Depressione-post-partum

La depressione post-partum è un disturbo che colpisce moltissime donne subito dopo il parto: nel nostro paese, pare che la percentuale di neo-mamme colpite da questa patologia sia del 30%. Una piccola parte, pari allo 0,5% di esse, soffrono della forma più grave della malattia, che è fortunatamente molto rara, ma che può portare talvolta all’infanticidio o al suicidio.

In questi giorni, sembra che la scienza abbia fatto un enorme passo avanti nella tutela delle donne (e dei bambini) colpite da questa patologia: la ricerca è stata resa nota dalla rivista Molecular Psychiatry, dopo uno studio condotto da Zachary Kaminsky, psichiatra della Johns Hopkins University School of Medicine a Baltimora.
Secondo il risultato di questa ricerca, attraverso un esame del sangue è possibile scoprire se la futura mamma soffrirà dopo il parto di depressione. Si tratta, in particolare, della presenza di due particolari geni, denominati TTC9B e HP1BP3 la cui alterazione potrebbe prevedere la depressione post partum con l’85% di certezza.
Ecco che, se vi è tale previsione, è possibile limitare i sintomi di un disturbo così subdolo e a volte pericoloso, sia per la salute della mamma che del bambino.

Quali sono i sintomi della depressione post-partum?

I sintomi della depressione post-partum in moltissimi casi si risolvono spontaneamente dopo qualche settimana dal parto.
I principali e più comuni sono i seguenti:

  • significativa e regolare stanchezza fisica
  • particolare irritabilità
  • tendenza al pianto
  • difficoltà del sonno
  • senso di inadeguatezza


Se questi sintomi – considerati quasi fisiologici subito dopo il parto – non si risolvono in tempi brevi, devono diventare una sorta di campanello d’allarme: è il momento di curarsi e, prima, di parlare con uno specialista.

Altri fattori per i quali alcune mamme soffrono di depressione post-partum

Al di là dell’ultimo studio di cui abbiamo appena parlato e della scoperta dei “geni della depressione post-partum”, vi sono anche altri fattori che possono condizionare l’insorgere di questa patologia.
E possono essere così riassunti:

  • Predisposizione individuale: chi tende a soffrire del cosidetto disturbo bipolare (alterna fasi di grande depressione a fasi di apparente euforia), è maggiormente predisposto a soffrire di depressione post-partum
  • Fattori ambientali: l’isolamento sociale, la mancanza di un supporto emotivo, il fatto di aver affrontato la gravidanza in età adolescenziale, possono facilitare l’insorgere della depressionez
  • I geni TTC9B e HP1BP3, che, come detto sopra, sono in grado di determinare a priori se una donna dopo la gravidanza soffrirà di depressione post-partum

Come affrontare la depressione post-partum

Innanzitutto è fondamentale che il disturbo venga diagnosticato da uno specialista.
Nei casi meno gravi della patologia, può essere sufficiente il supporto medico di uno psicologo, che potrebbe scegliere di rivolgere il suo intervento all’intero nucleo famigliare, piuttosto che unicamente alla madre.
Altre volte, invece, è necessaria l’assunzione di psicofarmaci, che devono sempre e comunque essere somministrati su indicazione – e sotto stretto controllo – del medico. In questo secondo caso, l’allattamento va sospeso.
Un aspetto importantissimo, in qualsiasi caso, è la totale collaborazione tra medici, ostetrici e ginecologi, perchè la futura mamma possa essere seguita in tutte le fasi di questo importante cambiamento e perchè riceva in ogni momento il supporto adeguato.