Polvere di stelle


Lo sapevate? Nella notte di San Lorenzo, a cadere dal cielo sono frammenti di roccia e ghiaccio, delle dimensioni di un grosso ciotolo. Appartengono ad una cometa, che ogni 130 anni si avvicina a noi, e nell’anno 3000, per vedere le stelle cadenti si dovrà attendere la fine di agosto. Responsabile dello spettacolo delle “stelle cadenti” è la cometa Swift-Tuttle che, partendo dai confini del sistema solare torna verso la terra ogni 130 anni, sciogliendo parte del suo mantello di ghiaccio non appena si avvicina al sole.

Lewis Swift ed Horace Tuttle la identificarono per la prima volta nel Luglio del 1862, ma il merito di avere capito che la “pioggia di stelle” d’agosto deriva da questa cometa spetta all’astronomo italiano Giovanni Schiapparelli. Grazie al fatto che la cometa rimase visibile per mesi, Schiapparelli potè osservarla con assiduità, calcolando il suo percorso nello spazio, stabilendo che il nostro pianeta interseca la sua scia di polveri nell’agosto di ogni anno.

Una magia che dura diverse notti. Infatti le meteore si manifestano già dal 25 Luglio fino al 18 Agosto. Il loro massimo non coincide più con la festa di San Lorenzo, ma si verifica 2 giorni dopo, il 12 Agosto: tutta colpa del lentissimo variare dell’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre, che lo fa allontanare dalla festa del santo al ritmo di quasi un giorno e mezzo ogni 100 anni, e così nel 3000 per ammirare la pioggia di stelle dovremo aspettare fino alla fine di agosto.

La cometa Swift-Tuttle è tornata nelle vicinanze della terra nel 1992. Il primo a rivederla, come un puntino luminoso nella costellazione dell’Orsa Maggiore è stato un astrofilo giapponese la notte del 26 settembre. Per il prossimo passaggio dovremo aspettare il 2126.

Per chi le osserva nella notte, le stelle cadenti sembrano provenire quasi tutte da un punto preciso della volta celeste. In realtà “cadono” parallele l’una all’altra irradiandosi dalla costellazione dei Perseo, da cui prendono il loro vero nome, Perseidi. A produrle sono pezzi di ghiaccio e roccia, che penetrano nell’atmosfera ad una velocità compresa tra 30 e 75 chilometri al secondo (oltre 50 volte quella di una pallottola di fucile), a causa del calore dovuto all’attrito bruciano completamente prima di arrivare al suolo.

La coda della cometa Swift-Tuttle non è l’unica ad incendiare i nostri cieli. Esistono decine di altri “sentieri polverosi” lasciati da altre comete che la terra incrocia ogni anno alla stessa data nel corso del suo giro intorno al sole, le principali sono Halley (18 aprile-28 maggio e 10 settembre-28 ottobre), Thatcher (16-25 aprile), Tempel-Tuttle (14-21 novembre) e l’asteroide 3200 Phaeton (7-17 dicembre).

Comete a parte, sono numerosissimi i frammenti di roccia che vagano nello spazio, si tratta dei “rimasugli” della nube primordiale da cui è nato il sistema solare. Quelli che cadono sulla terra accrescono la massa del pianeta di una ventina di tonnellate ogni giorno.

Approfondimenti