Musei per bambini, alla scoperta dei migliori musei per i più piccoli

Musei per bambini

Tra le esperienze da vivere all’insegna della cultura e allo stesso tempo del divertimento con i nostri bambini, una visita ad un museo rappresenta sicuramente un’occasione per condividere con i piccoli le emozioni associate alla scoperta, all’esplorazione, alla sperimentazione e al divertimento.

Nell’ultimo decennio, anche in Italia hanno iniziato a nascere quelli che in America vengono chiamati Children’s Museums, ovvero musei per bambini, nei quali l’apprendimento avviene attraverso il cosiddetto “metodo Hands-on”(mani sopra): il bambino viene invitato e stimolato all’apprendimento all’interno di una dimensione interattiva che prevede il gioco, la sperimentazione e l’interazione del piccolo con oggetti.
Il personale specializzato guida i bambini all’interno di una dimensione interattiva nella quale prendono forma, tra macchinari interattivi, installazioni all’insegna della multimedialità e percorsi tematici, molteplici attività all’insegna della creatività e della scoperta.
Vediamo allora quali sono in Italia i principali musei per bambini che offrono la possibilità di condividere con i piccoli le emozioni di una attività che associa la didattica al gioco e all’intrattenimento.

Musei per bambini Valle d’Aosta: Alpi dei ragazzi a Forte di Bard

Nel borgo di Bard, in Valle d’Aosta, sorge il Forte di Bard, una fortezza composta da tre corpi di fabbrica in uno dei quali, l’Opera Vittorio, è allestito “Le Alpi dei Ragazzi”, uno spazio espositivo nel quale bambini e ragazzi sono invitati a scoprire l’attività dell’alpinismo.
Più in particolare, un percorso interattivo simula una scalata virtuale del Monte Bianco scandita in tappe/sale: la preparazione del viaggio; l’avvicinamento; il rifugio; il ghiacciaio; la cresta; la vetta; le vette del mondo; lo yeti.
Suddivisi in cordate, i bambini sono invitati a scegliere l’attrezzatura utile per affrontare la scalata e l’itinerario giusto per giungere al compimento dell’impresa.
In tal modo, l’esperienza offerta da questo spazio ludico intende non solo divertire i bambini, ma anche avvicinarli ed educarli ad una pratica responsabile dell’alpinismo.

Alpi dei ragazzi a Forte di Bard
Alpi dei ragazzi a Forte di Bard

Musei per bambini in Piemonte: MA Museo A come Ambiente a Torino

Il MAMuseo, A come Ambiente è situato a Torino, in corso Umbria, nell’area dell’ Environment Park, un parco dedicato a scienza e tecnologia.
Unico in Europa, il museo interattivo presenta una chiara ispirazione allo spirito dei Children’s Museums: articolato in sezioni tematiche dedicate rispettivamente ad energia, rifiuti, acqua e trasporti, il museo offre a bambini, ragazzi ed adulti la possibilità di vivere percorsi interattivi che si avvalgono di macchinari da toccare, video, laboratori. E’ così che i bambini sono stimolati ad apprendere in modo creativo un’etica fondata sul rispetto dell’ambiente, riflettendo sui comportamenti sbagliati che ogni giorno producono inquinamento.

A come Ambiente a Torino
A come Ambiente a Torino

Musei per bambini in Friuli Venezia Giulia: Science Centre Immaginario Scientifico a Trieste

A Trieste, Science Centre Immaginario Scientifico si propone come un museo interattivo e multimediale che coinvolge bambini dai 3 ai 12 anni in mostre, percorsi e attività che hanno come tema centrale la scienza. Il bambino viene invitato ad apprendere attraverso il gioco in tre sezioni: Fenomena, spazio stabile nel quale si trova una collezione di oggetti interattivi pensati appositamente per far toccare con mano ai bambini i fenomeni naturali e giocare con la scienza; Kaleido, spazio sempre cangiante che ospita mostre temporanee all’insegna di multimedialità e interattività; Cosmo, nel quale un planetario con una cupola di 5 metri di diametro permette ai piccoli visitatori di viaggiare alla scoperta dei pianeti e costellazioni presenti nella volta celeste.

