Luca Paolini

Luca Paolini

L’assolo di Paolini vale la maglia rosa

Primo Giro d’Italia a 36 anni, e prima vittoria dopo appena tre tappe. Con tanto di maglia rosa. Sa tanto di coronazione di una carriera l’impresa compiuta da Luca Paolini, transitato per primo sullo spettacolare scenario del lungomare di Marina di Ascea, sede d’arrivo della terza tappa della 96^ edizione della Corsa Rosa. L’alfiere della Katusha ha vinto per distacco nella prima fuga dell’edizione 2013, precedendo di 16” il gruppo comprendente i principali uomini di classifica, regolato da Cadel Evans che si è così aggiudicato i 12” di abbuono. Terzo posto ed 8” per Ryder Hesjedal. Staccatissimo invece Salvatore Puccio, che ha accusato addirittura 7’05” di ritardo perdendo la maglia rosa appena conquistata nella crono a squadre. Ottavo posto per Bradley Wiggins, decimo per Nibali. In classifica ora Paolini precede di 17” Uran Uran e lo stesso Wiggins, quarto Nibali a 31”, settimo posto per Hesyedal a 34”. Leggero ritardo all’arrivo per Michele Scarponi, giunto al traguardo attardato di un minuto dopo aver messo il piede a terra ai meno due dalla fine, tratto in inganno dalla caduta davanti a lui di Kruijswijk e Gesink nella discesa conclusiva.

Un premio alla carriera

Ho interpretato la tappa come se fosse una classica” ha detto al traguardo un commosso Paolini, che ha dedicato il successo al padre ricoverato in ospedale. Per l’atleta milanese classe ’77 un giusto premio quasi in conclusione di una carriera che finora l’aveva portato lontano dal Giro, e ricca di troppi piazzamenti, come i tre terzi posti alla Sanremo, quello al Fiandre 2007 e quello al Mondiale di Verona 2004. Ma gli sono bastati pochi chilometri per capire come piazzare la sua zampata, ravvivando una tappa che come da pronostico si è surriscaldata nel finale: decisivo per Paolini lo scatto ai meno cinque dal traguardo, che ha tagliato le gambe agli inseguitori tramutando in realtà il sogno dell’ex gregario di Paolo Bettini.

L’affondo di Hesyedal in discesa

Poco o nulla infatti da segnalare nei primi 150 chilometri, che hanno portato la carovana senza sussulti da Sorrento alla provincia di Salerno. Le, poche, schermaglie si sono registrate nelle salite di San Mauro Cilento e Sella di Catona: il primo a scattare è stato Fabio Taborre della Vini Fantini mentre sulle rampe di Catona, oltre ad un vivacissimo Giovanni Visconti, primo al Gpm, si è messo in evidenza proprio Hesjedal, quindi in discesa è stata la volta di Valerio Agnoli, luogotenente di Nibali, cui ha prontamente risposto lo stesso Hesjedal, ma il vincitore del Giro 2012 non è riuscito a fare il vuoto, venendo presto raggiunto da Santaromita, Santambrogio e dallo stesso Paolini, il cui scatto ai 5000 metri è stato decisivo. Così, approfittando anche della pedalabile discesa conclusiva l’atleta italiano ha potuto tagliare braccia al cielo il traguardo di Marina di Ascea.

Speciale Giro d’Italia