Fiat 500 nuova


Se nel parlava da ore, tanto che il titolo Fiat è rimasto sospeso dalle contrattazioni per buona parte della mattinata in attesa, e la notizia non ha tardato. Fiat e gli azionisti di maggioranza di Chrysler hanno siglato un accordo non vincolante per la costituzione di una alleanza strategica globale che prevede la fornitura di piattaforme produttive per vetture mini, piccole, medio-basse e medio-alte, con un occhio di riguardo ai limiti di consumo, e motori e trasmissioni.

Un’operazione che appare decisamente vantaggiosa per il gruppo del Lingotto, che sfrutta il momento no dell’auto statunitense e che permetterà alla casa torinese di mettere piede negli USA, avendo accesso alla rete commerciale di Chrysler, partecipando all’eventuale recupero del mercato dell’auto americano senza esborso di capitali.

Fiat in pratica approfitterebbe della debolezza di Chrysler, che ha appena ricevuto un prestito federale da 4 miliardi di dollari per evitare il fallimento e deve dimostrare di poter sopravvivere per ottenere altri 3 miliardi.

Fiat avrà il compito di gestire i canali commerciali fuori dal Nordamerica, oltre alle sinergie dal punto di vista economico. Chrysler cederà il 35% a Fiat auto. Un accordo fondamentale lo definisce Marchionne, che conferma le intenzioni dei due costruttori a ritagliarsi un ruolo primario nel settore automobilistico in rapido cambiamento

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L’accordo darà vita ad un gruppo automobilistico da circa 240.000 occupati (185.000 nel Fiat Group Automobiles e 55.000 in Chrysler) che, globalmente, nei 208 impianti dei due costruttori (30 di Chrysler e 178 Fiat) costruisce oltre 4 milioni di unità. Secondo le prime stime la produzione globale dei due costruttori ammonterebbe nel 2008 a 4.389.889 unità, 2.478.210 unità stimate per il gruppo Fiat e 1.911.679 unità stimate per il gruppo Chrysler.

Chrysler è uno dei colossi mondiali che hanno fatto la storia dell’auto. Nasce nel 1925, passa dai successi dei primi anni e degli anni sessanta, con l’acquisto di Simca e Rootes, proprietarie, a loro volta, di Hillman e Talbot, al quasi fallimento degli anni settanta.

Fu salvata dagli effetti della crisi petrolifera dal manager Lee Iacocca che introdusse la monovolume. Negli anni successivi la rinascita, acquista Amc, costruttrice delle Jeep e il 20% di Mitsubishi. Un accordo con Maserati portò alla Covertible by Maserati che non ottenne il successo sperato. Negli anni novanta nuove difficoltà economiche, esce da Mitsubishi e viene acquisita nel 1998 dalla Daimler-Benz, proprietaria della Mercedes.

Sodalizio terminato il 14 maggio del 2007, quando viene annunciata la cessione dell’80,1% della Chrysler alla statunitense Cerberus. Oggi Chrysler controlla Chrysler Automobili, Dodge, Jeep, Chrysler Financial (societa’ di servizi finanziari), Mopar (produttore di componenti automobilistici) e Global Electric Motorcars.

L’accordo tra Fiat e Chrysler ”e’ importante segno di vitalita’ e di flessibilita’ industriale”. Cosi’ il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, proprio mentre si parlava di eventuali aiuti al settore auto. ”Qualcuno si aiuta da solo – ha risposto il ministro – molto bene, mi sembra una buona notizia”.

Quanto agli eventuali interventi di sostegno al settore automobilistico, Tremonti ha detto che ”questa materia e’ oggetto di decisioni comuni a livello europeo che ancora non sono state prese.

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