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Sanremo 2014: Noemi al debutto come autrice

Meno male che la seconda edizione di “The Voice of Italy” partirà subito dopo il Festival, altrimenti chissà con che faccia Noemi avrebbe affrontato la nuova edizione del talent di Rai Due, nel caso in cui l’ambito primo posto festivaliero gli sfuggisse ancora, e per la terza volta? Scherzi a parte, è con il solito spirito competitivo, ma pure sportivo, che Veronica Scopelliti, nome e cognome veri dell’artista romana, si presenterà in gara tra il 18 ed il 22 febbraio con i brani “Bagnati dal sole” e “Un uomo è un albero”, due canzoni che, per la prima volta nella sua carriera sanremese, la vedranno coinvolta anche come coautrice. Lo stesso spirito competitivo che le ha permesso di superare la doppia, ravvicinata delusione sanremese, datata 2010 e 2012, quando pur con due brani di ottimo livello come “Per tutta la vita”, finita addirittura giù dal podio, e “Sono solo parole” (terza classificata) Noemi fu costretta a guardare gli altri trionfare, nell’ordine prima Valerio Scanu e poi Emma Marrone.

Tinbro ed eclettismo: l’unicità di Noemi

Due verdetti non condivisi all’unanimità dalla critica musicale, ma che non hanno impedito di capire quanto il talento di Noemi non fosse quello classico e conformato uscito da un talent show, bensì quello di chi aveva alle spalle una preparazione a 360°, partita dallo studio di pianoforte e chitarra in tenera età, ma completato anche con proficue esperienze al di fuori del mondo musicale, addirittura come sceneggiatrice e regista. In altre parole, Noemi è nata per stare su un palco, o comunque per vivere nel mondo dello spettacolo, mostrando fin dagli esordi di avere tutte le carte in regola per farsi strada come una delle interpreti più originali del panorama italiano, grazie ad un registro vocale praticamente unico per versatilità, che le permette di dare il meglio di sé in brani soul, senza però diventare meno competitivo su note più alte, più proprie della musica italiana più classica aderente al pop, al rock ed alla canzone d’autore.

Un Festival per la consacrazione

Ovvio, quindi, che la mancata vittoria al Festival sia per il momento l’unica delusione di una carriera che può già vantare numerosi riconoscimenti, a partire da quelli di cantanti quali Fiorella Mannoia e Vasco Rossi, appartenenti ad una generazione poco incline alla valorizzazione dei “figli dei talent”, eppure tra i primi a riconoscere il talento cristallino e la duttilità di Noemi, al punto rispettivamente da sceglierla come compagna di un duetto per il brano “L’amore si odia”, e da scriverle un brano su misura, “Vuoto a perdere”, premiato col disco di platino poche settimane dopo la pubblicazione. Appunti spiccioli che non permettono di inquadrare tutti gli attestati ricevuti in appena cinque anni di carriera ad alti livelli, ma che bastano per chiarire quanto il successo ottenuto alla seconda edizione di X Factor, nel 2009, con l’inedito “Briciole” e tante cover di qualità, non abbia avuto bisogno del riscontro della vittoria per proiettare Noemi nel ristretto elenco delle artiste italiane conosciute ed apprezzate anche all’estero. Per completare l’opera manca solo la consacrazione festivaliera: se dovesse arrivare nell’anno del debutto come cantautrice, le porte del successo internazionale per Noemi sarebbero davvero spalancate.

Sanremo 2012: Noemi in “Sono Solo Parole”

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