Musei per bambini in Lombardia: il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci e il Muba a Milano; il Museo del Giocattolo e del Bambino a Cormano e Santo Stefano Lodigiano

Tra i musei dedicati ai bambini, vale sicuramente la pena visitare il Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, situato a Milano. Si tratta del più grande museo italiano di scienza e tecnologia, fondato nel 1953 col proposito di coinvolgere con linguaggi e sperimentazioni sempre nuove tutti, dai bambini agli adulti. Con le parole del suo fondatore, Guido Ucelli, “Il Museo è vivo, di tutti, aperto a tutti. Oggi il mondo cammina a ritmo vertiginoso e tutti ne cerchiamo le ragioni e le possibilità”.

La Fondazione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci si propone di far comprendere attraverso le mostre e le attività proposte nel Museo i fenomeni scientifici con un approccio definito ”educazione informale”. Ne rappresentano un chiaro esempio le esperienze proposte negli i.lab, o laboratori interattivi, che rendono bambini dai 2 anni in su e ragazzi protagonisti attivi di percorsi di esplorazione e scoperta, con workshop e progetti all’insegna dell’interattività in continua evoluzione.

Al centro dei laboratori, “la più grande collezione al mondo di modelli di macchine realizzati a partire da disegni di Leonardo da Vinci”. Inoltre è possibile visitare la zona aeronavale e la zona ferroviaria, nelle quali si trovano rispettivamente il Sottomarino Toti e locomotive d’epoca.

E’ utile sapere che il progetto i.lab comprende anche varie esperienze di visita al Museo rivolte ad alunni della scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria.

Ad Aprile, da non perdere l’iniziativa “una giornata al museo”, rivolta a bambini dai 6 ai 10 anni: il 13 aprile, con “in volo al museo” i bambini impareranno a costruire vecchi modellini; “ esplorazione al museo”, il 14 aprile, farà scoprire ai piccoli visitatori i mestieri più antichi; “viaggio al museo”, il 18 aprile, farà conoscere ai bambini il modo in cui i mezzi di trasporto si sono evoluti nel tempo.

Sempre a Milano, Il Muba o Museo dei bambini si propone come “un centro permanente di progetti culturali e artistici dedicati all’infanzia che promuove il gioco familiare”.
Gli unici visitatori ammessi all’interno del Muba e chiamati a condividere le esperienze di gioco proposte sono infatti solo bambini accompagnati da adulti/ genitori, mentre gli adulti che non accompagnano i bambini sono esclusi.
Le attività, che hanno luogo in orari fissi e prevedono un numero chiuso di partecipanti, prevedono l’intervento di animatori che guidano bambini ed adulti invitandoli a muoversi liberamente tra installazioni luminose interattive, lavagne “giocabili” ed esposizioni . E’ cosi che l’insegnamento viene veicolato attraverso un gioco che coinvolge grandi e piccoli in due spazi di attività: REMIDA MILANO, luogo permanente dedicato alla sperimentazione sensoriale, pensato per bambini dai 2 agli 11 anni; SPAZIO MOSTRE, luogo dedicato a mostre gioco interattive. Il Muba vuole essere un gioco sempre nuovo: è infatti prevista una nuova “mostra gioco“ ogni anno; a maggio 2017 avrà inizio la mostra-gioco Colore.

Muba milano
Muba milano

Tra i musei per bambini presenti in Lombardia, il Museo del Giocattolo e del Bambino è uno dei più grandi musei europei dedicati al mondo del giocattolo. Il Museo è presente in due sedi: un’ex cotonificio risalente al 900 situato a Cormano, una provincia poco distante da Milano, e un casolare a Santo Stefano Lodigiano, paese situato nei pressi di Piacenza.
In entrambe le sedi, i bambini potranno immergersi in un fatato mondo di giocattoli risalenti al periodo storico compreso tra il 1700 e il 1950.

La sede di Cormano ospita, oltre a una sala laboratori e a una sala ludoteca dedicata al gioco e alle proiezioni, uno spazio espositivo suddiviso in sezioni, tra cui quella dedicata alla mostra “La storia del bambino raccontata dal giocattolo” presenta una collezione di 1000 giocattoli d’epoca originali. Nella sezione dedicata alla letteratura per l’infanzia vengono esposti antichi libri di carattere didattico, tra cui abbecedari originali.
La sede museale di Santo Stefano Lodigiano vanta una collezione di 2.000 giocattoli originali , sui quali i bambini sono invitati a intervenire direttamente per comprendere le leggi fisiche alla base del funzionamento del giocattolo.

