Sapevate che i funghi hanno caratteristiche sia vegetali che animali? Per questo la scienza li raggruppa in un Regno tutto loro, il regno dei funghi – appunto – che si distingue dagli altri per le proprie particolarità strutturali e metaboliche.
Con l’arrivo dell’autunno, gli appassionati di funghi iniziano la raccolta nei boschi, armati di cestino e con gli stivali ai piedi: il periodo settembre/ottobre/novembre è il migliore, loro crescono ai piedi degli alberi, nel terriccio umido e fra le foglie secche.

E’ molto importante, però, saper riconoscere i funghi buoni da quelli velenosi: questi ultimi, nel peggiore dei casi, possono essere causa di morte con l’assunzione anche di piccole quantità. E’ necessario, quindi, non improvvisarsi mai e, in caso di dubbio, consultare sempre un esperto di micologia.

Partiamo innanzitutto dal presupposto che esistono più di 100.000 tipi di funghi, dai più piccoli, invisibili a occhio nudo (i micromiceti) a quelli più grossi che troviamo sulla nostra tavola (i macromiceti).
Soffermandoci su questi ultimi, l’oggetto della raccolta degli amanti di questo saporito cibo, bisogna chiarire un aspetto fondamentale: alcuni tipi di funghi mangerecci hanno specie molto simili che sono però velenose e possono portare ad intossicazione.

Non esiste, in realtà, una regola o una caratteristica significativa che possa contraddistinguere i funghi buoni da quelli tossici.
Secondo alcune false leggende, si dice che i funghi bianchi sono tutti commestibili. Oppure c’è chi afferma che quelli cresciuti sotto l’albero del castagno non possano essere tossici. Altri ancora – orrore! – propongono di usare cani e gatti come cavie per assicurarsi che i funghi siano buoni… Oltre a mettere in repentaglio la salute del proprio animale domestico, questo atteggiamento è totalmente inutile se si considera che l’organismo di un gatto o un cane è completamente diverso da quello umano. Quindi un fungo che non uccide un gatto non è detto che non uccida pure una persona!
Sfatiamo quindi tutti i falsi miti sopraccitati.

Esiste solo una regola: è importante conoscere bene i funghi che si raccolgono e non azzardare mai l’assaggio di un nuovo tipo di fungo che non è esattamente come lo conosciamo!

Per gli inesperti, è sempre consigliabile far valutare i funghi raccolti alla Asl locale, dove un esperto potrà valutarne attentamente la commestibilità o la tossicità: il servizio di Ispettorato micologico è gratuito e rivolto a tutti i cittadini raccoglitori di funghi.

Regole generali per la raccolta dei funghi

Anche se lo studio e la conoscenza dei funghi è assolutamente fondamentale, possiamo riassumere le regole principali per raccogliere funghi in modo corretto:

  • 1. Raccogliere solo le specie conosciute
  • 2. Separare i funghi conosciuti (e quindi commestibili), da quelli sui quali si nutrono dei dubbi e quindi usare cestini diversi per poi consultare un esperto
  • 3. Non raccogliere i funghi piccoli, poichè non hanno ancora prodotto spore e sono quindi irriconoscibili
  • 4. Non raccogliere i funghi ammuffiti o fradici
  • 5. Utilizzare solo contenitori areati per permettere la traspirazione dei funghi (vietatissime le buste di plastica!)
  • 6. Durante la raccolta, non danneggiare i funghi che non si intendono raccogliere (neanche quelli velenosi!), e non usare strumenti che offendono l’equilibrio del sottobosco, per esempio rastrelli o uncini.

Regole generali per un corretto consumo dei funghi

Anche per il consumo dei funghi esistono delle regole generali a cui è meglio far riferimento:

  • 1. Lavare bene i funghi prima di procedere con la cottura
  • 2. consumarli entro 48 ore dalla loro raccolta, e comunque conservarli in frigorifero
  • 3. Cuocere i funghi almeno 30/45 minuti: con la cottura verranno eliminate eventuali tossine
  • 4. Consumare i funghi sempre in piccole quantità

Chi può raccogliere funghi e dove

Esistono leggi precise per la raccolta dei funghi che variano di regione in regione e a volte di zona in zona. Questi regolamenti sono disposti al fine di tutelare la conservazione e l’incremento del patrimonio naturale esistente nell’ambito del territorio regionale.

Di solito è necessario essere provvisti di apposito tesserino che ne permette la raccolta.
E’ importante anche conoscere in quali zone è possibile raccogliere funghi e infine un altro aspetto importante, che varia sempre da regione in regione, è la quantità: vi è infatti un tetto massimo di peso per la raccolta (in genere varia dai 2 ai 3 Kg), ma può cambiare anche in base alla tipologia di fungo.

Prima di avventurarsi per i boschi è indispensabile informarsi. In questo sito , per esempio, è possibile consultare il regolamento della propria regione.