India entra nel gruppo dei paesi spaziali


E’ partita questa mattina alle 06:20 locali dal centro spaziale costiero Satish Dhawan di Sriharikota nel sud est dell’India la sonda spaziale senza equipaggio umano Chandrayaan-1, (in sanscrito: nave lunare). La sonda entrera’ in orbita grazie a un razzo made in India, il Polar Satellite Launch Vehicle, dopo sedici ore di volo. Da sola la navicella arrivera’ sulla luna dopo cinque giorni circa di navigazione.

 

Raggiunta l’orbita lunare si fermerà due anni, riprenderà il satellite con foto ad alta risoluzione, anche a raggi x ed infrarossi, per ridisegnare la cartografia della superficie lunare e di ciò che si trova appena sotto la superficie e produrre così una mappa completa delle sue caratteristiche chimiche e minerali e una topografia
tridimensionale, con particolare attenzione alle regioni polari dove studiosi ritengono possa esserci acqua.

 

L’obiettivo principale del progetto è però la ricerca dell’Elio Tre, un isotopo assai raro sulla terra ma ritenuto presente in abbondanza sulla luna, che potrebbe rivelarsi fonte importante di energia nel futuro come combustibile delle future centrali nuclearia fusione. Bisogna comunque ancora trovare un sistema per estrarlo.

 

Chandrayaan-1 pesa circa una tonnellata e mezza, la sua forma è vagamente cubica. E’ dotata di un pannello solare abbinato ad una batteria al litio che fornisce energia quando il pannello irradiato dal sole. Trasporta undici strumenti scientifici, tre di questi sono dell’Esa (agenzia spaziale europea), due della Nasa.

Il lancio è stato seguito dalla tv nazionale, “Cari colleghi e amici, per l’India è un momento storico, abbiamo iniziato il nostro viaggio sulla Luna e la prima parte di questo viaggio si è conclusa perfettamente bene” ha detto il Presidente dell’Organizzazione per la Ricerca Spaziale Indiana Madhavan Nair, fiducioso che la spedizione permetterà di svelare i misteri della Luna.

 

Per il 2011-2012 è previsto il lancio del Chandrayaan-2, grazie alla collaborazione russa, la missione prevede e l’allunaggio di un veicolo che analizzi il suolo lunare. La Russia è il principale partner in campo spaziale dell’India, seppure questa da tempo operi autonomamente.

Il passo successivo, ha spiegato il direttore dell’Isro, sara’ l’invio di astronauti, previsto per il 2014, seguito dalla prima missione umana nel 2020. L’operazione, che da quattro anni ha mobilitato in India migliaia di scienziati e’ costata circa 80 milioni di dollari, molto meno dei 187 della sonda cinese e dei 480 milioni di quella giapponese.

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