X Factor 7

X Factor 7

X Factor 7: uno per uno…

Ci risiamo. Sembrava scritto, ed invece è stata solo una coincidenza. La finale della settima edizione di X Factor vedrà un cantante per ciascuno dei quattro giudici. La semifinale, infatti, listata a lutto per la notizia della scomparsa di Nelson Mandela, segna l’eliminazione di Andrea D’Alessio, che soccombe all’Ultimo Scontro con Aba, che quindi salva la squadra degli Over di Elio dal rischio di assistere da spettatore all’atto conclusivo e va a comporre il poker dei finalisti con gli Ape Escape, Michele e Violetta. Uno scenario che era forse fin troppo facile pronosticare, ma che non eviterà di provocare qualche ironia. Perché non era mai successo da quando il talent musicale era stato allargato alla presenza di quattro giudici, ma questa volta Elio, Mika, Morgan e Simona Ventura potranno giocarsi le proprie carte per il successo potendo contare sul classico 25% di possibilità. Almeno teoricamente, perché la sensazione è che l’eliminazione di Andrea ad un passo dall’atto conclusivo non sposti il lotto dei favoriti.

X Factor 7: Andrea si ferma sul traguardo

Interrotta una striscia che durava dalla prima puntata, Morgan si è infatti dovuto arrendere ad un verdetto scritto, o quasi, visto che il beat-boxer napoletano, che peraltro non era mai andato in ballottaggio prima di oggi, paga una certa involuzione subita nelle ultime settimane, tanto dal punto di vista dell’intonazione che dell’interpretazione. Come quella regalata all’inedito, dove Andrea ha pagato la scarsa originalità del testo, senza riuscire ad invertire la tendenza al ballottaggio nonostante una bella e simpatica interpretazione beatboxeggiante di Je sò pazzo. Ma Aba si è fatta preferire nel complesso, forse non all’ultimo scontro dove è tornata troppo teatrale, ma nel percorso complessivo di crescita mostrato nelle ultime puntate.

X Factor 7: Andrea D'Alessio

X Factor 7: Andrea D’Alessio

X Factor 7: testa a testa Michele-Violetta

L’eliminazione di Andrea è forse colpa anche di un certo appiattimento nelle assegnazioni da parte di Morgan, che forse inconsciamente ha dedicato più attenzioni a Michele Bravi, la sua punta di diamante con il quale il Pirata punterà giovedì al Mediolanum Forum a sbancare il lotto per la quinta volta su sette edizioni. E la possibilità di farcela c’è eccome, visto che il testa a testa tra Violetta e Michele sta divenendo tale anche nelle quote degli scommettitori. Insomma, per gli Ape Escape e Aba, il destino appare segnato, e non resta che giocarsi l’ultimo gradino del podio. Borsino dei favoriti? Difficile: Violetta e Michele sono bravissimi ma diversi, nei loro pregi e nei loro difetti. La semifinale forse ha visto prevalere Violetta, fenomenale in One, mentre Michele, migliore nell’inedito, è stato penalizzato dalla scelta “difficile” di Morgan che ha puntato su Jimi Hendrix. Ancora troppo alto.

X Factor 7: deludono gli inediti

Già, gli inediti. Entriamo nel vivo dei cinque brani che dovranno rappresentare il passpartout dei ragazzi verso il mercato musicale. In verità la storia di X Factor non ha mai regalato pezzi indimenticabili, al primo ascolto ma anche in assoluto: forse con l’eccezione di “Due Respiri” di Chiara e, l’anno precedente, di “Distratto” di Francesca Michielin, visto che pure “Dove si vola” che portò al successo Marco Mengoni non è certo stata la canzone più bella della fin qui giovane carriera del cantante di Ronciglione. Il motivo è riconducibile al fatto che non è affatto facile cimentarsi in un brano nuovo di zecca dopo aver interpretato solo e soltanto cover. Vuoi l’emozione, vuoi la difficoltà nel farsi aderire addosso una canzone in gran parte dei casi scritta da altri. Il 2013 non sembra fare eccezione: tanto dalle poche note ascoltate nel day time che nel primo ascolto in puntata non è parso di sentire canzoni davvero straordinarie.

X Factor 7: il “regalo” di Tiziano Ferro

A partire dal pezzo a metà tra beat box e rap di Andrea, “Venerdì“, scritto dallo stesso cantante napoletano insieme al vocal coach Gaetano Cappa. Banalotto anzi che no pure il testo di “Indifesa” di Aba, peraltro sottoposto ad un’autentica trasformazione visto che parole originali e musica sono state scritte da Nicky Holland, con l’inevitabile conseguenza che la traduzione in italiano ha finito per produrre un evidente distacco tra la musica e parole tutt’altro che indimenticabili. Qualitativamente migliori pur senza incantare gli altri tre lavori: complesso, fin troppo, quello degli Ape Escape, coautori del testo e dell’arrangiamento di “Gli invisibili”, brano che si sofferma sugli eroi nascosti della nostra società. Per sfondare in tre minuti e guadagnarsi la finale era forse meglio cercare qualcosa di più fruibile. E i due favoriti? Decisamente meglio Michele, che ha potuto contare sull’unico contributo “illustre”, quello di Tiziano Ferro. Il cantautore pontino ha capito in fretta quanto la voce di Michele si possa adattare ad ogni tipo di pezzo, così “La vita e la felicità” è un pezzo in pieno Ferro style, garbato e difficile, ma ben cantato da Miki. Molto più complesso approntare un brano per la musicalità ed il timbro di Violetta che è parsa soffrire più del previsto l’adattamento ad un ritmo pop e alla lingua italiana. “Dimmi che non passa” prova ad unire pop e country: bel tentativo, ma l’effetto non riesce al 100%. Comunque il testa a testa è pronto: in finale la differenza la faranno i dettagli. E comunque vada, per il perdente sarà comunque un successo.