossa, di cui si parla tanto questi giorni in ambiti politici, è stata opera di tale Mohamed Homos, centrocampista 30enne numero 12 dell’Egitto, autore del colpo di testa vincente con cui la sua nazionale ha battuto gli Azzurri Campioni del Mondo. Sono soddisfazioni, non c’è nulla da dire. Il gol del Carneade Homos ha inguaiato gli Azzurri, che ora dovranno sudarsi la qualificazione non contro una squadra qualsiasi, bensì contro il Brasile, ostacolo da superare per poter sperare di accedere alle semifinali di Confederations Cup. Il match si giocherà domenica 21 giugno allo Stadio “Loftus Versfeld” di Pretoria, scenario del sofferto successo degli undici di Lippi contro gli Stati Uniti, nella prima giornata del girone B di qualificazione. Inizio alle ore 20.30.

IL REGOLAMENTO UFFICIALE – La classifica finale dei gironi di qualificazione sarà determinata dai seguenti criteri:

a. Maggior numero di punti realizzati nelle tre partite
b. Differenza reti complessiva
c. Maggior numero di gol segnati complessiva

A parità di due o più squadre, la classifica sarà determinata da:

d. Maggior numero di punti negli scontri diretti
e. Differenza reti negli scontri diretti
f. Maggior numero di reti segnate negli scontri diretti
g. Sorteggio

Detto questo, la situazione in classifica è, al momento la seguente:

1) BRASILE 6 punti (7-3; +4)
2) ITALIA 3 punti (3-2; +1)
3) EGITTO 3 punti (4-4; 0)
4) USA 0 punti (1-6; -5)

Quindi, per qualificarsi alle semifinali, nell’ultima gara l’Italia deve conquistare almeno lo stesso numero di punti dell’Egitto che sfiderà gli Usa. Il Brasile è già in semifinale. Se l’Italia batte il Brasile con due reti di scarto, si qualifica come prima del girone (a meno di una sonante vittoria egiziana sugli statunitensi) ed andrà ad affrontare la seconda del girone-materasso, il Sudafrica.

Precedenti Italia – Brasile – Confederations Cup Sudafrica 2009

BRASILE 6-5 – Italia e Brasile incroceranno gli scarpini per la quattordicesima volta nella storia. Il bilancio della sfida tra le due più grandi superpotenze della storia calcistica (9 titoli mondiali in due) vede il Brasile leggermente in vantaggio con 6 vittorie contro le 5 degli Azzurri, 2 i pareggi.
Il primo match della storia fu giocato sul terreno dello Stadio “Velodrome” di Marsiglia nel 1938 e vide prevalere la Nazionale di Vittorio Pozzo per 2-1. Quella vittoria fu un trampolino di lancio verso la finalissima giocata, e vinta dall’Italia, allo Stadio di “Colombes” (famoso per la storica partita di calcio tra Alleati e Germania Nazista nell’indimenticabile film Fuga per la Vittoria) per 4-2 sull’Ungheria. Secondo titolo consecutivo per l’Italia, dopo quello del 1934.
Dopo 32 anni, ancora un pezzo di storia scritto da Italia e Brasile. Purtroppo, in quella occasione, il risultato fu avverso ai nostri colori. Gli Azzurri allenati da Ferruccio Valcareggi, dopo aver dato spettacolo nella più emozionante partita della storia del calcio, battendo la Germania Ovest per 4-3 in semifinale, caddero ad un passo dal terzo appuntamento con la Coppa del Mondo, demoliti dalle reti di Pelè, Gerson, Jairzinho e Carlos Alberto. Inutile il momentaneo pari di Boninsegna.
Match tra deluse quello del 1978. Nella finale di consolazione del Mondiale di Argentina, i nostri furono piegati dai verde-oro, che conquistarono la medaglia di bronzo battendoci per 2-1. Gol di Causio per l’Italia, pareggio di Nelinho e rete vittoria del compianto Dirceu.
Ma la storia ha i suoi appuntamenti. E quello del 5 luglio 1982 resterà per sempre impresso nelle menti degli sportivi italiani. In un terrificante pomeriggio di Barcellona, nel secondo e ultimo match di qualificazione alle semifinali, un tale di nome Paolo Rossi, diede il via alla sua fantastica striscia vincente, segnando una tripletta al Brasile di Zico, Falcao e Socrates, e trascinando i suoi compagni verso la conquista del terzo titolo mondiale della storia azzurra.
Dalla gloria all’amarezza più grande. Los Angeles, USA, 17 luglio 1994: Baresi, Massaro e Roberto Baggio crollano davanti al dischetto e consegnano così il quarto titolo mondiale ai sudamericani, in cui militava l’attuale CT della nazionale verde-oro, Carlos Caetano Bledorn Verri, detto più semplicemente, Dunga. Queste le squadre scese in campo a Pasadena:

BRASILE – ITALIA 0-0 d.t.s., 3-2 ai rigori.
RIGORI: F.Baresi (alto, 0-0), Marcio Santos (parato, 0-0), Albertini (rete, 0-1), Romário (rete, 1-1), Evani (rete, 1-2), Branco (rete, 2-2), Massaro (parato, 2-2), Dunga (rete, 3-2), R.Baggio (alto, 3-2).

