Prima Manche

Street Clerks (‘Nice che dice’) 6: dalla hit del momento, ad un classico del repertorio italiano anni ’80, ma con la volontà di imprimere il proprio marchio. Impresa sostanzialmente riuscita, sfruttando la moda del momento, il mix di generi musicali diversi, con citazioni da altri brani (I’m a soul man). Vocalmente ci siamo, forse bisognerà trovare un punto di riferimento musicale più solido.
Alan (‘Don’t Let Me Be Misunderstood’) 6.5: scosso duramente durante la settimana, il crooner parmigiano risponde con una prestazione all’altezza, passando dalla piatta interpretazione da piano bar della prima puntata alla potente e quasi perfetta performance di un classico di Nina Simone. La voce non è mai stata in discussione, la personalità forse sì. Ma occorrono controprove.
Gaia (‘Bitch’) 7: che si tratti della canzone giusta per una donna volitiva come Gaia non ci sono dubbi, resta però l’interrogativo sul perché la voce non comune per potenza ed estensione sia stata ridotta in un brano musicalmente poco impegnativo. Il carattere sembra averlo e ben pronunciato: meglio tornare a concentrarsi sulle doti musicali piuttosto che su quelle (presunte) da sex symbol.
Michele 6.5 (‘See Emily Play’): bocciata l’idea di David Sylvian, Morgan ripiega sul tema della serata, i Pink Floyd, assegnando a Michele un brano perfettamente aderente alle proprie caratteristiche, anche se troppo cantautorale come quello di Fossati. Il risultato è più che soddisfacente: timido solo in apparenza, il giovane umbro tira fuori un’interpretazione delicata ma di ottima fattura. Ora, però, serve spaziare nel repertorio.
Fabio (‘Basket Case’) 5.5: prima la dissacrazione di Max Gazzè, ora la riduzione del rock in una sagra di paese girando per lo studio, camminando sul tavolo dei giudici e baciando pure la fidanzata. Se, prima o dopo, Elio ci facesse capire che cantante è Fabio gliene saremmo tutti grati. Perché fino a questo momento di voce se n’è sentita poca, e in un’edizione così qualitativa è bene che esca il prima possibile. Ballottaggio inevitabile: se gli servirà da avvertimento potrà rientrare in gioco con credibilità.
Viò (‘Le tasche piene di sassi’) 7.5: dalla tenera romanza di Let Her Go, alla commovente interpretazione di Jovanotti. Mika sembra aver messo a fuoco una strada alternativa per il talento di Violetta, che ha superato anche la prova della canzone in italiano. Si può convincere anche senza ukulele, anche se questa volta la performance ha conquistato soprattutto sul lato emotivo più che su quello tecnico: i brani di Cherubini rimangono infatti una montagna ripida per tutti, tanto più per una diciottenne che non può essere ancora al top sui bassi. Al momento rimane comunque la migliore per distacco.

Gaia Galizia

Gaia Galizia

Seconda Manche

Free Boys (‘Let Me Entertain You’) 5: se l’obiettivo era staccarsi dal modello boy band, è stato fallito. E non solo a nostro avviso, visto l’esito finale. Perché cantare un brano apparentemente rock, ma scritto da un ex Take That (boy band…) è un abile stratagemma, da mixare con le mossette, i bastoni ed il trucco più da Kiss che da Halloween. Energia e volontà non mancano, ma vocalmente siamo ancora molto indietro. La differenza rispetto alla concorrenza è parsa evidente. Ma ancora una volta all’ultimo scontro hanno dato il meglio. Solo un caso?
Aba (‘Lover to Lover’) 6: dall’imitazione di Alanis Morrisette Chiara (Aba è orrendo…) si riprende con una performance di qualità, anche se ancora una volta esagerata sul piano dell’estensione. D’accordo, il pezzo lo richiedeva, ma non fatelo ascoltare troppo a lungo a Florence… E comunque rimane difficile distinguere tra un eccesso di manierismo e focalizzazione del brano.
Andrea (‘Another Brick in the Wall’) 7.5: a livello puramente vocale siamo al top dell’edizione, forse anche meglio di Violetta. E non ci si riferisce solo all’arte del beat boxing, ma alla completezza in se stessa dell’estensione di questo cantate enigmatico quanto interessante. Controllo ed intonazione in un pezzo solo apparentemente semplice.
Roberta (‘Trouble’) 6.5: più lucky loser di così… Ripescata senza nemmeno scendere sull’arena per lo strano ritiro di Mr. Rain & Osso, la solida cantante bresciana dimostra con i fatti di valere il palco. Gran voce ma pure gran controllo in un pezzo che presentava armonizzazioni complesse. La qualità era emersa già nei casting, ma per ora conferma di essere troppo scolastica, se non tradizionale. A Mika il compito di tirare fuori il meglio con assegnazioni “rischiose”.
Ape Escape (‘Luce’) 7.5: signori, questa è arte. Prendi un pezzo melodico-pop, disintegralo e fallo rinascere con sembianze rock e rap, ma con un filo conduttore garantito dalla voce suadente del frontman. Esperimento più che riuscito, grazie al coraggio di chi ha scelto la canzone ma soprattutto alle capacità di arrangiamento dei ragazzi. Che faranno molta strada.
Valentina (‘Raggamuffin’) 6: con tutto il rispetto per Selah Sue, riesce difficile giudicare un brano che in tutta sincerità non conoscevamo. Se qualcuno l’aveva già sentito, è pregato di postare un commento qui sotto… Scherzi a parte, di fatto è stata un’autoassegnazione perché si trattava della canzone preferita di Valentina: ovviamente la performance è stata buona, anche se simile a quella di settimana scorsa. E comunque in una squadra di così alto livello serve uno sforzo maggiore.