Cristiano De Andrè a Sanremo dopo 11 anni

Cristiano De Andrè a Sanremo dopo 11 anni

Sanremo 2014: l’atteso ritorno dell’erede di Faber

Due Premi della Critica in tre partecipazioni, ed una vittoria sfiorata. Questo il “palmares” sanremese di Cristiano De Andrè, che tornerà all’Ariston nel 2014 dopo un’assenza di undici anni da “Un giorno nuovo”, brano con cui chiuse con un anonimo undicesimo posto l’edizione vinta da Alexia con “Dimmi come”. Una presenza a sorpresa, quella del figlio dell’indimenticato Faber (che, al contrario, al Festival non ha mai messo piede), ma perfettamente inserita nel filone della musica di qualità cui fanno da sempre riferimento le edizioni condotte da Fabio Fazio. Qualità, ma anche “contemporaneità”, la parola-chiave dell’edizione 2014 secondo il conduttore, visto che il nono album della carriera di De Andrè, “Come in cielo così in guerra”, è datato 2 aprile 2013, cui è seguito un tour nazionale che ha spezzato un silenzio artistico durato nove anni, durante i quali Cristiano si è limitato a dare vita ad un tour comunque suggestivo, “De André canta De André”, in cui il figlio d’arte ha interpretato vari successi del padre.

Cristiano De Andrè, quella vittoria sfiorata…

Un modo per riprendere confidenza col mondo della musica, dopo aver fatto parlare di sé in modi tutt’altro che edificanti, dall’arresto nel 2006 per violenza e minaccia a pubblico ufficiale dopo essere stato trovato ubriaco a Santa Margherita Ligure, al ricovero del gennaio 2013 per abuso di farmaci ed alcool. Ora però è tutto alle spalle, e Cristiano torna al Festival con “Invisibile” e “Il cielo è vuoto”, senza nascondere il sogno di portarsi a casa quel Leone accarezzato nel 1993, quando la sua bellissima “Dietro la porta” si fermò a 600.000 voti dalla vittoriosa “Mistero” di Enrico Ruggeri, con la parziale consolazione del Premio della Critica, bis di quello ottenuto nel 1985, a soli 23 anni, nella sezione Nuove Proposte con “Bella più di me”. Insomma, De Andrè vuol dire testi tutt’altro che banali ed arrangiamenti di qualità, abbastanza per smentire le malelingue che hanno attribuito il suo inserimento tra i 14 Campioni 2014 solo alla storica amicizia tanto con Fabio Fazio (frequenti le sue ospitate a Che tempo che fa) che con Mauro Pagani, direttore artistico del Festival nonché collaboratore del primo album da solista di Cristiano, omonimo, pubblicato nel 1987.

Cristiano: una vita in musica

Legami che hanno certo contato nella scelta di presentarsi in concorso, ma in realtà la cifra artistica di Cristiano, formatosi oltre che sul modello paterno presso il Conservatorio Niccolò Paganini di Genova dove ha studiato violino e chitarra, sembra ben al di sopra di qualunque sospetto, sebbene altrettanto evidente sia il difetto di non essere mai riuscito a dare continuità ad un progetto musicale che ha vissuto picchi elevati, dagli esordi come frontman dei “Tempi Duri” fino alla pubblicazione di Sacramante, l’album datato 2002 che sembrava poterlo finalmente proiettare nell’empireo della discografia italiana. Ed invece De Andrè jr. si è sempre fermato ad un passo dal successo definitivo, denotando una certa difficoltà nel riuscire a decollare senza fare riferimento al maestoso esempio paterno. A 52 anni, Sanremo 2014 potrebbe essere l’occasione giusta per spiccare definitivamente il volo.

Sanremo 1993: Cristiano De Andrè in “Dietro la porta”

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