Le Paralimpiadi si sono aperte nella quasi totale indifferenza dei media (c’erano dubbi?) nonostante un inizio scoppiettante a suon di record. Purtroppo nonostante le carte in regola in possesso dei nostri atleti, la pima giornata si è conclusa senza rilevanti risultati da parte degli azzurri.

Il miglior piazzamento l’ha ottenuto Paolo Vigano, quarto nella specialità chilometro a cronometro di ciclismo. Ottima la sua gara, ma il podio è sfuggito per 15 millesimi di secondo e la medaglia d’oro se l’è aggiudicata il Britannico Richardson che ha firmato anche il record mondiale di 1’14”936.

Giornata comunque positiva con Valeria Zorzetto che supera le qualificazioni nel tennis tavolo (vittoria per 3 a 1) e le nuotatrici Francesca Seccio ed Immacolata Cerasuolo entranbe seste della loro categoria nei 100 metri farfalla. Non bene invece Azzurra Ciano eliminata nella carabina, così come Martelli, Iori e Tiso. Sempre riguardo al nuoto invece sono da segnalare i 13 record battuti, continuando così la tendenza delle olimpiadi da poco concluse. Prima medaglia d’oro dell’edizione a Veronika Vadovicova, campionessa della carbina da 10 metri.

Momento drammatico invece durante le gare di judo, quando la giapponese Minako Tsuchiya ha accusato un malore dopo la sconfitta subita dalla brasiliana Ferreira. Per la Tsuchiya si è reso necessario il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale, ma la situazione si è risolta per il meglio.

Come dicevamo all’inizio indifferenza quasi totale da parte dei media, ovviamente è più importante parlare della ben più seguita, famosa e pagata nazionale di calcio, che per poco non scivola sulla “buccia di banana” Cipro, e del polso rotto di Gattuso, invece di dedicare qualche minuto alle Paralimpiadi.

La scusa accampata è la mancanza di interesse da parte del pubblico, ma è un cane che si mangia la coda; come fa il pubblico a mostrare interesse per qualche cosa che non conosce e non può vedere? E’ un po’ lo stesso discorso degli sport cossiddetti “minori”, fanno audience solo in occasione dei grandi eventi (e sono quelli che spesso portano medaglie), per poi sparire completamente (vedi tiro con l’arco, tiro a segno, curling, slittino….ecc.).

Come sottolineato dalla portacolori azzurra nonché veterana con i suoi 38 anni e 7 olimpiadi (al pari di iosefa Idem) Francesca Porcellato, le paralimpiadi non solo godono di minor risalto, ma se ne parla sempre scivolando nel patetico, sottolineando i disagi contro i quali i disabili devono fare i conti, senza pensare ed evidenziare che partecipano col medesimo spirito agonistico, sotto tutti i fronti, e che l’ultimo dei loro pensieri in gara è la disabilità!

Ipocritamente i media non riescono a vedere e parlare d’altro. In una spirale di finto buonismo, finta commiserazione, finto interesse, finte facce semicupe ed interessate. Fiumi di retorica sull’abbattimento delle barriere, neologismi che si sprecano per definire un handicap in modo sempre meno crudo. Tutte inutili misure se poi la realtà dei fatti, quando c’è da muovere un dito, è che viene fatto un preventivo calcolo dell’interesse del pubblico e del conseguente ipotetico introito economico. Finendo sempre col porre il pollice verso.

Le Paralimpiadi si sono aperte nella quasi totale indifferenza dei media (c’erano dubbi?) nonostante un inizio scoppiettante a suon di record. Purtroppo nonostante le carte in regola in possesso dei nostri atleti, la pima giornata si è conclusa senza rilevanti risultati da parte degli azzurri.

Il miglior piazzamento l’ha ottenuto Paolo Vigano, quarto nella specialità chilometro a cronometro di ciclismo. Ottima la sua gara, ma il podio è sfuggito per 15 millesimi di secondo e la medaglia d’oro se l’è aggiudicata il Britannico Richardson che ha firmato anche il record mondiale di 1’14”936.

Giornata comunque positiva con Valeria Zorzetto che supera le qualificazioni nel tennis tavolo (vittoria per 3 a 1) e le nuotatrici Francesca Seccio ed Immacolata Cerasuolo entranbe seste della loro categoria nei 100 metri farfalla. Non bene invece Azzurra Ciano eliminata nella carabina, così come Martelli, Iori e Tiso. Sempre riguardo al nuoto invece sono da segnalare i 13 record battuti, continuando così la tendenza delle olimpiadi da poco concluse. Prima medaglia d’oro dell’edizione a Veronika Vadovicova, campionessa della carbina da 10 metri.

Momento drammatico invece durante le gare di judo, quando la giapponese Minako Tsuchiya ha accusato un malore dopo la sconfitta subita dalla brasiliana Ferreira. Per la Tsuchiya si è reso necessario il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale, ma la situazione si è risolta per il meglio.

Come dicevamo all’inizio indifferenza quasi totale da parte dei media, ovviamente è più importante parlare della ben più seguita, famosa e pagata nazionale di calcio, che per poco non scivola sulla “buccia di banana” Cipro, e del polso rotto di Gattuso, invece di dedicare qualche minuto alle Paralimpiadi.

La scusa accampata è la mancanza di interesse da parte del pubblico, ma è un cane che si mangia la coda; come fa il pubblico a mostrare interesse per qualche cosa che non conosce e non può vedere? E’ un po’ lo stesso discorso degli sport cossiddetti “minori”, fanno audience solo in occasione dei grandi eventi (e sono quelli che spesso portano medaglie), per poi sparire completamente (vedi tiro con l’arco, tiro a segno, curling, slittino….ecc.).

Come sottolineato dalla portacolori azzurra nonché veterana con i suoi 38 anni e 7 olimpiadi (al pari di iosefa Idem) Francesca Porcellato, le paralimpiadi non solo godono di minor risalto, ma se ne parla sempre scivolando nel patetico, sottolineando i disagi contro i quali i disabili devono fare i conti, senza pensare ed evidenziare che partecipano col medesimo spirito agonistico, sotto tutti i fronti, e che l’ultimo dei loro pensieri in gara è la disabilità!

Ipocritamente i media non riescono a vedere e parlare d’altro. In una spirale di finto buonismo, finta commiserazione, finto interesse, finte facce semicupe ed interessate. Fiumi di retorica sull’abbattimento delle barriere, neologismi che si sprecano per definire un handicap in modo sempre meno crudo. Tutte inutili misure se poi la realtà dei fatti, quando c’è da muovere un dito, è che viene fatto un preventivo calcolo dell’interesse del pubblico e del conseguente ipotetico introito economico. Finendo sempre col porre il pollice verso.

Pittogrammi Paralimpiadi


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