BRASILE: Taffarel; Jorginho (21′ Cafu), Branco, Mauro Silva, Aldair, Dunga; Marcio Santos, Mazinho, Zinho (106′ Viola); Romário, Bebeto.
A disposizione: Zetti, Gilmar; Ricardo Rocha‎; Müller, Paulo Sergio, Ronaldão, Raí, Ronaldo.
Allenatore: Carlos Alberto Parreira.
ITALIA: Pagliuca; Mussi (34′ Apolloni);, P.Maldini, F.Baresi, Benarrivo; Albertini, Donadoni, D.Baggio (95′ Evani), Berti; R.Baggio, Massaro.
A disposizione: Marchegiani, Bucci; Minotti; A.Conte; Casiraghi, Signori, Zola.
Allenatore: Arrigo Sacchi.
ARBITRO: Sándor Puhl (Ungheria).

Dopo lo spumeggiante 3-3 nel Torneo di Francia del 1997 (aperitivo del Mondiale transalpino dell’anno successivo), nessuno scontro diretto tra le due squadre che si affronteranno domenica a Pretoria, sino al 10 febbraio scorso. All’Emirates Stadium di Londra, il Brasile si è imposto nel gioco e nel risultato, battendo Buffon per due volte, grazie alle segnature di Elano e di Robinho. Il tabellino:

BRASILE-ITALIA 2-0

MARCATORI: 13’ Elano (B), 27’ Robinho (B)

BRASILE (4-3-1-2): Julio Cesar – Maicon, Lucio, Juan (77’ Thiago Silva), Marcelo – Elano (70’ Dani Alves), Gilberto Silva (88’ Josue), Felipe Melo – Ronaldinho – Adriano (81’ Pato), Robinho (88’ Julio Baptista).
A disposizione: Doni, Luisao, Adriano. All. Dunga.
ITALIA (4-3-3): Buffon – Zambrotta, Legrottaglie, Cannavaro, Grosso – De Rossi (59’ Aquilani), Pirlo (74’ Dossena), Montolivo (46’ Perrotta) – Pepe (46’ Camoranesi), Gilardino (46’ Toni), Di Natale (46’Rossi).
A disposizione: Amelia, Bonera, Gamberini, Iaquinta, Quagliarella. All. Lippi.
ARBITRO: Webb (Ing).
NOTE: stadio tutto esaurito. Ammoniti Perrotta, Grosso e Zambrotta. Recupero 2’ p.t., 2’ s.t.

Data Tipo Luogo Partita Risultato Marcatori
Precedenti Italia – Brasile
16-giu-38 MON MARSIGLIA BRA-ITA 1-2 55′ Colaussi, 60′ rig. G.Meazza, 87′ Romeu Pelliciari
25-apr-56 AMI MILANO ITA-BRA 3-0 13′ e 62′ Virgili, 76′ aut. De Sordi
01-lug-56 AMI RIO DE JANEIRO BRA-ITA 2-0 29′ Ferreira, 75′ Canario
12-mag-63 AMI MILANO ITA-BRA 3-0 35′ Sormani, 39′ rig. Mazzola, 76′ Bulgarelli
21-giu-70 MON CITTA’ DEL MESSICO BRA-ITA 4-1 18′ Pelè, 37′ Boninsegna, 66′ Gerson, 71′ Jairzinho, 86′ Carlos Alberto
09-giu-73 AMI ROMA ITA-BRA 2-0 16′ Riva, 76′ Capello
31-mag-76 AMI NEW HAVEN BRA-ITA 4-1 2′ Capello, 29′ e 52′ Gil, 73′ Zico, 75′ Roberto
24-giu-78 MON BUENOS AIRES BRA-ITA 2-1 38′ Causio, 64′ Nelinho, 71′ Dirceu
05-lug-82 MON BARCELLONA ITA-BRA 3-2 5′, 25′ e 74′ Rossi, 12′ Socrates, 68′ Falcao
14-ott-89 AMI BOLOGNA ITA-BRA 0-1 77′ Andrè Cruz
17-lug-94 MON LOS ANGELES BRA-ITA 0-0 (3-2 rig.) Sequenza rigori: Baresi fuori, Marcio Santos parato, Albertini gol, Romario gol, Evani gol, Branco gol, Massaro parato, Dunga gol, R.Baggio fuori
08-giu-97 TDF LIONE ITA-BRA 3-3 7′ e 62′ Del Piero, 24′ Albertini, 35′ e 85′ Romario, 71′ Ronaldo
10-feb-09 AMI LONDRA BRA-ITA 2-0 13′ Elano, 27′ Robinho


Tipo = Q.M qualificazioni mondiali, OLI olimpiadi, TDF = Torneo di Francia.

