Tour de France: Riccardo Riccò fermato per doping

…ancora la solita storia, ancora un caso di doping in un evento mondiale com’è il Tour de France ovviamente riguardante un uomo di punta, putroppo il “nostro Riccardo Riccò”, che già  aveva vinto due tappe (e che tappe!) della Grande Boucle.

I Gendarmi che arrivano al van della squadra, la Saunier Duval, prima della partenza per la dodicesima tappa, e Riccò che viene portato via, coperto di insulti, per essere interrogato, senza lasciare trasparire la minima emozione. Che tristezza! La storia si ripete, le brutte storie come queste si ripetono troppo spesso.

Il Modenese era da tempo “sotto osservazione” per le voci del suo ematocrito al limite, anche se il corridore è da anni in possesso di un certificato dell’Uci (Unione ciclismo internazionale) che attesta il valore naturale.
Il team manager della squadra, lo svizzero Mauro Giannetti dice che “tutta la squadra ha deciso di non partire per rispetto della corsa”, l’atleta è stato sospeso, in attesa di sviluppi.
L’Agenzia francese contro il doping lo aveva già  sottoposto a diversi controlli: tre volte prima della gara, una sola dopo l’arrivo, nella prima settimana di Tour.

La notizia della positività  è apparsa sul sito de L’Equipe: «Riccardo Riccò positivo ai controlli antidoping. Tracce di Epo di terza generazione nelle sue urine». Poche righe, micidiali. I controlli si riferiscono alla cronometro individuale disputata l’8 luglio scorso a Cholet.

Cera è l’acronimo della maledetta sostanza che sembra essere “di moda” in questo momento, eritopoietina della nuova generazione, “Continuos erythropoietin receptor activator”, un prodotto utilizzato da non più di un anno, in ambito ospedalierper curare i malati con gravi insufficienze renali e costretti a dialisi. L’azienda farmaceutica Roche produttrice del farmaco, condanna ovviamente l’uso improprio del medicinale. «Stiamo collaborando con la Wada per l’uso sbagliato del farmaco – ha spiegato il portavoce dell’azienda – e anche per aiutare ad identificare eventuali test di positività  alla sostanza che fino ad oggi non erano mai emersi». Fino a ieri, cioè: il giorno in cui Riccò è diventato l’ennesimo incubo del ciclismo.

Il doping è un flagello delle ultime generazioni, ma esiste dalla notte dei tempi e probabilmente non potrà  mai essere debellato completamente, perché esisteranno sempre i “furbi”, coloro che sono disposti a tutto, anche a rischiare la propria vita per ottenere successo, fama, denaro, e forse qualcuno semplicemente per avere la “soddisfazione” di tagliare qualche traguardo davanti a tutti, cosa che in condizioni normali non gli riuscirebbe mai.

Quello che ogni volta mi chiedo è “che senso ha?”, che senso ha arrivare a mani alzate, dedicare la vittoria a figli, mogli, amici….a volte a qualcuno che non c’è più, e sapere di essere sporchi!
Forse i ciclisti sono gli atleti che più si avvalgono del doping, per la tipologia di sforzo a cui sono sottoposti, o forse nel ciclismo si sta davvero facendo un grande sforzo ed è per questo che si riscontrano tante positività , ma è impensabile che la pratica non sia così diffusa in tutti gli sport, è accaduto addirittura nel golf, non dimentichiamo che le sostanze dopanti non sono solo quelle atte a migliorare le performance fisiche, ma anche stimolanti, attivanti della concentrazione, ecc.

Io credo che l’unica cura sia il pugno di ferro, controlli serrati e tolleranza meno di zero! Dicevamo che Riccò è stato controllato una sola volta al Tour, io credo che gli atleti di punta andrebbero controllati molto più spesso, anche tutti i giorni se ritenuto necessario, e chi viene trovato colpevolmente positivo va squalificato a vita, non possa più fare sport, non possa più operare nel mondo dello sport, non solo, cancellazione di tutti i risultati ottenuti ad effetto retroattivo e, dal punto di vista fiscale restituzione di premi in denaro ottenuti. Mi si dirà  che un atleta potrebbe essere trovato positivo la prima volta che fa uso di doping, e io rispondo che potrebbe averla fatta franca fino a quel momento.

90 giro italia