scontri ultras


Ultras che spaccano tutto quello che trovano sulla loro strada, affrontano le forze dell’ordine come fossero un atavico nemico e quando va male lasciano un morto sulla loro strada.
Guidatori che sotto l’effetto dei fumi dell’alcol o di sostanze stupefacenti investono ignari passanti o coinvolgono altri veicoli in incidenti spesso mortali.
Delinquenti che entrano nelle case per massacrare di botte i proprietari e poi derubarli di tutto quel che possono.
Autisti extracomunitari che nonostante siano plurirecidivi riescono a tornare in Italia alla guida di quelli che in mano loro non sono veicoli commerciali ma vere e proprie armi.
Donne aggredite e violentate mentre vanno o tornano dal lavoro, queste e non solo sono le notizie che siamo costretti a subire da ogni notiziario, a leggere sui giornali e nelle news sul web.

Tutto questo mentre il “potere”, lo stato, sta a guardare; in occasione di ogni tragedia tutti hanno qualcosa da dire, da promettere, quando ci sono vittime i politici fanno passerella per portare il loro cordoglio ai familiari delle vittime, ma di serio, di concreto non si vede nulla.

Siamo giunti a questo stato delle cose grazie a governanti che non hanno il coraggio di prendere decisioni che possono essere o sembrare impopolari, grazie a parte del potere giuridico che con cavilli legali lascia o rimette in libertà quelli che sono veri e propri criminali, e grazie ad una parte di cittadinanza che credendo di essere buoni samaritani ritengono che tutti debbano avere gli stessi diritti, soprattutto i criminali.

Ma la legge non è uguale per tutti se togli la vita a qualcuno perché guidi un’auto con il tasso alcolico 2,3,4,5 volte superiore al limite e dopo averti tolto la patente non ti spediscono in galera. Atti di questo tipo devono essere trattati alla stregua di omicidi colposi, perché mettersi alla guida dopo avere assunto sostanze stupefacenti o quantità di alcol che tolgono ogni barlume di lucidità, di riflessi, di coordinazione, è come mettersi a sparare con una pistola e stare a vedere se si colpisce qualcuno.

Chi si rende colpevole di un reato del genere merita solo tanti anni, di galera, qualunque sia la sua età. Invece fa quasi più clamore e viene maggiormente colpevolizzato chi difende le sue proprietà, la sua famiglia, di chi delinque premeditatamente. Chi spara per difendersi in casa propria viene processato, perché prima avrebbe dovuto aspettare di vedere se l’intruso non si sia per caso sbagliato, se abbia realmente cattive intenzioni, e poi anche quale arma impugni, dato che la difesa deve essere commisurata all’offesa…..se ti affrontano con un coltello non puoi rispondere con la pistola, non è leale!!!

Anche domenica scorsa in occasione della prima (!) partita del campionato di calcio di serie A, abbiamo assistito ai disordini e disastri creati dai presunti tifosi romani e napoletani in occasione della prima partita di campionato, hanno distrutto carrozze ferroviarie, alcuni di loro sono stati arrestati e…..ieri ovviamente rilasciati. Paghiamo le tasse perché le forze dell’ordine vadano a presidiare stadi e stazioni ferroviarie come fossimo in Afghanistan e le uniche cose che siamo riusciti a partorire sono stati i biglietti nominativi (che a quanto pare creano più disagi che altro) e i tornelli.

Non sarebbe stato più semplice promulgare precise e dettagliate pene severe per colpire anche il minimo atto di delinquenza? Quando si partecipa ad una carica contro la polizia con il volto coperto e una spranga in mano, ci si può difendere dicendo che si era lì per caso? O che non era mai successo prima? O che hanno caricato prima i poliziotti?
Solo questo dovrebbe essere sufficiente ad allontanare un individuo dagli stadi per lunghi periodi, ad impedirgli le trasferte, a costringerlo alla firma presso le forze dell’ordine o a lavori socialmente utili.

Quanto ai danni materiali (distruzione negli stadi, nelle stazioni ferroviarie, auto e negozi…) i pochi colti in fragranza paghino per tutti, invece i pochi arresti eseguiti portano solamente a lungaggini processuali e probabilmente mai al risarcimento dei danni dato che alla fine non si riesce mai a stabilire veramente chi è colpevole di che cosa. I media poi sono colpevoli di seguire i “casi” solo finchè sono freschi e fanno clamore, per poi dimenticarsene e non parlarne più.

Forse vedo le cose troppo facili ma ritengo che senza l’imposizione di un regime veramente severo non otterremo mai nulla, anzi questi episodi, queste situazioni potranno solo peggiorare. Ben vengano perciò maggiori controlli sulle strade, telecamere e qualsiasi altro sistema consenta alle forze dell’ordine di acciuffare i colpevoli di reato, a patto che vengano poi realmente, severamente ed in breve tempo, puniti come meritano, perché se questa è l’Italia mi vergogno di farne parte.

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