Telefonino al bando sulle auto per chi guida, anche se viene utilizzato solo come agenda o per leggere messaggi. Linea dura della Corte di Cassazione che conferma la sanzione inflitta a un automobilista sorpreso al volante mentre prelevava dati dalla rubrica.

Il ricorso contro la pronuncia del giudice di pace che aveva confermato la multa è stato vano.

L’uomo aveva fatto ricorso sostenendo che il magistrato aveva effettuato un’indebita interpretazione estensiva della norma del Codice della strada indirizzata a colpire il solo uso del cellulare come strumento di conversazione.

La Cassazione non ha condiviso, rigettando l’impugnazione. La Corte, con la sentenza n. 13766 depositata il 27 maggio, ha invece interpretato in maniera opposta la disciplina. A partire dall’articolo 140 del Codice della strada che ha definito il principio generale secondo il quale «gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo od intralcio per la circolazione e in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale», stabilendo in questo modo l’illegittimità  di una condotta di guida genericamente pericolosa.

La disposizione, per quanto riguarda l’uso di un telefonino in auto, è indirizzata, osserva la Corte, a prevenire condotte che possono provocare distrazione dalla guida, per cui «è consentito l’uso di apparecchi viva voce o dotati di auricolare, che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani». A dover essere evitato è, infatti, l’impegno delle mani del guidatore in operazioni diverse da quelle strettamente interessate dalle necessità  di guida.

L’uso del cellulare, conclude la sentenza, per la ricerca di un numero telefonico nella rubrica o per qualsiasi altra operazione consentita dall’apparecchio, mentre si è al volante, deve così essere sanzionato sotto un duplice profilo, perché provoca una distrazione di ordine generale, dirottando l’attenzione del guidatore dalla strada all’utilizzazione dell’apparecchio, e perché impegna «una delle mani sull’apparecchio con temporanea indisponibilità  e, comunque, consequenziale ritardo nell’azionamento, se necessario, dei sistemi di guida». Un ritardo che, scrive la Corte, non è concepibile solo se si tengono presenti le esigenze della conduzione del veicolo e il fatto che possono richiedere tempi di reazione immediati.

È per questo che la Cassazione non ha censurato l’operato del giudice di pace che, ben lontano dal fornire un’interpretazione fantasiosa della normativa, si è invece limitato ad applicarla, tenendone presente non solo la logica e l’obiettivo, ma anche il tenore letterale.

A mio modo di vedere, c’è ben poco da interpretare, non conosco il testo della legislazione in materia, ma mi sembra che quanto sopra riportato sia più che chiaro: a dover essere evitato è, infatti, l’impegno delle mani del guidatore in operazioni diverse da quelle strettamente interessate dalle necessità  di guida.

Forse interpretazioni e ricorsi si potrebbero evitare con una legge che impedisca non solo l’uso delle mani per attività  diverse dalla guida ma dell’attenzione del guidatore; chi si volta a leggere il giornale sul sedile (quando non appoggiato sul volante) non muove le mani ma non impegna certo tutta la sua attenzione alla guida.

In questo modo sarebbero forse evitabili leggi che a volte perché troppo specifiche consentono di appellarsi a cavilli interpretativi.

Telefonino, divieto totale mentre si guida


Approfondimenti