Nella sezione espositiva dedicata alla “scienza divertente” , viene proposto un percorso tra magia e tecnologia, con la narrazione della storia di un viaggio tra passato e futuro a partire dall’osservazione dei giocattoli.

Musei per bambini in Lazio: Explora – Il Museo dei Bambini a Roma

Explora è il Museo dei Bambini di Roma: situato nei pressi di Piazza del Popolo, è dal 2001 il primo Children’s Museum italiano privato e non profit. La struttura permanente si sviluppa in un’area di 8.000 mq che ospita un padiglione dedicato alle esposizioni, un’area verde con giochi, una libreria e anche una cucina dove partecipare a laboratori di educazione alimentare.

Explora, nato dalla collaborazione con l’Istituto di Psicologia del CNR, vuole offrire a bambini, famiglie e scuole l’opportunità di apprendere sul campo giocando, socializzando e sperimentando direttamente le proprie potenzialità.
Proprio per favorire la libera esplorazione delle proprie capacità cognitive ed emozionali, non vengono proposte visite guidate, ma liberi percorsi della durata di 2 ore all’interno di una piccola città a misura di bambino che anima il piano terra del padiglione. Scene di vita quotidiana prendono vita per permettere ai piccoli di vivere esperienze “da grandi” visitando le installazioni permanenti (supermercato, orto, ufficio postale, etc.)

Explora – Il Museo dei Bambini a Roma

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Musei per bambini in Liguria: La Città dei Bambini e dei Ragazzi a Genova

La città dei Bambini e dei Ragazzi, creata nel 1997 con lo scopo di educare giocando ai misteri della scienza e della tecnologia, rappresenta una delle più grandi strutture dedicate ai bambini dai 3 ai 12 anni.
La magica Città si presenta come un cantiere edile con 90 installazioni interattive, mattoncini in gomma, gru, elmetti e altri strumenti grazie a cui i bambini tra i 3 e i 5 anni potranno costruire insieme ai genitori una casa a partire da una struttura in ferro già presente.

Da vedere anche il bosco, uno spazio dove i piccoli dai 2 ai 3 anni potranno esplorare grotte, prati e casette guadando un fiume e attraversando passaggi.
Nello spazio dedicato ai bambini tra i 6 e i 12 anni, viene simulato un laboratorio nel quale sono spiegate le leggi nascoste in vari fenomeni, dalle bolle di sapone alla tv.

Castelmezzano, itinerari e luoghi da visitare

castelmezzano

Il borgo di Castelmezzano è  situato nell’area centro orientale della provincia di Potenza (Basilicata), nei pressi del Parco Naturale di Gallipoli.
Il territorio del comune, assieme a quello dei borghi confinanti (Pietrapertosa, Albano di Lucania, Trivigno, Anzi e Laurenzana), rientra nel Parco delle Dolomiti Lucane.
A rendere Castelmezzano un paese così affascinante è la sua geografia: il borgo è incastonato nel suggestivo paesaggio roccioso delle Dolomiti Lucane, formato dalle pareti, creste e guglie scavate nella roccia arenaria dagli agenti atmosferici e denominate in modo diverso per le fogge assunte con il variare della luce ( “bocca di leone”, “aquila reale, “incudine”, “civetta”, “grande madre”).
Il carattere scenografico di Castelmezzano  è preannunciato dalla via di accesso nel borgo: una gola seguita da una galleria incastonata nella roccia, al termine della quale il paese appare improvvisamente come un presepe illuminato.
Proprio il modo pittoresco e armonioso in cui il centro abitato si amalgama con la natura rocciosa delle Dolomiti ha reso il borgo meritevole dell’appellativo di “città-natura”, facente parte del  Club de I borghi più belli d’Italia.
Arthur Frommer, direttore e fondatore di Budget Travel, una delle più prestigiose guide turistiche statunitensi, ha del resto definito Castelmezzano il «miglior posto al mondo da vedere tra quelli mai sentiti nominare».

