Esistono un sacco di test medici fai-da-te che i consumatori possono utilizzare a casa: prove per scoprire se sei incinta, se hai un’infezione del tratto urinario, o se i livelli del tuo diabete nel sangue sono troppo alti…
Alcuni nuovi test genetici si stanno unendo a questa lista. Attraverso questi test fai-da-te, una persona potrebbe essere in grado di ricevere informazioni rispetto al rischio genetico per una varietà di malattie come il diabete di tipo 2, il morbo di Parkinson e molti tipi di cancro. Oppure potrebbe essere in grado di ottenere previsioni sulla reazione del proprio fisico sottoposto ad assunzione di una dozzina di tipi di droghe…

I risultati di questi test, tuttavia, non sono di facile interpretazione. Ecco perchè si stanno scatedando alcune polemiche tra i sostenitori e i contrari alla commercializzazione di questi dispositivi.
I contrari a questi test sostengono che un’errata interpretazione dei loro risultati potrebbe portare a decisioni sbagliate in ambito medico. Ad esempio: se una persona scopre che è a basso rischio di diabete tipo 2 potrebbe modificare il suo stile di vita smettendo di fare attività fisica o abbuffandosi a tavola. Questo comporterebbe però l’aumento del rischio, dovuto alle abitudini poco sane. Oppure, sulla base delle informazioni mal interpretate, alcuni potrebbero decidere di operarsi in maniera errata con interventi invasivi o costosi!

Contrariamente a questa posizione, i sostenitori affermano che promuovere questi test significa generare un diverso rapporto con la genetica e con noi stessi, e che è giusto ed è un diritto di tutti conoscere le informazioni nascoste del proprio DNA. In fondo, tutti sanno che questi test sono solo provvisori e le persone capiscono che non esiste la sfera di cristallo ma, piuttosto, attraverso questi test si può scattare una specie di fotografia di quello che pensiamo di sapere oggi, la cui interpretazione è soggetta a modifiche. Ci sarebbero meno probabilità quindi di essere governati dalla paura, mentre saremmo tutti più consapevoli che i geni non sono il nostro destino.
Di fatto, se e quando le cure e le terapie diventeranno disponibili anche per le malattie attualmente incurabili, avando già determinate informazioni (anche solo presumibili) ci troveremmo già in una buona posizione per agire al meglio.

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