ritenzione idrica


Spesso il sovrappeso, specialmente nelle donne, è accompagnato da ritenzione idrica, responsabile di un antiestetico “gonfiore” che può portare persino a qualche taglia in più. Questo si accentua soprattutto nei periodi di maggiore stress, e le parti del corpo dove si concentrano i liquidi in eccesso sono generalmente pancia, cosce e glutei.

Come verificare la presenza di ritenzione idrica

Per verificare se siamo in presenza di ritenzione idrica è sufficiente fare pressione per 2 secondi con il pollice sulla parte superiore della coscia e lasciare subito dopo: se è ben visibile l’impronta chiara lasciata dal dito la risposta è affermativa. Oltre alla conseguenza più visibile, rappresentata dall’ispessimento del tessuto che appare “teso” e imbibito di liquido, la ritenzione idrica è indice di un rallentamento del ricambio elettrolitico a livello cellulare con ritegno localizzato di tossine (cioè una sostanza prodotta da un organismo animale, vegetale o microbico dannosa per l’organismo. La presenza nel sangue umano di tossine prende il nome di tossinemia o tossiemia) e cataboliti (sono scarti prodotti dal corpo, residui della demolizione delle proteine e degli amminoacidi, altamente tossici per l’organismo trasformati (nei mammiferi) in urina. Sono escreti dai reni).

Drenanti e depurativi.

In questi casi è indispensabile bere molto – almeno due litri di acqua al giorno – e poi, può essere molto utile ricorrere alle piante medicinali ad azione drenante e depurativa come Ortosiphon, Tarassaco e verga d’oro.

Ortosiphon: pianta tropicale di aspetto simile alla Menta piperita, foglie di forma ovale e fiori bianchi o rossi, spontanea in Indonesia , Australia e India. La sua azione diuretica è stata oggetto di recenti studi che hanno dimostrato una potente capacità di eliminare urea e cloruri, proprietà sicuramente dovute all’azione combinata dei flavonoidi e dei sali di potassio.

Tarassaco: comunemente conosciuto anche come dente di leone o soffione. È una pianta erbacea perenne, di altezza compresa tra i 3-9 cm. Le foglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato (da qui il nome di dente di leone) e prive di stipole. Il fusto, che si evolve in seguito dalle foglie, è uno scapo cavo, glabro e lattiginoso, portante all’ apice un’ infiorescenza giallo-dorata, detta capolino.

Verga d’oro: Il nome botanico deriva dal latino “Solidago” che significa “rinforzare” ed allude alle proprietà cicatrizzanti della pianta, principale motivo della sua fama nell’antichità, oggi è più sfruttato per il suo effetto diuretico. La Verga d’Oro è un ottimo diuretico “volumetrico”, “azoturico” e “uricosurico”, aumentando non solo il volume dell’urina ma anche l’eliminazione di azoto e di acidi urici, le scorie più importanti da eliminare e per lo più derivanti dal metabolismo delle proteine. Proprio per questo la si può considerare un ottimo “depurativo del sangue“.

L’attività di questi fitocomplessi è dovuta al loro elevato contenuto di particolari phytochemicals (composti di origine vegetale che svolgono un’azione protettiva su sistemi e apparati del nostro organismo; non sono nutrienti e vengono assunti con gli alimenti di vegetali esercitando la loro azione sia a livello del tubo digerente che venendo assorbiti ma solo in piccola parte)
appartenenti alla classe dei polifenoli che agiscono soprattutto favorendo la funzionalità dell’apparato renale e del fegato, i due principali organi deputati alla depurazione dell’organismo.

Di conseguenza queste piante mediicinali sono in grado di stimolare il fisiologico equilibrio idrico (e quindi l’eliminazione dei liquidi in eccesso) e lo smaltimento di tossine e scorie del catabolismo, sostanze che tra l’altro vengono prodotte in maggiore quantità proprio durante il processo di dimagrimento.

Fonte:ADI – Aboca

Approfondimenti