Cenni storici

Le origini del borgo risalgono al periodo compreso tra il VI ed il V secolo a.C , quando, con la colonizzazione greca della valle del Basento, venne fondato  il centro urbano di Maudoro, o “mondo d’oro”.
La tradizione vuole che, durante le invasioni saracene (X secolo d.C.), la popolazione locale si trasferì nel luogo scoperto durante l’esodo dal pastore Paolino: una postazione, formata da rocce ripide, che permetteva  di avvistare e allontanare gli invasori spingendo verso di loro massi rocciosi fatti rotolare dall’alto.
Durante il dominio dei Normanni(tra il XI ed il XIII secolo d.C.) venne eretto il Castro Medianum , o “Castello di mezzo”, dal cui nome deriva quello del paese, situato a metà strada tra i comuni di Pietrapertosa e Brindisi Montagna.
Dopo la dominazione degli angioini, Castelmezzano fu conquistato dagli Aragonesi ( XIV -XVI secolo); durante questo periodo, famiglie di signori e baroni, dai De Leonardis ai De Lerma,  giocarono un ruolo fondamentale  nello sviluppo nella storia del paese.

Itinerari e luoghi da visitare a Castelmezzano

Il centro storico di Castelmezzano presenta un impianto tipicamente medievale:  un agglomerato di case con tetti in pietra, incastrate concentricamente nella dolomitica conca rocciosa. Scale ripide collegano gli stretti vicoli tra le case, dalle quali si gode una vista spettacolare sulla nuda roccia.

Nel cuore del borgo, piazza Caizzo, sorgono le principali attrazioni della città.

Al centro della piazza è possibile visitare la Chiesa madre di Santa Maria dell’Olmo.
Edificata probabilmente all’inizio del XIII secolo, la chiesa è andata incontro nel corso del tempo a molteplici modifiche. In particolare, dopo il terremoto del 1857, che danneggiò visibilmente l’edificio, esso venne sottoposto ad una consistente opera di riedificazione. All’inizio del XX secolo vennero eretti alcuni altari marmorei. Attualmente la chiesa presenta una facciata in stile romanico rivestita di pietra arenaria.  All’interno della chiesa, da vedere la nicchia ospitante  l’affresco di San Rocco, il patrono e protettore del paese.  L’edificio vanta inoltre la presenza di opere di alto valore artistico: tre quadri (“Madonna del Carmelo” , “Anime purganti” e “Sacra Famiglia”) e quattro statue ( “Santa Maria dell’Olmo”, della “Madonna del Bosco-Regina Pura”, “Madonna col bambino” e “Madonna dell’Ascensione”).

Chiesa del Santo Sepolcro
Chiesa del Santo Sepolcro

Tra gli altri edifici sacri più antichi troviamo la Chiesa del Santo Sepolcro, così chiamata perché dal XVI secolo vi venivano seppelliti  i defunti e celebrato il Venerdì Santo.
L’interno della chiesa è in stile bizantino: un arco divide lo spazio in due parti, una delle quali ospita l’assemblea dei fedeli. Da ammirare la statua in legno della “Madonna dell’Ascensione”, risalente al XIV secolo: secondo la leggenda, quando due pescatori la ritrovarono in riva al mare, essa chiese di essere trasportata a Castelmezzano. Giunti presso la cappella attuale, i pescatori non riuscirono a spostare oltre la statua, divenuta troppo pesante; dopo la costruzione della cappella stessa, avvenne un miracolo:  sulla statua comparvero due marinai in atto di preghiera, somiglianti ai pescatori.

La Cappella della Madonna dell’Annunziata , edificata probabilmente nel XVIII secolo nella regione più elevata del centro abitato, ospita una tela che ritrae l’Annunciazione e la statua di San Giuseppe.
Nella Cappella si celebra il giorno dell’Annunciazione con la Messa del 25 marzo e la festività di San Giuseppe, il 19 marzo.

La Cappella di Santa Maria “Regina Coeli”, risalente al 1603, venne costruita per ospitare un convento di Frati Carmelitani. All’interno è possibile ammirare tre statue,  raffiguranti rispettivamente Santa Maria, San Donato e la Madonna del Carmine.
La cappella è luogo di celebrazione dal 7 luglio al 15 luglio della novena in onore della Madonna del Carmine e, dal 29 luglio al 6 agosto, della novena  in onore di San Donato.

