rifiuti-elettronici

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Rifiuti elettronici: l’importanza della loro gestione

Per rifiuti elettronici si intendono apparecchiature elettriche ed elettroniche (dai grandi e piccoli elettrodomestici alle apparecchiature informatiche, dai giocattoli ai distributori automatici), che, essendo inutilizzate, vengono buttate; l’acronimo con cui vengono solitamente indicati è RAEE.
La quantità di rifiuti elettronici in Europa sta aumentando sempre di più, imponendo così la necessità di norme europee più incisive e in grado di semplificare la gestione dei rifiuti elettrici da parte delle imprese e dei singoli cittadini.
La gestione di questo tipo di rifiuti riveste particolar importanza in quanto essi contengono sostanze considerate tossiche per l’ambiente e quindi anche per la salute umana, come rame, acciaio, alluminio, piombo e mercurio.

Direttiva RAEE: la raccolta differenziata e il trattamento dei RAEE

La raccolta, il trattamento e l’eliminazione dei RAEE, che si svolgono presso i centri autorizzati alla gestione dei rifiuti, sono regolamentati dalla Direttiva RAEE, e in Italia dal Decreto “RAEE.
Quest’ultimo stabilisce che i cittadini, dopo aver effettuato la raccolta differenziata delle apparecchiature, consegnino i propri rifiuti alle isole ecologiche, o riconsegnino gratuitamente il rifiuto direttamente al rivenditore.
Il trattamento procede attraverso varie fasi, dalla bonifica o eliminazione dei componenti pericolosi al recupero dei materiali tramite lavorazione meccanica; la normativa sui RAEE prevede infatti un eventuale riutilizzo delle apparecchiature eliminate. Le modalità di recupero e riciclaggio dei materiali dei rifiuti elettronici sono attualmente oggetto di aggiornamento da parte della commissione Europea.
La risoluzione del Parlamento si prefigge di conseguire, a partire dal 2016, la raccolta dell’85% dei rifiuti elettronici prodotti dagli Stati membri dell’UE.