Fabio Fazio "ammira" Bar Refaeli nella seconda serata di Sanremo 2013

Fabio Fazio “ammira” Bar Refaeli nella seconda serata di Sanremo 2013

Mister Volare apre e chiude la serata

Sarà anche svanito l’effetto-sorpresa che tradizionalmente la prima puntata porta con sé, non ci sarà stata la curiosità legata alll’intervento di Crozza, ma chi non ha seguito la seconda serata del Festival 2013 può tranquillamente dire di essersi perso quattro ore di ottima musica, con il contorno di qualche sketch. Il tema di fondo del mercoledì festivaliero è infatti proprio il ritorno delle note al centro del palcoscenico: un manifesto programmatico che sentiamo ogni anno ma che in poche occasioni si è realmente manifestato. Quest’anno è successo davvero. Ma entreremo a parte nel merito dei brani. Qui soffermiamoci su ciò che è successo a latere, ma purtroppo anche con quello che non è successo: martedì 13 febbraio infatti entra tristemente nella storia per la tragedia che ha colpito Franco Gatti dei Ricchi e Poveri, la scomparsa improvvisa del figlio 23enne, nota purtroppo già dalla prima mattina. La presenza dello storico gruppo è ovviamente saltata, così come la consegna del Premio alla carriera, che tutti si augurano venga rinviata solo alla prossima edizione. Un lungo ed affettuoso applauso ha accompagnato l’annuncio di Fabio Fazio, ideale solidarietà al popolare “baffo”. Ma nonostante tutto il filo rosso di tutta la serata, anche fuori dalla gara, è stata proprio la musica. Così si è aperta la scena, con l’assolo di Beppe Fiorello che ha intonato L’uomo in frac ed altri successi di Domenico Modugno, in omaggio al grande Mimmo che verrà ricordato proprio con una fiction, “Volare”, in programmazione lunedì 18 e martedì 19 su Rai Uno con lo stesso Fiorello e Kasia Smutniak ad impersonare Franca Gandolfi, la vedova di Modugno presente in prima fila all’Ariston e protagonista del primo momento emozionante della serata, quando, visibilmente emozionata, ha ricevuto dalle mani dello stesso Fiorello la giacca originale che Mimmo indossò nel 1958 durante la sua prima vittoria al Festival, appunto con “Volare”. Un caldo abbraccio ha commosso tutto il teatro ed il pubblico da casa. Fiorello ha poi chiuso allo stesso modo la lunga puntata, ri-intonando con Fazio L’uomo in frac, particolarmente indovinata visto l’orario: vista la qualità degli interpreti ed il soggetto in questione la sensazione è che la fiction non avesse bisogno di tutta questa pubblicità, ma tant’è, e si sa che da anni Sanremo tende a trasformarsi in La Rai che vedrai.

Bar Refaeli: più bella o inutile?

L’altro piatto forte della serata è stato la presenza della “madrina”, l’incantevole Bar Refaeli. La super top model israeliana ha sfoggiato tre abiti diversi, tutti rigorosamente firmati e capaci di mettere in mostra le sue forme perfette ma in verità, al di là di una simpatia contagiosa e di un carattere piuttosto alla mano, non ha fornito un contributo particolarmente apprezzabile. Forse si poteva sperare che imparasse qualche parola in più di italiano, mentre ai limiti della sagra di paese è stato il brevissimo momento della sua esibizione alla batteria, roba che Massimo Boldi avrebbe fatto molto meglio. Bar ha però avuto “il merito” di introdurre il connazionale Asaf Avidan, la star internazionale della serata: strepitoso il successo ottenuto dal giovane cantante israeliano, che ha interpretato la sua eccezionale “One day/Reckoning song”. Qualità, pulizia vocale, classe e raffinatezza i tratti salienti di un pezzo già famoso ma che ha richiesto il bis del refrain e provocato la prima standing ovation di quest’edizione. Da tempo a Sanremo non si vedeva un ospite internazionale di questa portata.

“La chanson di Carlà” canta: Luciana Littizzetto

Non meno attesa era la performance di Carla Bruni: l’ex première dame ha interpretato un pezzo dall’ultimo suo album, in uscita dopo Pasqua, “Little french song”. Di fatto un copia & incolla di “Quelqu’un m’a dit”: poi una breve intervista con Fazio in cui ha affermato “di essere felice ogni volta che torno in Italia”, frasi in evidente contrasto con quanto detto solo un annetto fa. Fazio ha quindi ripetuto la stessa (prevedibile) battuta sentita alla conferenza stampa di presentazione, ovvero come il destino abbia riservato alla stessa città, Torino, due donne così diverse. Chiaro il riferimento a Luciana Littizzetto, protagonista di un simpatico sketch con Carlà che l’ha accompagnata alla chitarra nella rivisitazione in chiave comica della stessa “Quelqu’un m’a dit”, diventata “La chanson de Carlà“: “Lei è Carla/ io vado a Bra. Tu hai Francçois/A me lascia almeno Holland” alcuni dei versi più divertenti: la signora Sarkozy ha sostituito all’ultim’ora Laetitia Casta. E la sensazione è che ci si abbia perso. Poi sotto con la gara, a ritmi sostenuti visto anche l’inizio della competizione dei Giovani. Tutto da ridere anche l’intervento di Neri Marcorè che in due occasioni, nell’introdurre Malika Ayane e prima del primo Giovane, ha impersonato Alberto Angela: impagabile il siparietto con Fazio nella parte di papà Piero, con un dialogo fitto sulla scienza e la cultura in generale. E’ stato l’unico momento in cui il conduttore ha abbandonato gli austeri panni del padrone di casa, ed in fondo se vogliamo trovare un difetto al Festival sta proprio nella presentazione: troppo impettita da una parte, troppo scontata dall’altra, visto che raramente gli interventi della Littizzetto sono davvero divertenti. Poco male: in fondo è il Festival della musica.

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