tigre della Tasmania
Benjamin, l’ultima tigre della Tasmania nello Zoo di Hobart (Tasmania) morì il 7 settembre 1936. Era l’ultima sopravvissuta della sua specie.


“Resuscitata” la tigre della Tasmania nel corpo di un topo
Nessuno si era rassegnato all’idea che fosse estinta (nel 1930), ma nessuno nemmeno immaginava che sarebbe tornata in vita nel corpo di un topo, grazie alla restaurazione del suo dna.

Non si sa quando potremo risentire il suo ruggito, per ora il marsupiale decimato a colpi di fucile è stato ripescato dai vasi di alcool in cui erano finiti a pezzi gli ultimi esemplari. Con microscopi e pipette gli scienziati hanno tirato fuori dei campioni di Dna non troppo compromessi dal tempo e dall’etanolo. E alla fine, fra tanti, hanno isolato un gene allo scopo di assemblare la proteina di cui ossa e cartilagini sono costituite. Per resuscitarlo si sono serviti del corpo di alcuni topi di laboratorio e con un intervento di ingegneria genetica i ricercatori delle università del Texas e di Melbourne hanno creato una chimera (nella mitologia greca è un animale mitologico con parti del corpo di animali diversi).Baffi di topo e scheletro di tigre.

L’esperimento è stato spiegato sulla rivista Plos (Public Library of Sciences); è il primo caso di una specie estinta che torna a vivere, sia pure in piccola parte e senza modificare la morfologia del roditore-chimera. “Fino ad ora era possibile solo leggere il codice genetico degli animali scomparsi. Oggi lo abbiamo fatto funzionare dentro un altro essere vivente” spiega Andrew Pask dell’università di Melbourne che ha guidato l’esperimento. “Le specie attuali rappresentano l’1% cento di tutti gli animali che sono passati sulla Terra”.

Mammut, orsi delle caverne, uomini di Neanderthal e perfino un tirannosauro. Queste alcune delle specie estinte da cui i ricercatori hanno estratto materiale genetico. Ma è difficile che Dna così vecchi siano tanto ben conservati da permettere la clonazione. Per questo Pask e i suoi colleghi hanno preferito procedere per piccoli passi, riattivando un gene alla volta. Per facilitare il lavoro è nato anche il Frozen Zoo di San Diego, dove il Dna delle specie a rischio viene prelevato e conservato in enormi congelatori.

Il gene fatto resuscitare era stato preso dalla pelliccia di un adulto e dal corpo di tre cuccioli che vivevano nel marsupio e che dopo la morte della mamma sono finiti nei barattoli di alcool del museo di Victoria. Tutti i campioni hanno un secolo circa di età. Da quando gli uomini colonizzatori della Tasmania avevano introdotto i grandi allevamenti di pecore, nel corso dell’800, fra cacciatori e tigri si era innescata una lotta all’ultimo sangue. E le doppiette non ci misero molto a liberare quella terra dai marsupiali carnivori con la faccia di cane e il corpo di iena. Il 9 settembre 1936 in una gabbia del museo di Hobart moriva Benjamin l’ultimo esemplare (una femmina).

Ma l’ultima tigre libera era stata abbattuta da un colpo di fucile già nel 1930. Lì per lì non la rimpiansero in molti e i cacciatori assillati dal suo fantasma continuano a segnalare tigri attorno ai recinti delle pecore. Gli allarmi lanciati ogni anno sono una decina nonostante l’estinzione dichiarata nel 1986. E tre anni fa la rivista australiana Bulletin promise un milione di dollari a chi fosse riuscito a fotografare un esemplare vivo. Senza pensare che sarebbe stato più facile clonarne uno morto.