Parkour, percorrere la città come acrobati


E’ il nuovo sport cittadino: si chiama Parkour e appassiona chi ama le acrobazie che solo l’agente 007 o l’Uomo Ragno sarebbero in grado di effettuare.

La disciplina sportiva in questione è una vera e propria arte dello spostamento: consiste infatti nel superare gli ostacoli architettonici cittadini come tetti, rampe, pareti, muri, con salti acrobatici.

E’ il traceur che, come dice il nome stesso, traccia il percorso, individuando la strada da percorrere per arrivare a un certo traguardo e superando gli ostacoli che si presentano grazie a un assiduo allenamento incentrato naturalmente sulle gambe.

Parkour deriva da parcours du combattant (percorso del combattente): l’allenamento che ne è alla base trae infatti origine dall’ addestramento militare che Georges Hébert aveva messo appunto per effettuare i percorsi di guerra.

Come è spiegato sul sito dedicato, Parkour.it, non si tratta di una gara a chi fa il salto più alto o più bello, ma di “un percorso senza alcuna forma di competizione fra i praticanti. La competizione è con te stesso per cercare di innalzare il tuo limite dopo aver preso coscienza delle tue possibilità“.

La filosofia alla base della disciplina ha ricevuto molti consensi anche dalle istituzioni di molti paesi, che hanno visto in essa un importante strumento per apprendere l’arte dell’affrontare le difficoltà della vita.

Il parkour sta appassionando sempre più sportivi, basti pensare che sono già 4 i meeting di Parkour ai quali sono accorsi migliaia di appassionati.

Al raduno di Milano previsto per il 22 novembre, seguiranno i meeting di Trani e Roma, sempre nel mese di novembre.

 

Video Parkour