Attraverso la via principale del paese si giunge alla rovine del  castello eretto in epoca normanna, il Castello Normanno Svevo, o  Castrum Medianum .
Della costruzione originaria sono ancora visibili resti di mura, la cisterna dove si raccoglieva l’acqua piovana e la scalinata nella roccia, via di accesso al luogo di appostamento scelto dai militari per sorvegliare la valle sottostante.

Nel centro storico di Castelmezzano si trovano inoltre storici palazzi, originariamente abitazioni delle famiglie degli antichi signori del borgo.  
Palazzo Coiro,
situato alle spalle della chiesa Madre, venne edificato nel XIX secolo. Il palazzo si articola in tre livelli, il più alto dei quali presenta balconi con ringhiere in ferro battuto. Da notare, sulla facciata che si staglia sulla strada principale,  il portale in pietra arenaria locale. Anticamente abitazione della famiglia Coiro, oggi il palazzo è disabitato.
Palazzo Ducale
, situato nei pressi del castello, venne edificato nel XVIII secolo ed era originariamente proprietà della famiglia dei De Lerma.
Sulla facciata principale il portale, adornato con bugne, si presenta  sovrastato da un loggiato.

Appena usciti dal borgo, attraverso sentieri, ponti in pietra e scalinate, si giunge ad ammirare lo spettacolo della vallata del Caperrino , con gli antichi mulini i cui i tetti in pietra locale (“chiang”) vennero costruiti a secco.

Pietrapertosa
Pietrapertosa

Al termine della vallata, un ponte in pietra, edificato probabilmente in epoca romana, conduce al confinante borgo di Pietrapertosa, egualmente suggestivo.

A collegare i due paesi è un cavo d’acciaio che permette di effettuare il cosiddetto Volo dell’Angelo: i visitatori, agganciati con un’apposita e sicura imbracatura al cavo,  possono spostarsi in soli 90 secondi, ad una velocità di oltre 120 km/h , dalla vetta di un borgo a quella dell’altro.
Più in particolare, il volo dell’angelo viaggia lungo due linee tra cui è possibile scegliere: la linea di San Martino, in partenza da Pietrapertosa a quota 1020 mt e in arrivo a Castelmezzano a quota 859 mt percorrendo 1415 mt ad una velocità massima di 110 Km/h; la linea peschiere, in partenza da Castelmezzano a quota 1019 mt e in arrivo a Pietrapertosa a quota 888 mt, percorrendo  1452 metri ad una velocità massima di 120 Km/h.
Durante il Volo dell’Angelo si puo’ ammirare il panorama offerto dalle sottostanti Dolomiti Lucane.

Video “Sposalizio degli alberi” o “Sagra du’ Masc”

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Eventi e folklore

Tra gli eventi religiosi ricordiamo la Festa del Maggio (12-13 settembre), che celebra Sant’ Antonio.
In quest’occasione si svolge il suggestivo rito arboreo noto come “Sposalizio degli alberi” o “Sagra du’ Masc”  , un vero e proprio inno per onorare e propiziare la fertilità della terra : boscaioli tagliano un lungo tronco di cerro, lo “sposo” , che viene trasportato da carri trainati da buoi fino al borgo. Qui viene celebrato lo “sposalizio” tra il tronco e la cima di agrifoglio, la “sposa”,  portata dai giovani robusti del paese.
La cima di agrifoglio e tronco, uniti, vengono eretti e scalati dagli abitanti più coraggiosi.

A maggio, la domenica dell’Ascensione di N.Signore, si celebra “La festa della Madonna dell’Ascensione“, che prende il nome dalla statua.

Il 13 dicembre è la giornata dedicata alla festa di Santa Lucia Martire; in quest’occasione si svolge la Sagra della cuccia, il piatto tipico del paese.

Castelmezzano, tradizione enogastronomica

Il piatto più famoso di Castelmezzano è infatti la “cuccia”, una portata i cui ingredienti principali sono ceci, grano e cicerchie. Da più di un secolo il piatto viene preparato secondo un preciso rituale: la sera della viglia della festa di Santa Lucia Martire, gli ingredienti, messi nel pentolone chiamato in dialetto “Caudar” o “Pignat di creta”, vengono  ricoperti di acqua e fatti bollire per due o tre ore.  Al termine della cottura, la “Cuccia”, impiattata con l’aiuto di un mestolo, viene salata e gustata con del  vino locale.

