Akmè vs Chaos: la disfatta dei gruppi

Tema: cosa deve fare un gruppo per sfondare ad X Factor? Svolgimento: seguire l’esempio delle boy band internazionali, discrete e nulla più dal punto di vista canoro ma molto di più sul piano emozionale. Ma in Italia le boy band non hanno mai sfondato. Ed allora? Un anno fa I Moderni sembravano aver tracciato la strada: poca musica impegnata, buona tecnica ed un bel carico di simpatia. Ma non tutti nascono uguali, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La seconda puntata di X Factor 6 infatti è stata fatale agli Akmè, usciti nettamente battuti (3-0) dal ballottaggio contro un altro gruppo, i Frères Chaos. Insomma una disfatta per Arisa: la scelta finale sembra comunque giusta, evidente il divario tecnico tra i tre fratelli pugliesi e la coppia di fratelli marchigiani, molto di nicchia ma impeccabili dal punto di vista canoro, ma il problema è a monte ed è stato ingigantito dall’ascolto degli Up3Side, originali ed efficaci nell’arrangiamento di Svalutation. Arisa paga quindi le scelte degli Home Visit dove non valorizzò al meglio la qualità del gruppo napoletano prediligendo soluzioni sicuramente coraggiose, come dichiarato da Morgan durante il ballottaggio, e futuribili, scelte che premiano la tecnica più che l’appetibilità discografica ma comunque molto pericolose e non ancora pronte per un palco, e non solo quello di X Factor.

Chiara: una marziana ad X Factor

Perché gli Akme non sono affatto disprezzabili ma a mancare è proprio la dinamica del gruppo: durante il ballottaggio, infatti, l’intervento della parte maschile del gruppo ha finito per confondere le idee pure a Rosadaprile, che ha chiaramente steccato. Certo, colpa anche dell’emozione ma se un gruppo non è tale, cosa rimane? Per non parlare delle assegnazioni perché far cantare un brano di Battiato a tre ragazzi ancora in formazione significa affossarli. Arisa nel pallone, insomma, e lo stesso destino potrebbe riguardare presto le Donatella, uguali a sé stesse da due settimana e del tutto inapprezzabili sul piano canoro. In fondo, però, molte discussioni stanno a zero perché X Factor potrebbe anche essere già finito: Chiara Galiazzo infatti sembra, anzi è, davvero su un’altra dimensione sotto tutti i punti di vista. La prima standing ovation dell’anno per la sua magistrale interpretazione di Over the Rainbow infatti segna un ulteriore distacco rispetto alla concorrenza: la padovana pare davvero una cantante già completa sul piano tecnico, se acquisirà una miglior padronanza del palco non potrà che attenderla una carriera luminosissima, e dal punto di vista canoro si tratta di uno dei cantanti migliori di tutta la storia del talent.

Ripescaggio: torna in gara Alessandro Mahmoud

E gli altri? Il divario è sembrato davvero importante anche in una seconda puntata comunque tecnicamente migliore rispetto a quella d’esordio: ancora buone le prestazioni di Ics e Daniele, si conferma pure Davide e migliora Yendry ma altrettanti sono i cantanti che devono ancora essere messi a fuoco, da Cixi a Nice fino agli stessi Frère Chaos. Ma è stata anche la puntata del ripescaggio. Quattro eliminati agli Home Visit si sono giocati in appena 600” un posto sul palco: decisione crudele visto il poco tempo a disposizione ma anche perché la qualità si è mostrata davvero molto elevata, anche superiore rispetto ad altri che sono già in gara. Subito eliminati Michele Grandinetti (Over), che ha cantato bene ma in maniera troppo scolastica Somebody to love e gli Up3Side protagonisti di un ottimo arrangiamento di Svalutation, la finalissima è stata tra Gaya Misraghi ed Alessandro Mahmoud: cantanti diversi ma ugualmente interessanti, alla fine ha prevalso la voce potente e ricercata dell’italo-egiziano autore di una deliziosa prova in Master Blaster che va subito a rimpinguare la squadra di Simona Ventura che, con la forza di Daniele e la potenza di Davide, sembra poter infastidire Chiara. Ma ad una certa distanza.