Situata in provincia di Viterbo, Tarquinia è una città di circa16.000 abitanti che vanta un ricco patrimonio culturale, artistico ed archeologico.
Tarquinia è infatti sito di una necropoli risalente alla civiltà etrusca, il cui spirito è ancora vivo.
La città, che in origine si chiamava Corneto, assunse nel 1922 l’attuale toponimo, Tarquinia, che, essendo legato al nome del fondatore etrusco, Tarconte, rivela lo stretto legame tra Tarquinia e le sue origini etrusche.

Tarquinia, panorama

Tarquinia, panorama



Cenni storici – Tarquinia

Le origini e le radici di Tarquinia risalgono a la Civita, uno dei più antichi ed importanti villaggi della confederazione etrusca che intorno al 311-308 a. C. divenne parte dell’Impero Romano.
Con la caduta di quest’ultimo e l’inizio delle invasioni barbariche, gli abitanti della Civita si trasferirono sul colle dando vita all’abitato dal quale, tra il X e l’XI secolo, sorse Corneto.
La città medievale, dopo essere stata proprietà della contessa Matilde di Canossa, divenne libero comune nel corso del XII secolo, ottenendo nel 1345 il titolo di Città dal pontefice Eugenio IV.
Nel XV secolo Corneto fu, in quanto proprietà dello Stato Pontificio, soggiorno di papi, da Alessandro VI a Leone X e Paolo II Farnese.
Il Congresso di Vienna stabilì, dopo le alterne vicende legate alla Rivoluzione Francese, il ritorno di Corneto nello stato pontificio, proseguito fino al 1870.

Itinerari e luoghi da visitare – Tarquinia

La città etrusca: La Civita

Tarquinia, La Civita

Tarquinia, La Civita



Si tratta dei resti dell’antica Metropoli etrusca, situata su un pianoro roccioso ad est di Tarquinia e raggiungibile seguendo una deviazione lungo la strada per Monte Romano.
Pian della Civita o Pian della Regina ospita le rovine di un grande tempio etrusco in tufo risalente alla prima metà del IV secolo a.C., che era sede delle più importanti cerimonie religiose. Il basamento dell’edificio che accoglieva in sé il tempio sacro è noto come Ara della Regina Dell’originaria scalinata d’accesso al tempio sono sopravvissute le statue raffiguranti i Cavalli Alati, ora custoditi dal Museo Nazionale di Tarquinia.
Nell’area si trovano anche i resti di una fontana di marmo risalente al I sec. a.C.

La città etrusca:le Necropoli

Necropoli dei Monterozzi, tomba dei Leopardi

Necropoli dei Monterozzi, tomba dei Leopardi



 Si tratta di siti archeologici che al loro interno ospitano numerose tombe a tumulo con camere scavate nella roccia.
Molti i dipinti che ornano le pareti delle camere funerarie raffigurando scene di carattere religioso, banchetti funebri e spettacoli di danza e musica.
Frequenti anche le immagini raffiguranti momenti di vita quotidiana del defunto.
Tra le necropoli etrusche di Tarquinia, una delle più note ed importanti è la necropoli dei Monterozzi, che si estende in località Montarozzi per circa 750 ettari e ospita un numero particolarmente elevato di tombe a camera con decorazioni pittoriche.

La città medievale: Palazzo Vitelleschi

Tarquinia, Palazzo Vitelleschi

Tarquinia, Palazzo Vitelleschi



Situato nel centro storico della città medievale, Palazzo Vitelleschi venne edificato per volere del Cardinale Vitelleschi tra il 1436 e il 1490.
Il palazzo, in stile gotico-rinascimentale, è sede del Museo nazionale tarquiniese.

La città medievale: Museo Nazionale Archeologico Tarquiniense
Il Museo, uno dei più importanti d’Italia, ospita reperti etruschi e risalenti ai secoli compresi tra il periodo villanoviano e quello romano.
Oggetti quotidiani (vasellame, gli attrezzi, ex-voto) e opere d’arte (vaso di Nikosthenes, del V sec. a.C.; anfora di Phintias, del VI sec. a.C.) ci parlano delle antiche civiltà greche ed etrusche.
Notevoli gli affreschi delle tombe del Triclinio, della Nave, delle Olimpiadi e delle Bighe e il gruppo fittile in terracotta dei Cavalli Alati, situati originariamente sul frontone del tempio dell’Ara della Regina.

Tradizione enogastronomica – Tarquinia

Tra i prodotti tipici di Tarquinia spicca il fungo Ferlengo, cucinato alla brace e insaporito con olio, sale, pepe, aglio e finocchio selvatico. Tra i piatti della tradizione culinaria di Tarquinia, troviamo, tra i primi, l’acquacotta e i maccheroni con le noci.
Tra i secondi, ricordiamo lo spezzatino alla butteresca e le frittelle di baccalà.
Da citare anche “diomeneguardi“, pizza alla teglia a base di farina di mais, zucchero, cannella e uvetta sultanina.

Eventi e folklore – Tarquinia

Tra le manifestazioni gastronomiche ricordiamo la Sagra del Ferlengo, che tra le sue origini nel XV secolo e si svolge nel mese di settembre. In questa occasione, i funghi tipici di Tarquinia, dopo essere stati raccolti in ceste di vimini, vengono cucinati secondo la tradizione.
Le degustazioni del fungo Ferlengo e degli altri prodotti tipici del territorio si accompagnano a spettacoli di teatro, musica e giocolieri.
La Sagra della Castagnola è dedicata invece alla degustazione del tradizionale dolce di Carnevale di Tarquinia.
Caratteristica la festa di Sant’Antonio, dedicata al santo protettore degli animali. Un corteo di butteri in costume a accompagna a cavallo il carro che trasporta un figurante chiamato ad interpretare il Santo benedicente la folla. La manifestazione si conclude con la celebrazione della Messa in piazza Sant’Antonio, sfilate e giochi popolari.

Da citare, tra le manifestazioni tradizionali più sentite, la Giostra delle Contrade, che ad Aprile vede la città animarsi con sfilate di cavalieri in costume che si sfidano in gare di abilità.

Tra le manifestazioni estive, da non perdere Notturno Etrusco: siti archeologici come l’Ara della Regina e la Tomba degli Aninas divengono scenario suggestivo delle esibizioni di artisti provenienti da tutto il mondo.
Caratteristico il Carnevale estivo, che si svolge in luglio, quando carri allegorici e gruppi mascherati sfilano sul Lungomare.

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