Scoperto l’indicatore del rischio di contrarre un carcinoma polmonare


Secondo una ricerca condotta da un team di studiosi dell’università del Minnesota, negli Usa, sarebbe possibile prevedere grazie ad un test delle urine se un fumatore corre il rischio di contrarre un tumore ai polmoni.

Come Jian-Min Yuan, coordinatore del team di ricercatori, ha spiegato nel corso del 100esimo Congresso dell’American Association for Cancer Research tenutosi a Denver, sarebbe la presenza nelle urine del metabolita Nnal ad indicare il rischio di un cancro da tabacco.

Esperimenti su cavie da laboratorio avrebbero dimostrato che il NNAL favorirebbe la formazione del tumore.

Il team dell’università del Minnesota ha inoltre condotto test inerenti a stili di vita, abitudini alimentari e vizio del fumo, e ha effettuato analisi del sangue e delle urine su un campione formato da 244 uomini arruolati nello Shanghai Cohort Study e su 63.257 partecipanti al Singapore Chinese Health Study.

I ricercatori hanno identificato 246 fumatori che nei 10 anni successivi agli esami hanno sviluppato un tumore del polmone e 245 fumatori che invece non si sono ammalati.

E’ risultato che chi aveva un’elevata concentrazione nelle urine di Nnal, stava correndo un rischio di ammalarsi di tumore di 8,5 volte superiore rispetto ai fumatori con scarse quantità della sostanza nelle urine.

Una scoperta molto importante, se si pensa che solo In Italia sono oltre 32mila i nuovi casi di tumore che vengono diagnosticati ogni anno, e circa 30mila i decessi in seguito alla malattia.

Secondo recenti studi però, dopo cinque anni di rinuncia al fumo, il rischio di contrarre un carcinoma polmonare diminuirebbe del 20 per cento; a distanza di 30 anni di astinenza da tabacco, il rischio diviene uguale a quello di chi non è mai stato un fumatore.

Immagine tratta da: http://www.aacr.org