X Factor 6: i voti della sesta puntata. Crescono Cixi e Daniele. Chiara è una “favola”



Ics (“Malarazza“; “Vengo anch’io“) 7: serata molto canora per il rapper bolognese. Tanto nel primo che nel secondo brano infatti è il cantato a farla da padrone, molto di più rispetto alle precedenti puntate. Comunque è sempre a proprio agio, tanto nella versione moderna e techno di Vengo anch’io che nel pezzo di Modugno dove però parlare di dance sembra fuori luogo. Ma il rapper che non si accontenta di essere rapper non si fa problemi: come sempre ottima performance sul piano della mobilità e pure vocalmente in un pezzo nato per essere cantato in modo diverso e pure culturalmente elevato.

Davide (“Apologize) 5.5: l’inedito è salvo, ma che fatica. Altra canzone in inglese ed altra sofferenza indicibile, tra pronuncia alternativa e mobilità ridottissima. Un palo della luce, o se preferite una caldaia, avrebbe avuto più ritmo. Certo, povero ragazzo, non dev’essere facile cantare un brano in una lingua semisconosciuta e con intorno cotanto di ballerina che si muove e ti tocca. Così lui rimane concentrato solo sull’intonazione, sempre perfetta, dimenticandosi che si tratta di un pezzo dance. Meglio nel ballottaggio dove torna sè stesso: pezzo pop in italiano, note precise ma anche la solita sensazione demodè. Che potrebbe stopparlo ad un passo dalla finalissima.

Frères Chaos (“Pensiero stupendo“; “Inside world“) 5.5: inevitabile scindere il voto tra quanto successo in gara e lo squallido show post-eliminazione, che non può meritare che un bello zero. Su quest’ultimo ci siamo espressi a parte, ma giova ricordare che i loro nomi saranno ricordati nella storia del programma e non certo per correttezza e sportività. Sul piano canoro non erano dispiaciuti ma pagano il fatto che, gira che ti rigira, i fratelli Rinaldi hanno cantato per sei settimane la stessa canzone, solo con qualche sfumatura. La finalità è chiarissima, emersa soprattutto in una prima manche davvero inquietante: far risaltare il più possibile la messa in scena, obiettivamente troppo caricata e nella quale i due sono parsi a disagio, e le capacità introspettive dei ragazzi perché, lvocalmente parlando, questa sera c’è stato troppo poco. Chaos sì, ma nel vero senso della parola: brano di Patty Pravo, combinato con Celebration di Madonna, il tutto nella versione remixata da Benassi. Ne viene fuori un ibrido: inizio inquietante con i soliti sussurri, poi la canzone sale di tono ed i Frères con lei, ma è troppo poco. Nella seconda manche e nel ballottaggio tornano nel loro mondo etereo, fatto di poco canto e tanto effetto. Ai posteri l’ardua sentenza: la qualità c’è, serve inquadrarla in un ambito di maggior umiltà. E soprattutto dimostrarsi più eclettici.

Cixi (“La solitudine“; “Right to be wrong“) 7: altra serata più che positiva per l’ultimo alfiere di Elio. Si dimostra impeccabile in entrambe le canzoni in particolare nel primo brano, uno dei pochi della serata a meritare davvero l’appellativo di dance. Elio ed il vocal coach Tafuri infatti interpretano al meglio il messaggio della serata con una canzone classica del pop romantico italiano trasformata in un pezzo da disco: certo, niente luci stroboscopiche ma una buona messa in scena, una volta tanto non eccessiva, che colora la solita performance pulita di Cixi, che non sbaglia una nota ed entra perfettamente nel pezzo. Nel brano in inglese è ancora più che positiva ma denuncia un limite, quello di sembrare sempre troppo uguale a sè stessa, e di cantare i brani in maniera troppo simile, anche se questi sono diversi l’uno dall’altro.

Daniele (“Sei nell’anima“; “Walk“) 6.5: vocalmente impeccabile, ma troppo poco intenso, nel primo brano, esplosivo nel secondo. Coletta si sdoppia: l’esperimento dance era difficile perché trattasi di un brano di Gianna Nannini post esordi rock e tutti ricordiamo la canzone cantata in ben altro modo. Il ragazzo s’impegna e riesce bene ma non dà mai la sensazione di entrare a perfezione nel testo. Molto meglio nella seconda manche dove grazie ai Foo Fighters torna nel suo mondo, forse anche troppo perchè si fa trascinare dal mondo dell’hard rock, carica troppo la voce e finisce quasi per uscire dal pezzo. Comunque è una mina vagante.

Chiara (“Alabama song“; “You do something to me“) 6.5: il percorso è ormai chiaro. Morgan, consapevole di aver già vinto, sperimenta strade nuove. Forse troppo nuove visto che tutti i cantanti dovevano fare un pezzo in inglese ed uno in italiano mentre tanto Chiara che Ics hanno eseguito due brani nella stessa lingua. Chiara comunque si dimostra sempre all’altezza, in particolare nella seconda canzone, un testo molto più vicino al suo habitat naturale. Ma da un paio di settimane si sta un pò appiattendo su sè stessa, anche per colpa delle assegnazioni. Perché dal Mago di Oz a Charlie Chaplin passando per il tango di Final Countdown, l’ambito è sempre lo stesso: divertente ma troppo poco attuale. Tutto giusto, la ragazza non sbaglia una nota che sia una e si adatta ad ogni tipo di brano con disinvoltura ma non è questa la strada di Chiara e prima o poi bisognerà uscire dalla dimensione favolistica, suggestiva sì ma poco realistica. Prima o dopo Chiara dovrà cimentarsi su brani recenti e moderni. E poi, cosa c’entrava tutto questo con la dance?

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