Daniele Silvestri

Originalità, impegno e coraggio: il mondo di Silvestri

Sulle spalle ha, con Elio e Max Gazzè, il “peso” di essere l’artista più maturo di Sanremo 2013: sia in termini anagrafici che in fatto di precedenti esperienze di Festival, sei comprese quelle nei Giovani ma Daniele Silvestri non sembra proprio possedere le caratteristiche del decano: sarà per la sua musica sempre giovane e mai banale, o sarà perché sembra incredibile pensare che siano passati già diciotto anni da quando un giovane e sbarbato cantautore si mise in evidenza nella categoria Giovani con “Voglia di gridare”, ideale passaporto necessario per poi stupire l’Ariston l’anno successivo con “L’uomo col megafono”, con tanto di strumento appresso, singolo inserito nel suo secondo album (il primo, recante nome e cognome, è datato 1994), Prima di essere uomo. Un titolo esemplificativo del lento percorso di crescita di Daniele, allora conosciuto soprattutto come il figlio del grande e compianto Alberto, autore televisivo e sceneggiatore noto ai più per la lunga collaborazione con Maurizio Costanzo, ma poi affermatosi grazie alla propria originalità che ha rifuggito, ma non rinnegato, gli esordi rock con una cover band ispirata ai Duran Duran a favore di una strada autonoma e di fatto unica nel panorama nazionale, tra l’impegno sociale ed il disincanto, che lo hanno portato a prestare tanti suoi brani come colonne sonore di film di successo. Originalità che non smette di produrre nuove idee: basti pensare al videoclip del 2011 quando, in Ma che discorsi, Daniele ha “sfruttato” la vena recitativa della sua compagna Lisa Lelli (coppia formatasi dopo la fine del matrimonio con un’altra attrice, Simona Cavallari) collocando il video negli anni ’70 grazie alla tecnica visiva della pixelation, fondata sull’affiancamento di migliaia di micro foto. Tecniche spettacolari, anzi teatrali, ideale eredità di papà Alberto e che fanno di Daniele una delle voci più originali del panorama della musica italiana ma al tempo stesso profonda ed impegnata. Originalità ma anche coraggio, lo stesso che non gli ha impedito di schierarsi politicamente fin da inizio carriera, quando da Cohiba, testo liberamente ispirato a Che Guevara, fino alla partecipazione al Festival della Gioventù Comunista non fece mistero delle sue simpatie.

Da Aria a Kunta Kinte ballando La Paranza

Nelle sue precedenti esperienze sanremesi, cadute circa ogni cinque anni, ha sempre lasciato il segno a partire dal 1999 quando, al suo esordio tra i Big con “Aria”, brano non a caso politicamente “scomodo” ed incentrato sui disagi (e gli abusi) della vita carceraria, seppe conquistarsi gli applausi della critica ed il premio Mia Martini. Nell’immaginario collettivo è rimasta però soprattutto la performance di Salirò (2002), solo quattordicesima classificata, tutt’ora uno dei brani rimasti più impressi nella storia recente del Festival nonché perfetta sintesi della musica di Silvestri, tra leggerezza (indimenticabile il balletto della “spalla” Fabio Ferri) e profondità, oltre che singolo capace di conquistare un altro Premio della Critica oltre una pioggia di riconoscimenti, ben quattro, agli Italian Music Awards: tra gli altri, miglior video e miglior arrangiamento. Ma da quegli anni, pur non rinnegando nulla, Silvestri ha nel frattempo allargato i propri orizzonti musicali: basti pensare alla collaborazione con il rapper Frankie Hi-Nrg, che ha co-firmato Kunta Kinte, brano che avviò il percorso comico-favolistico consacratosi con La Paranza, altra hit indimenticabile con cui tornò al Festival nel 2007 sfiorando il podio (quarto posto), anno che precedette la maxi-raccolta di Monetine, tutt’ora il più ampio album della carriera, una sorta di greatest ancora “venerata” dai fans.

Daniele Silvestri e Lisa Lelli: il video di Ma che discorsi

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Sanremo 2013: le sorprese di Daniele

Ma basti pensare anche alle mille firme (da Peppe Servillo fino addirittura allo scrittore Andrea Camilleri) che hanno collaborato alla stesura di S.C.O.T.C.H., l’ultimo disco datato 2011 e contenente brani di enorme successo, su tutti L’Appello. Nel 2013 Daniele festeggerà i vent’anni di carriera e per l’occasione si è “regalato” il sesto Sanremo, quarto da Big. All’Ariston canterà “A bocca chiusa“ e “Ho bisogno di te“, entrambe uscite rigorosamente dalla sua penna di paroliere e musicista che rifugge gli stereotipi ma adora i paradossi e le contraddizioni, riuscendo molto spesso a strappare una risata ai suoi fans, subito seguita da un’inevitabile riflessione sul messaggio che il brano nasconde.  “A bocca chiusa“ infatti descrive una contraddittoria situazione politica con la profondità tipicamente silvestriana, ed accarezzata dalle struggenti note del dialetto romanesco, mentre è indicato dalla critica come una sorta di “Salirò volume 2”: facile quindi immaginarsi la stessa aria scanzonata nascosta tra trasversali messaggi sociali. Con ogni probabilità quindi anche nel 2013 si parlerà di Daniele anche diverse settimane dopo la fine della kermesse. Ma per rivederlo al Festival bisognerà purtroppo aspettare un altro lustro…

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