Francesco Renga

1991-2012: vent’anni di successi sanremesi

Nove anni dopo aver sbancato con “Angelo”, e solo due dopo l’ultima partecipazione in gara, Francesco Renga torna a mettersi in discussione sul palco di Sanremo. Il cantante friulano, ma bresciano d’adozione, si esibirà nella 64^ edizione del Festival nei brani “A un isolato da te” e “Vivendo adesso”: sarà il mix tra la votazione della giuria popolare ed il televoto, come per gli altri tredici Campioni in gara, a decretare quale dei due brani proseguirà la gara. Per Renga sarà la sesta partecipazione da solista a Sanremo, cui s’aggiunge l’esordio, avvenuto a soli 22 anni, nel 1991 tra le Nuove Proposte con “L’uomo che ride”, cantato insieme al resto dei Timoria, la storica band bresciana, pioniera del rock italiano nei primi anni ’80, nonché capace di sfornare due profili di alta qualità per il cantautorato italiano, visto che oltre a Renga l’altro “uomo forte del gruppo” era Omar Pedrini. La convivenza tra i due leader portò però, nel 1998, allo scioglimento del gruppo, ed all’avvio delle rispettive carriere da solisti su binari molto diversi tra loro: più classicamente rock Pedrini, più morbidamente soft e pop quella di Renga, abile nel capire come il palcoscenico sanremese potesse rappresentare la vetrina migliore per mettere in risalto il proprio strumento vocale.

Il “decano” del Festival

Non a caso, appena tre anni dopo Francesco sbancò già tra le Nuove Proposte, meritandosi il premio della critica con “Raccontami”, nonché, pur senza la vittoria finale, la promozione tra i Big, dove un anno dopo commosse tutti con “Tracce di te”, brano dedicato alla madre scomparsa. Insomma, pur solo 45enne, Renga è ormai uno dei decani del Festival, secondo per presenze tra i cantanti in gara nel 2014 solo ad Antonella Ruggiero ed a Ron. Ma è ovviamente uno spirito ben diverso rispetto al 2005 quello con cui Renga si affaccia a Sanremo 2014. Una diversità originata non soltanto dal fatto di essersi già portato a casa un leone, strameritato per la sentita interpretazione del brano dedicato alla prima figlia Jolanda, avuta da Ambra Angiolini (che quell’anno fece parte della giuria artistica della prima edizione condotta da Paolo Bonolis), bensì dall’evidente evoluzione musicale vissuta da Renga nell’ultimo decennio, quella che gli ha permesso di passare da un repertorio pop, seppure mai banale e nobilitato da un mix quasi unico nel panorama italiano tra potenza e controllo dello strumento vocale, ad uno di crescente livello artistico, che ha portato Renga a sfiorare la dimensione della musica classica ed orchestrale.

La svolta orchestrale di Francesco

Una direzione inaugurata proprio durante la penultima presenza a Sanremo, datata 2009, quando per interpretare le dolci note di “Uomo Senza Età”, Renga scelse di farsi accompagnare nella serata dei duetti dalla soprano Daniela Dessì, prodromo del disco orchestrale Orchestraevoce valso a Renga la conquista dell’unico elemento mancante ad una carriera di primo livello, quello della fama internazionale. Un vero e proprio arricchimento artistico, che ha accompagnato la seconda fase della carriera di Renga, caratterizzando anche la sua ultima apparizione festivaliera, nel 2012 con “La tua bellezza”, brano forse tra i più deboli degli ultimi tempi come musica e testo, ma contenuto nel settimo e per il momento ultimo album da solista, Fermoimmagine. Ma il fatto che Renga si voluto tornare a Sanremo a soli due anni di distanza significa quanta stima nutra il cantante friulano per la vetrina sanremese, ritenuta il palcoscenico ideale per riprovare emozioni sempre inedite, sebbene all’orizzonte non ci sia alcun nuovo progetto musicale. E se arrivasse la seconda vittoria?

Sanremo 2005: Francesco Renga in “Angelo”



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