Gli Almamegretta

Gli Almamegretta

Almamegretta, altro che raccomandati!

Almamegretta vuol dire qualità. Sembra uno slogan pubblicitario, ed invece è stato il plebiscito degli addetti ai lavori dopo aver scorto il nome della band tra i 14 cantanti della Sezione Campioni di Sanremo 2013. Perché se in apparenza i quattro ragazzi componevano il trio degli sconosciuti con Maria Nazionale e Marta sui Tubi, il marchio di garanzia rappresentato dalla loro musica è tutt’altro che ignoto a chi di note ne mastica per lavoro ma anche per passione. Perché prima ancora di giudicare la qualità dei loro brani va riconosciuto alla band napoletana, ed a chi li ha scelti, il coraggio di portare a Sanremo una nuova frontiera della musica, quasi sconosciuta in Italia, ovvero il reggae, anzi il dub, sottogenere che consiste in parole semplici in un remixaggio, nella versione strumentale di un pezzo originale con meno spazio alla parte vocale, campo di specializzazione degli Almamegretta, band leader del genere in Italia sulla scia degli Africa Unite.

Chi lo dice che questo genere non possa finalmente attecchire anche in Italia? In fondo l’inarrestabile ascesa dell’hip hop deve suonare da monito: la musica del Belpaese deve svecchiarsi, e provare a farlo dal palcoscenico di Sanremo è una bella scommessa. Marchio di qualità che sembra in grado di superare anche gli steccati dei pregiudizi, che spingono molti a guardare con diffidenza a questo prezioso esordio festivaliero. In primo luogo l’amicizia con Roberto Saviano che, storicamente legato a Fabio Fazio, avrebbe agevolato la presenza a Sanremo tanto degli Alma che di Maria Nazionale e poi quel primo disco della band, datato 2000, registrato negli studi di Mauro Pagani, direttore artistico del Festival 2013. L’Italia sarà anche il paese del lei non sa chi sono io, ma due indizi sono insufficienti per fare una prova ed il gruppo napoletano è pronto a dimostrare di non dover ringraziare nessuno.

Nascita e sviluppo degli Almamegretta

Gruppo che nacque quasi per gioco e per caso nel 1988, quando due degli attuali componenti della band si conobbero grazie ad un’inserzione su un giornale: passione comune la musica, in particolare genere funky e rhtyhm and blues. Di fatto è come parlare arabo per l’Italia dell’epoca, dove i fan di Bob Marley erano tanti ma quelli che realmente si intendevano di musica reggae si potevano contare sulle dita di un paio di mani. Per fortuna di Gennaro Tesone e Giovanni Mantice, nomi “in codice” rispettivamente Gennaro T e Orbit (uscito dalla band nel ’95), i locali napoletani scelti dai ragazzi per far sentire timidamente la propria musica si mostrarono sufficientemente recettivi, al punto da permettere ai due di superare anche la rapida uscita dei Patrizia Di Fiore e Gemma, gli altri componenti della prima ora che evidentemente non cedettero al decollo del progetto. Ma Orbit e Giovanni non mollarono: per un triennio il gruppo rimase un’espressione locale ma la svolta arrivò già nel 1991 con gli innesti del solista Gennaro Della Volpe, per tutti Raiz, e Paolo Polcari (Pablo) alle tastiere. I testi in inglese cominciano ad essere tradotti in italiano, ed il mondo della musica comincia ad “accorgersi” di questi ragazzi. Il disco Animamigrante del 1992 (titolo da cui trae spunto il nome del gruppo), seguito a ruota da Figli di Annibale, che precede il primo tour nazionale, è la prima pietra di un percorso che da quel momento sarebbe stato in continua ascesa, favorito anche dalle illustri collaborazioni con Giulietta Sacco e Pino Daniele.

Ma i momenti difficili non sono mancati, dalla separazione con Raiz, che torna saltuariamente a cantare con gli amici e che sarà presente al Festival accanto alla nuova voce del gruppo, Marcello Coleman, alla tragica scomparsa, otto anni fa in un incidente stradale, di Stefano Facchielli, detto “D.RaD”, di fatto il motore e l’inventore del gruppo. Eppure la voglia di non mollare ha prevalso, nel 2011 gli Alma hanno festeggiato vent’anni di carriera e di certo nella serata del debutto sanremese un pensiero andrà al cielo. L’attuale formazione della band vede, oltre a Coleman, Tesone alla batteria, Polcari alle tastiere, Federico “Fefo” Forconi alla chitarra e Mario “4mx” Formisano al basso.

Almamegretta in Nun te scurdà

video

Almamegretta a Sanremo 2013 pensando a Pasolini

Al Festival canteranno “Mamma non lo sa” e “Onda che vai“: e se il secondo pezzo reca il marchio di garanzia di Federico Zampaglione, il primo titolo è già tutto un programma, sembra quasi uno striscione da stadio, o la spaurita ammissione di avercela fatta. Tutt’altro: il testo infatti, ispirato ad un’intervista di Pasolini sulla cultura di massa, è attualissimo, parlando dei disagi della vita di oggi, delle difficoltà dei giovani e non solo nell’accettare le regole di oggi, e di assuefarsi ad esse, attraverso le disavventure di un operaio che lascia i campi per la fabbrica e che, una volta licenziato, non riesce più a tornare alla vita di prima.

Nella serata del venerdì del festival, riservata alla rivisitazione della storia sanremese, il gruppo si esibirà nientemeno che in “Il ragazzo della via Gluck” insieme a James Senese ed al rapper Clementino: un cult della musica italiana con il quale però Raiz non si confronterà. La voce del gruppo è infatti di origine ebrea ed ha chiesto ed ottenuto di osservare il riposo imposto dallo Shabbat, che impedisce di lavorare dal tramonto di venerdì a quello del sabato. Appena in tempo per la serata finale: nella quale gli Almamegretta non entreranno magari tra i tre ma concluderanno un’esperienza storica: quella di aver portato il reggae al Festival.

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