Steve Moore, ex-agente dell’FBI: l’assassino di Meredith Kercher è Rudy Guede



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Steve Moore dopo un anno di indagini private sostiene l’innocenza di Amanda Knox e Raffaele Sollecito e la manomissione delle prove da parte degli inquirenti

Clamorose novità sono emerse nelle ultime ore sul caso dell’ omicidio di Meredith Kercher, avvenuto nel novembre del 2007 a Perugia.
Amanda Knox, la studentessa americana arrestata nel novembre del 2007, condannata in primo grado a 26 anni di reclusione con l’accusa di omicidio, e l’ex fidanzato Raffaele Sollecito, condannato a 25 anni, sono in attesa del processo d’appello, che si svolgerà a novembre. L’ivoriano Rudy Guede, è stato condannato inizialmente a 30 anni di carcere, scontati poi a 16 anni.
Nel frattempo, Steve Moore, un ex-agente dell’Fbi, ha condotto indagini private sul caso di Meredith. L’iniziale convinzione della colpevolezza della ragazza è stata in lui rovesciata dall’esame di alcuni documenti e foto raccolti nell’ultimo anno.
Dopo aver visionato un video delle indagini condotte dalla polizia italiana e tutti gli elementi del processo svoltosi a Perugia, il video della scena del crimine, le foto dell’autopsia e diversi documenti legali, l’ex-agente dell’Fbi è giunto alla conclusione non solo che Amanda Knox è innocente, ma che non doveva neanche essere inclusa nella lista dei sospetti.
Secondo Moore, inoltre, le prove presentate in aula “sono difettose e sono state manipolate ad arte» in modo da incriminare la ragazza per omicidio.
Come lo stesso Moore ha dichiarato al «Today Show» della Msnbc, anche se durante i 25 anni di servizio all’Fbi si è convinto che «quando una persona viene incriminata spesso è colpevole», quando ha iniziato a indagare sull’omicidio di Meredith si è trovato di fronte a un errore giudiziario di dimensioni tali da ipotizzare la manomissione delle prove da parte degli inquirenti.
Al contrario, secondo Moore, ‘le prove sono tutte dalla parte” della ragazza.
L’ex agente ha dichiarato che non puo’ essere considerato come elemento incriminante il ritrovamento del Dna della ragazza sul coltello usato come arma del delitto e trovato nell’appartamento di Raffaele Sollecito, in quanto il coltello veniva usato spesso per cucinare da Amanda. Inoltre, sempre a detta di Moore, il coltello non sarebbe «della misura giusta rispetto alle ferite, troppo piccole».

L’esame della scena del delitto e la colpevolezza di Rudy Guede

A portare Moore alla convinzione dell’innocenza di Amanda e del fidanzato e della colpevolezza di Guede è stato soprattutto l’esame della scena del delitto.
L’ex-agente dell’Fbi ha fatto notare come sul luogo del delitto vi fosse così tanto sangue, ed ovunque, da far pensare che qualcuno lo abbia gettato apposta sul pavimento.
«Se Amanda, Sollecito e Guede fossero stati ugualmente colpevoli vi sarebbero state le loro impronte, il loro Dna, i loro peli o capelli», ha continuato Moore, sottolineando che al contrario «saliva, capelli e impronte trovate appartenevano ad una sola persona, Guede».
L’accusa di colpevolezza ricadrebbe quindi secondo Moore su Guede.
A novembre ci sarà l’appello e farò tutto quello che posso per aiutare Amanda, ho una figlia della sua stessa età e so di trovarmi davanti a un’ingiustizia: non c’è niente che indichi che la Knox abbia avuto qualcosa a che fare con quell’omicidio», ha concluso Moore.

Author: Damiano Silvestroni

Amministratore, moderatore e ideatore di sdamy.com

One thought on “Steve Moore, ex-agente dell’FBI: l’assassino di Meredith Kercher è Rudy Guede”

  1. Per noi italiani invece, dopo il commento in pessimo inglese rilasciato alla signora MOORE, posso solo dire che ci mancava anche questa di figura; siamo stati i creatori del diritto, 2500 anni fa con ROMA, tutte le leggi di tutti i paesi, basano le loro fondamenta sul “diritto romano” ed oggi, dopo le dittature, ma non ci giurerei, siamo diventati il paese dove il diritto non è solo non applicato, ma palesemente calpestato.

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