Recensione film Nessuna Verità


Nessuna Verità è una spy story sui metodi usati dalla Cia nelle sue operazioni in Medio Oriente. Il regista Ridley Scott presenta il modus operandi della potente organizzazione americana attraverso due punti di vista: uno presente direttamente sul campo dove opera l’agente scelto Roger Ferris, interpretato da Leonardo Di Caprio, che si infiltra ottenendo notevoli risultati e rischiando più volte la propria pelle, l’altro, invece, esterno, con Ed Hoffman, Russel Crowe, che dirige le operazioni direttamente da casa sua, grazie a un telefono.

Lo spettatore assiste quindi alla situazione paradossale di essere dentro l’azione e di esserne contemporaneamente anche fuori, il tutto facilitato dal clima da Grande Fratello con cui la Cia controlla i movimenti di Francis in Iran, Iraq o a Dubai grazie alle immagini captate da un satellite in tempo reale. Così mentre il personaggio di Di Caprio mette a repentaglio continuamente la vita nel tentativo di sgominare la cellula terroristica che fa capo ad Al Saleem, scendendo a patti con i pericolosi servizi segreti Giordani, il suo capo Russel Crowe decide vita e morte di nemici, civili e quant’altro tranquillamente seduto davanti alla televisione o accompagnando la figlioletta a scuola.

Un film dai grandi spazi, nel senso che sono molti i posti in cui gli attori si muovono, con scenari desertici in quantità, mercati confusionari e attentati kamikaze, ma che non aggiunge un granché a tutto quello che è stato scritto o mostrato sul Medio Oriente.

Trama articolata ma non innovativa anche se Redley Scott sa fare il suo mestiere non cadendo mai nel banale e azzeccando soprattutto l’angosciante visione dall’alto del grande occhio del satellite quasi un Truman Show versione militaresca.

Belle le interpretazioni delle due star di Hollywood, quella di Crowe nel cinico e imbolsito capo della Cia, e quella di Di Caprio, alle prese con un altro ruolo da infiltrato dopo quello di The Departed.

Video Trailer “Nessuna Verità”