In questa sezione troverete informazioni inerenti Valerio Sanzotta.

Daniele Battaglia parteciperà al Festival di Sanremo 2008 nella sezione “Cantanti Giovani”. Valerio Sanzotta parteciperà con la canzone: “Para Para’ ra rara”

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Testo “Novecento” di Valerio Sanzotta


di V. Sanzotta
Ed. Dharma – Roma

E mi svegliai un mattino in una vita sconosciuta,
una vita che sembrava già vissuta;
tra la luce che barbaglia e la casa che bisbiglia
un sogno scolorava tra le ciglia.
Mio nonno era un bracciante, mio padre clandestino,
operaio al Lingotto di Torino,
la chiamarono presto madre la sua ragazza amata
mi scoprì al mondo l’Italia liberata.
Cambieranno uomini e cambieranno re
Passeranno strade in discesa
Brucerà un deserto dove erano giardini
Cambieranno lingue e confini.
E non fu solo un sogno e non ci credemmo poco
mettere il mondo a ferro e fuoco,
mentre un’altra stagione già suonava la campana
il primo rintocco fu a Piazza Fontana.
Era un giorno di maggio, un giorno di lavoro
il mattino che trovarono Aldo Moro,
e la mente fu la stessa e fu identica la mossa
assassina che uccise Guido Rossa.
Cambieranno uomini e cambieranno re
Passeranno strade in discesa
Brucerà un deserto dove erano giardini
Cambieranno lingue e confini.
A Padova di sera c’era l’Italia tutta
Quella sera in Piazza della Frutta
e fu come abbandonare un padre o un amico
quando il cielo rivolle indietro Enrico.
Adesso ho giorni buoni e una vita dignitosa
ma non mi piego a una coscienza silenziosa
al futuro porto in dote la memoria
nel cuore rugge l’urlo della storia.
Cambieranno uomini e cambieranno re
Passeranno strade in discesa
Brucerà un deserto dove erano giardini
Cambieranno lingue e confini.

Video “Novecento” di Valerio Sanzotta


Alcune notizie su Valerio Sanzotta

Sono nato a Roma l’8 Marzo 1979, al secolo Valerio Sanzotta, forse già con la chitarra in mano. A due anni ascoltavo già Peter Gabriel e Madonna. A tre anni ho scoperto Phil Collins. A parte gli scherzi, il mio incontro con la musica avviene con quella classica. I miei mi comprano un violino perfettamente proporzionato al mio talento. Non doveva essere un granché, poverino, ma oggi lo ricordo con nostalgia. E’ finito da un bandito di un liutaio che non me l’ha più restituito, complice anche la mia nota pigrizia che mi ha impedito di richiederglielo. Magari ci passerò tra vent’anni, dicendogli: Ehi, ma il mio violino, credi che sia pronto in due o tre giorni? Intanto colleziono LP di vecchie registrazioni di melodrammi (vera e propria passione per l’opera buffa, soprattutto Rossini) e tento i primi, disastrosi, esperimenti di composizione.
Poi mi innamoro, quasi fisicamente, di De André e della musica francese e francofona (Brel, Brassens, Moustaki), grazie anche a certe menate tipo l’adesione spirituale all’esistenzialismo francese, le poesie di Franà§ois Villon, di Rimbaud, la “nausea” di Sartre. Però, a parte l’ingenuità adolescenziale, sono cose che rivendico con orgoglio e in cui mi riconosco ancora oggi. Ancora fanciullo suono qualche volta al centro culturale Palomar del quartiere Testaccio, quando il mito dell’altra America, l’America di Kennedy e di Martin Luther King, l’America della beat generation e della musica folk, del pacifismo e della non-violenza mi portano da Parigi a New York.
Testaccio come il Greenwich Village… Oltre a leggere naturalmente Edgar Lee Masters (grazie Nanda per le tue traduzioni!), incomincio a drogarmi di Bob Dylan e Leonard Cohen, di Joan Baez e di Paul Simon, di Tom Waits e di Bruce Springsteen, fino a una vera e propria overdose di folk tradizionale e di Country & Western. Il country è una musica meravigliosa, come tutta l’arte che viene dal lavoro e dalla terra: è una musica senza tempo, ascoltare la famiglia Carter è come farsi una chiacchierata con George Washington o fumare la pipa con Walt Whitman.
Nel 2002 esce il mio primo disco, “Migrazioni di memoria“, un album a sostegno della ONLUS “Duchenne Parent Project” (www.parentproject.org). Il lavoro si avvale della regia del mitico Alfonso Anagni, in arte Ganaian, che potrete trovare qui su myspace tra i miei friends (but he’s my best friend in music).
Poi, dopo qualche anno in cui ho fatto di tutto fuorché abbandonare la musica, nel 2006 ho realizzato, sempre con Alfonso, “Istantanea“, un EP completamente autoprodotto, fino ad arrivare, nel dicembre del 2007, ad essere ammesso tra i giovani di Sanremo 2008, e Ganaian è ancora al mio fianco. Andrà come andrà , ma in ogni caso, come nei ’60 cantava Pete Seeger e tutto il movimento dei diritti civili, “We shall overcome”.[notizie tratte dal myspace di Valerio]

[link myspace Valerio Sanzotta]

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