Presentazione Italia – Brasile Confederations Cup Sudafrica 2009

AZZURRI AL COMANDO NEL GIRONE 8 – L’Italia di Marcello Lippi guida l’ottavo girone di qualificazione ai Mondiali 2010. Con 14 punti in 6 match giocati, gli Azzurri precedono di un punto l’Irlanda del Trap (13 punti in 7 partite), più staccate Bulgaria, Cipro, Montenegro e Georgia. Nell’ultimo match di qualificazione, giocato il 1° aprile scorso a Bari, fu proprio la selezione allenata dal “Giuanin” a bloccare i campioni del Mondo in carica, fermandoli sul punteggio di parità, 1-1. Al gol di Iaquinta al 10′, ha risposto l’irlandese Keane, vecchia conoscenza dei tifosi interisti, a due minuti dalla fine.

OMBRE E POCHE LUCI – Buona la prova degli Azzurri sabato 6 giugno in quel di Pisa. L’Italia sperimentale di Marcello Lippi ha vinto e convinto controla pur modesta Irlanda del Nord. Prestazione non ripetuta qualche giorno dopo contro la Nuova Zelanda, piegata in rimonta per 4-3. Poi, la Confederations Cup, col sofferto successo contro gli USA e la debacle egiziana.

BRASILE LEADER – I pentacampeones veleggiano al primo posto nella Circoscrizione sudamericana di qualificazione al Mondiali 2010. Dopo 14 partite, Kakà e compagni sono in testa alla classifica con 27 punti, uno un più rispetto al Cile e 3 in più sul Paraguay. Più staccata l’Argentina, quarta con 22 con 2 di margine sull’Ecuador. Si qualificano le prime 4 classificate. La quinta farà lo spareggio con la quarta classificata della Circoscrizione Nord-Centro America e Caraibi. Brasile in gran forma nell’ultimo periodo: il 6 giugno è passato a Montevideo, battendo l’Uruguay per 4-0 (gol di Daniel Alves, Juan, Luis Fabiano e Kakà su rigore). Il 10 giugno a Recife, i padroni di casa, pur soffrendo un po’, si sono imposti sul Paraguay per 2-1, passato in vantaggio con Cabanas ma poi raggiunto e superato dai gol di Robinho e Nilmar.

I 23 PROTAGONISTI DI ITALIA E BRASILE:

ITALIA – 1 Buffon, 2 Santon, 3 Grosso, 4 Chiellini, 5 Cannavaro, 6 Legrottaglie, 7 Pepe, 8 Gattuso, 9 Toni, 10 De Rossi, 11 Gilardino, 12 De Sanctis, 13 Gamberini, 14 Amelia, 15 Iaquinta, 16 Camoranesi, 17 G.Rossi, 18 Palombo, 19 Zambrotta, 20 Montolivo, 21 Pirlo, 22 Dossena, 23 Quagliarella.

BRASILE – 1 Julio Cesar, 2 Maicon, 3 Lucio, 4 Juan, 5 Felipe Melo, 6 Kleber, 7 Elano, 8 Gilberto Silva, 9 Luis Fabiano, 10 Kakà, 11 Robinho, 12 Victor, 13 Daniel Alves, 14 Luisao, 15 Miranda, 16 Andre Santos, 17 Josue, 18 Ramires, 19 Julio Baptista, 20 Kleberson, 21 Pato, 22 Nilmar, 23 Gomes.

Il Commissario Tecnico del Brasile: CARLOS CAETANO BLEDORN VERRI, DETTO “DUNGA”

IL “CUCCIOLO” – Quando Parreira lasciò la panchina brasiliana, dopo i disastrosi Mondiali di Germania del 2006, pochi avrebbero scommesso su Dunga, per la sua scarsa esperienza internazionale da allenatore, controbilanciata dall’immensa esperienza da calciatore, che lo portò, tra l’altro, ad alzare al cielo la Coppa del Mondo 1994 da capitano.
Nato il 31 ottobre 1963 ad Ijuì, da calciatore fu centrocampista muscolare e combattivo, vestendo, tra le altre, le maglie di Pisa, Pescara e Fiorentina. In Nazionale, è stato presente in 91 occasioni. Sin dal suo esordio in panchina verde-oro (pareggio 1-1 ad Oslo contro la Norvegia), è sembrato evidente che Dunga non sceglie i suoi calciatori basandosi sulla loro fama internazionale. E i risultati gli diedero subito ragione, dopo la sonante vittoria contro l’Argentina e i successi su Galles, Ecuador e Svizzera. Prima sconfitta, in Portogallo nel 2007, poi vittorie su Cile e Ghana, sino al trionfo in Copa America, ancora sull’Argentina, ancora per 3-0. E un Mondiale 2010,in cui, come sempre, il suo team parte da favorito.

L’Italia alla Confederations Cup Sudafrica 2009:

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