sigaretta elettronica

Il business delle sigarette elettroniche è da qualche anno in continua crescita: spuntano negozi in ogni angolo della città, i siti internet dedicati sono innumerevoli, per non parlare della pubblicità in tv.
I marchi, inoltre, sono tantissimi: molti di essi danno la possibilità di aprire un negozio in franchising, senza troppe difficoltà. Pare infatti che per avere un punto vendita di sigarette elettroniche siano sufficienti pochi requisiti: un locale di piccole dimensioni, una partita iva, e le normali pratiche burocratiche di apertura di un’attività, da effettuare presso il Comune e la CCIAA.
Tuttavia, la sempre più spietata concorrenza e le ultime normative in arrivo che regolamenteranno l’uso delle sigarette elettroniche nei locali pubblici, iniziano a rendere un po’ meno semplice la vita di questo business.

Cos’è la sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica è nata come strumento a disposizione dei fumatori per ridurre il consumo di tabacco e per cercare di smettere di fumare: si tratta infatti di un dispositivo dotato di batteria ricaricabile che, usato come una normale sigaretta o un sigaro, consente di inalare il vapore di una sostanza liquida, che può contenere più o meno nicotina (a volte possono non contenerne affatto), oltre ad altri elementi come acqua, glicole propilenico, glicerolo, e aromi alimentari in vari “gusti”, come ad esempio fragola, menta, vaniglia, liquirizia, caffè, cognac, sigaro/pipa ecc…

Oggi la sigaretta elettronica è diventata un diversivo, quasi una moda: esistono sul mercato dispositivi dal design esclusivo e dalla tecnologia sempre più d’avanguardia. Come non averne una? In Italia sono 500.000 i fumatori ad averla adottata e 2.000.000 quelli che l’hanno almeno provata.

La pericolosità e i danni alla salute causati dalle sigarette elettroniche

Sebbene la quantità di nicotina sia inferiore rispetto alle comuni sigarette (e che comunque vi sia la possibilità di controllarne la dose per scalarla nel tempo), vi sono ancora pareri contrastanti per quanto riguarda i danni delle e-cig per la salute.
In effetti, non sono ancora stati effettuati studi approfonditi che dimostrino se la sigaretta elettronica nuoce o meno. Quel che è certo è che il numero di fumatori di sigarette classiche è sensibilmente diminuito: un dato che è sicuramente positivo per quanto riguarda la prevenzione e la diminuzione dei casi di tumore.
Recenti studi condotti dalla Lega Italiana Anti Fumo, in collaborazione con l’Università di Catania, hanno dimostrato inoltre che la sigaretta elettronica non risulta tossica.
Un dato però in contrasto con quello accertato da alcuni governi esteri: a Panama e in Uruguay, per esempio, le sigarette elettroniche sono già state ritirate dal mercato perché considerate estremamente dannose. Nel nordamerica altre ricerche hanno messo in luce la potenziale pericolosità delle sostanze che compongono il liquido inalato: una di queste in particolare, il Glicol dietilenico, potrebbe essere decisamente dannoso.

I nuovi divieti delle sigarette elettroniche in arrivo in Italia

Fino ad oggi, in Italia non sono mai state effettuate leggi che regolamentano l’uso delle sigarette elettroniche, tanto che è consentito nei locali pubblici, nei bar, nei ristoranti, al cinema e addirittura nelle scuole.
Alcune novità stanno arrivando, però, proprio in questi giorni: il Ministero della Salute sta aspettando il parere del Consiglio Superiore di Sanità (Css) per valutare se sia necessario estendere il divieto delle sigarette elettroniche nei locali pubblici, al pari delle classiche bionde. In Francia il divieto è già stato esteso su tutto il territorio, poiché non vi sono ancora certezze sulla pericolosità o meno delle e-cigarettes e del loro fumo passivo.
Secondo il Css un eventuale provvedimento servirebbe soprattutto per tutelare i soggetti più deboli, come i giovani e le donne in stato di gravidanza. Ecco perché le scuole potrebbero essere il primo fra i luoghi in cui le sigarette elettroniche dovrebbero venire presto proibite.

Queste nuovi divieti hanno naturalmente scatenato polemiche. Vi sono in primo luogo i produttori di e-cigs, che contestano l’irrazionalità nel basare un divieto su studi scientifici inesistenti.
Mentre il Codacons concorda con i provvedimenti contro il fumo in qualsiasi forma e contro qualsiasi altra dipendenza, un’altra obiezione arriva dall’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (Aduc): c’è il sospetto che dietro a questa urgenza nel procedere con una nuova normativa vi siano gli interessi della filiera del tabacco, visto e considerato anche la precedente proposta del Governo di tassare il fumo elettronico, al pari di quello delle classiche bionde…