Leonardo Bongiorno scopre la statua dedicata al padre

Leonardo Bongiorno scopre la statua dedicata al padre

I Figli d’arte sbagliano ancora…

Non solo storia. Tra un brano e l’altro, infatti, nella quarta serata di Sanremo 2013 c’è stato il tempo per rituffarci in alcuni Festival del passato, e soprattutto nella storia dei due Conduttori per eccellenza. I primi a tornare sul palco, non annunciati alla vigilia, sono stati i mitici Figli d’arte: Rosita Celentano, Paola Dominguin, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi, che condussero il Festival numero 39, nel 1989. Un’edizione che chi c’era ricorda certo per la qualità di alcuni dei brani, tra cui il vincitore Ti lascerò di Anna Oxa e Fausto Leali ma anche Almeno tu nell’universo di Mia Martini, o forse pure per la spiritosa presenza del compianto Gigi Sabani, ma non certo per lo “spettacolo” dei conduttori, rimasti nella storia per le loro gaffes e papere. Così, simpaticamente, 24 anni dopo i Fantastici Quattro si sono prestati al gioco, pasticciando (per scherzo) anche nell’introduzione di Raphael Gualazzi.

Allegria! Ricordando Mike Bongiorno

Ma il segmento più toccante della serata è stato quello dedicato a Mike Bongiorno: poco dopo le 22, infatti, le telecamere sono uscite dall’Ariston per immortalare lo svelamento della statua bronzea alta 2 metri per 270 kg di peso, originariamente destinata ad Arona, la località del Lago Maggiore dove Mike risiedeva, ma che invece ha trovato sede a Sanremo, città storicamente legata a Mike, secondo per numero di conduzioni del Festival, undici. Presente Fabio Fazio, che ha momentaneamente abbandonato il Teatro, insieme alla vedova Bongiorno, Daniela Zuccoli, ed ai figli Michele, Niccolò e l’ultimogenito Leonardo, che si è incaricato dello svelamento della statua, ritraente Mike con il braccio alzato, tipico gesto che precedeva la sua stroica espressione, Allegria, urlata in contemporanea da tutto l’Ariston: lacrime sul volto dei parenti e di Fazio, che con Mike strinse una sincera amicizia negli ultimi anni di vita del conduttore.

Pippo Baudo ricorda

Non poteva mancare ovviamente Pippo Baudo, cui è stato riservato un Premio alla Carriera per le tredici conduzioni, record imbattuto. Visibilmente emozionato, Pippo ha ricordato alcuni momenti storici dei suoi Festival, dalla prima volta datata 1968 fino al salvataggio del tentato suicida a cavalcioni sulla balaustra nel : “Era tutto vero” ha detto Baudo, in risposta a chi ha sempre parlato di una finzione scenica. Quindi Baudo si è prestato a simpatici sketch con Luciana Littizzetto, che proprio lui tenne a battesimo al Festival nel 2003: ecco così il remake dello storico “bacio”. Ultimo capitolo della Story la presenza del mitico Rockfeller, il corvo che ravvivò il Festival ’85 grazie alla voce del ventriloquo Josè Luis Moreno: divertente ma in verità un po’ stucchevole lo sketch riguardante la presunta “cotta” di Rockfeller per Luciana Littizzetto.

L’intervento di Pippo Baudo a Sanremo 2013

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Bollani e Veloso: che incanto a Sanremo!

Strepitosa come sempre anche il contributo degli ospiti musicali: Stefano Bollani, dopo aver eseguito un assolo ha improvvisato al pianoforte una serie di canzoni a richiesta del pubblico, da Papaveri e Papere a Imagine fino a Vita spericolata, per poi tornare sul palco nel finale, accompagnando la splendida voce di Caetano Veloso in “Come prima” di Tony Dallara (Sanremo ) in uno dei momenti più raffinati del Festival 2013. Poco prima Veloso aveva interpretato un suo cavallo di battaglia ma anche un omaggio al pubblico italiano, la sempiterna Piove.