Marco Mengoni torna a Sanremo

Marco Mengoni torna a Sanremo

L’umiltà di riprovarci

Senza più figli di talent o principi, Marco Mengoni è tornato all’assalto: e ce l’ha fatta. Tre anni dopo la cocente delusione, perché solo così può essere chiamato un terzo posto parso insufficiente a celebrare la sua bella canzone, Credimi Ancora, inserita nel primo album Re Matto e capace di portarsi a casa il disco di platino dopo meno di quattro mesi dal debutto, riecco Sanremo. Un ritorno per certi versi inatteso perché non era affatto scontato che un cantante giovane ma già capace di scalare le vette nazionali ed internazionali avesse l’umiltà e la disponibilità di tornare a misurarsi in quella che rimane pur sempre la vetrina per eccellenza della musica italiana ma che da qualche anno sta perdendo la propria dimensione strettamente tecnica a favore di quella spettacolare e mediatica, con l’inevitabile conseguenza di non riconoscere sempre la giusta meritocrazia. Ma in fondo non c’è da stupirsi troppo perché una delle grandi forze di Marco è sempre stata appunto quella di non sentirsi mai arrivato, dote indispensabile per chi dimostra doti canore particolarmente precoci. Basta sentirlo parlare prima o dopo una delle sue esibizioni per comprendere che la semplicità, per non dire la timidezza, fanno parte del bagaglio personale della pepita di Ronciglione, tanto travolgente sul palco quanto quasi spaurito a strumenti spenti. Il secondo tentativo sembrava ancor più difficile del primo, visto che il nome di Mengoni non rientrava tra i favoriti ma di fronte ad un talento così puro non ci sono pronostici. Così eccolo scalare inesorabilmente i consensi: chiusa in testa tra la sorpresa generale la “prima tappa”, quella di giovedì sera con il solo voto popolare, Mengoni ha retto anche di fronte alle valutazioni della Giuria di Qualità che pur non premiandolo in assoluto rispetto agli altri due finalisti Elio e le Storie Tese ed I Modà, non hanno potuto ostacolare l’ondata di favori che Mengoni riscuote presso il pubblico, che l’ha premiato con un emblematico 44% dei voti complessivi nella finale a tre, durata meno di mezz’ora effettiva.

Marco Mengoni 2.0

Ecco quindi l’epilogo naturale di due stagioni indimenticabili, cominciate nell’autunno 2009 con il trionfo ad X Factor, di fatto annunciato già dopo la prima puntata tanto era chiara la sua superiorità sulla concorrenza, proseguite con il debutto sanremese e culminate con il riconoscimento agli Mtv Award, primo e finora unico cantante italiano capace di ottenere il premio come Best European Act presso l’Accademia della Musica. Nel 2012 poi ecco arrivare nuove nominations, questa volta al TRL Awards nelle categorie Superman Award, dove vinse il primo premio, e Best Look. Eppure Mengoni aveva scelto di rimettersi in discussione ancora a Sanremo, non disdegnando anche un cambio di genere. Artista eclettico, quindi, e la svolta della carriera è confermata dal titolo del secondo album, Solo 2.0, che ha dato il titolo ad una nuova tourneè da sold out con tanto di appendice teatrale, che si è avvalsa della collaborazione di Elisa e del chitarrista Andrea Rigonat. Chiaro segnale di quanto i palazzetti vadano stretti a chi sa trasformare la musica da un mezzo di comunicazione ad una forma d’arte. L’album contiene Solo, altro singolo di gran successo al pari di In un giorno qualunque, pezzo del 2010 che ha aperto ad un Mengoni meno pop è più soft, quasi intimistica, volta a farsi conoscere anche come interprete profondo, pronto ad esprimere la sensibilità che gli è riconosciuta da chi lo conosce fuori dal palco. Simbolo della new age il brano Tanto il resto cambia, uscito ad inizio 2012, canzone che però non ha ancora trovato il pieno consenso del pubblico.

“Dedico la vittoria a Luigi Tenco”

Il secondo tentativo quindi è stato quello giusto, anche se Marco ha saputo reggere l’emozione sul palco. Non una lacrima al momento della proclamazione: forse perchè se l’aspettava, dicono in tanti, più probabilmente perchè ormai Marco è un vero artista, capace di controllarsi anche di fronte ad una tappa fondamentale di una carriera che si preannuncia luminosa. Ma le emozioni sono arrivate eccome, dietro le quinte: “Dedico la vittoria a tutte le persone che mi hanno sostenuto e continuano a farlo, la dedico alla mia crew di lavoro, che è nuova e si è fatta un mazzo tanto per arrivare qui e creare un nuovo progetto” ha detto Mengoni pochi minuti dopo la vittoria. Poi ecco una dedica particolare ma emblematica riguardo alla profondità del cantante, e dell’uomo: “Dedico la vittoria a Luigi Tenco e ringrazio la famiglia per aver mandato degli auguri sentiti“, con chiaro riferimento alla toccante interpretazione di Ciao amore ciao, lo storico pezzo cantato da Dalida, l’amore della vita di Tenco, al Festival ’64. Brano che Mengoni ha eseguito con le lacrime agli occhi venerdì nella serata Story: “Mi sono messo a piangere, questa canzone mi è entrata dentro” ha detto. Ma Marco c’ha tenuto anche a spezzare sul nascere il tormentone sui “ragazzi da talent“:“Io sono cresciuto grazie alle tante collaborazioni che ho avuto in questi anni e poi chi l’ha detto che chi viene da un talent non ha un passato, non può avere ideali canori e di vita? Ognuno di noi ha un passato, ed io mi tengo stretto il mio” ha dichiarato a Repubblica.

Il video ufficiale di L’essenziale

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L’essenziale conquista Sanremo

Al Festival 2013 Marco Mengoni ha portato come i colleghi due canzoni: il pubblico, chiamato a scegliere già dalla prima serata, non ha premiato Bellissimo, scritta da Gianna Nannini e Pacifico, già paroliere per Adriano Celentano (Ti penso e cambia il mondo) e Malika Ayane (Ricomincio da qui). La scelta è caduta su L’essenziale, opera invece di Roberto Casalino, altro compositore di gran moda ed autore, tra gli altri brani, di Non ti scordar mai di me e Distratto, singoli d’esordio rispettivamente di Giusy Ferreri e Francesca Michielin. D’altronde è bastato poco ai maggiori parolieri italiani per capire le potenzialità di Mengoni, maestro nel valorizzare ogni tipo di brano grazie ad una perfetta gamma vocale capace di spaziare dal pop più classico al soul, il tutto unito ad una completa padronanza del palco degna di una pop star consumata. Basti pensare che Dove si vola, l’inedito del decollo di Marco ad X Factor, fu scritto da un certo Bungaro. Tutti nomi di artisti che da oggi possono vantarsi di avere un vincitore di Sanremo tra i propri “clienti”.