Eleonora Abbagnato e Beppe Fiorello durante Sanremo 2013

Eleonora Abbagnato e Beppe Fiorello durante Sanremo 2013

Classifiche discusse

Più che Giuria di Qualità, è una giuria di confusione. Sanremo è finito da quasi una settimana ma non si placano le polemiche relative al verdetto di entrambe le categorie. La doppia vittoria dei talenti made in X Factor non è andata giù a più di un critico secondo i quali Antonio Maggio avrebbe “spodestato” ingiustamente Renzo Rubino, trionfatore secondo il televoto, mentre Marco Mengoni si sarebbe appropriato del leone rampante “usurpandolo” ad Elio e le Storie Tese. Già nelle prime ore di domenica si era sparsa la voce incontrollata, ed al momento da ritenere del tutto infondata, secondo cui i Modà, nettamente in testa al televoto prima della finale a tre, sarebbero stati vittima di un misterioso “sabotaggio”, ovvero il bloccaggio di voti per impedire una facile vittoria. Tutto da dimostrare, ovviamente, anche se Kekko Silvestre ne ha approfittato subito per una battuta al cianuro: “Ora capisco perché i grandi cantanti snobbano il Festival”. Tradotto: dovevamo vincere noi. Ma a far discutere sono anche le votazioni della Giuria di Qualità, sulla cui composizione si è discusso molto visto che in tanti avrebbero voluto vederla composta solo da veri esperti di musica, se non proprio musicisti. La diffusione della classifica completa suddivisa tra televoto e giudizi di qualità ha chiarito come le preferenze dei giurati nella sezione Campioni siano andati quasi tutti ad Elio. Quasi, però, perché Eleonora Abbagnato ha tenuto a specificare il suo punto di vista: “Sono contenta per Marco Mengoni: la sua canzone era la più bella, ha meritato di vincere – ha detto la ballerina siciliana -. E poi venerdì sera mi aveva fatto venire i brividi con quell’interpretazione così sentita di Ciao amore ciao. Peccato che l’abbia votato solo io”.

“Mengoni mi ha emozionato”

Frasi poco condivisibili ed appunto un pizzico confuse quella dell’étoile dell’Opera di Parigi, nonché moglie del difensore della Roma e della Nazionale Federico Balzaretti. Ciascun giurato infatti doveva esprimere tre preferenze, accordando sei punti al primo, tre al secondo ed uno al terzo pertanto, vista la somma definitiva dei punti di Mengoni, e visto il sesto posto finale nella classifica della sola Giuria di Qualità, è impossibile che il Re Matto non abbia ottenuto nessun’altra citazione. Più probabile che Abbagnato si riferisse al fatto che nessun altro giurato abbia indicato Mengoni al primo posto, ma anche questo sembra poco credibile. E poi si potrebbe discutere pure dell’osservazione riguardo all’interpretazione di Ciao amore ciao: pur riconoscendo la toccante performance di Mengoni questo non avrebbe dovuto incidere sulla valutazione sulla gara vera e propria, per la quale avrebbe dovuto pesare solo e soltanto la prova offerta da Mengoni in L’essenziale e la qualità del brano.

Liti “di qualità”

Io ho votato per Mengoni, mentre gli altri giurati spingevano per Elio e le Storie Tese – ha detto la ballerina – Io invece ho votato con il cuore, ma abbiamo discusso parecchio. Ma evidentemente il nostro voto non ha inciso più di tanto: meglio così, visto che non eravamo le persone adatte a ricoprire questo ruolo”. Per la serie: ci vado giù piano. Ma non è finita, perché Eleonora si è poi soffermata sulla “stressante” vita di un giurato di qualità: “E’ stato molto faticoso, c’erano continue riunioni e non eravamo mai d’accordo: non lo farò più”. Ce ne faremo una ragione: e d’altronde il fatto che il sistema di votazione e la stessa Giuria di Qualità fossero due dei pochi punti oscuri del Festival ce n’eravamo già accorti da tempo…

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