Tra i prodotti tipici del borgo troviamo inoltre la salsiccia, ingrediente di base di molte ricette di primi e secondi piatti del luogo.

Tra gli altri prodotti locali troviamo la focaccia di Castelmezzano , detta “Pizzatl”, e il  “sauze’z” , un saporito salame preparato nelle due versioni dolce o piccante.

Tra le portate di carne, troviamo “u cuttiridd“, un piatto a base di carne di pecora cotta in umido con contorno di verze e patate.

Tra i dolci, da gustare i dolcetti al miele originariamente preparati per festeggiare in occasione di matrimoni e delle festività pasquali e natalizie.

Brunico, itinerari e luoghi da visitare

brunico

Situato in Trentino-Alto Adige , in provincia di Bolzano, Brunico sorge in una conca valliva delimitata dalle montagne della Val Pusteria. Del territorio del comune  fanno parte anche le località di Villa Santa Caterina, Stegona, Ameto, Lunes, San Giorgio, Riscone e Teodone.
Brunico, popolato da 15.000 abitanti, è stato insignito nel 2015 del titolo di “borgo più felice d’Italia”.
Del resto, uno studio effettuato dal Centro Studio Sintesi in relazione  ai vari aspetti della vita a Brunico, quali vita culturale, possibilità formative, economia, tutela dell’ambiente, burocrazia, ha decretato la qualità della vita di Brunico come la migliore tra quelle delle città italiane medio-piccole.
La cittadina è il fulcro della Val Pusteria ed attira ogni anno molti visitatori grazie alle attrazioni costituite dalla natura e dagli eventi che animano il borgo durante tutto l’anno.
Brunico è circondata da spettacolari parchi naturali, come quello di Fanes-Sennes-Braies, uno dei parchi più grandi di tutto il Trentino Alto Adige.
Nei pressi del borgo si trovano inoltre importanti impianti sciistici, come quelli della Valle Aurina e il Plan de Corones, con 90 km di piste.
D’estate i visitatori amano percorrere la Val Pusteria con escursioni in bicicletta e ad alta quota.

Cenni storici

La prima pietra del borgo venne posta nel 1250, quando il vescovo e principe Bruno di Wullenstätten fece edificare su una collina un castello. La cittadina, di cui si hanno notizie ufficiali solo dal 1256, si delineò da subito come  centro delle attività economiche e culturali della Val Pusteria.
Nel XV secolo vennero edificate lungo la Via Centrale le prime case, luogo di abitazione e di attività lavorativa degli artigiani che al contempo vi aprirono le loro botteghe.
Dopo le calamità avvenute tra il XIV e il XIX secolo (epidemia di peste, inondazioni, terremoti ed incendi), la città venne più volte ricostruita.
Tra il XIX  e il XX secolo si svilupparono le attività dell’alpinismo e del turismo.

Chiesa-gotica-delle-OrsolineChiesa gotica delle Orsoline

Itinerari e luoghi da visitare

Una cinta muraria di origini medievali avvolge il centro storico del borgo,  al quale si accede  attraverso la porta del Convento che costeggia la Chiesa gotica delle Orsoline.
La Chiesa-convento venne edificata durante il XVIII secolo e presenta attualmente uno stile che mescola elementi gotici, europei e neobarocchi : il portale, al quale si giunge salendo una scalinata, è in stile gotico; all’interno, l’altare maggiore, in stile neogotico, ospita rilevi raffiguranti la Visitazione di Maria, l’Adorazione dei Magi, la Presentazione di Gesù al tempio e la Dormitio Virginis.
Nel 1744 la chiesa venne concessa alle Orsoline; fu allora che venne costruito, presso la porta delle Orsoline, o porta del Convento, il convento delle Orsoline. Qui è possibile ammirare la suggestiva Cripta delle Ursuline.

Nel centro storico di Brunico, sulla collina Kühbergl, sorge il Castello di Brunico, edificato nel 1251 per volontà del vescovo di Bressanone, Bruno von Kirchberg.
Al castello si accede attraverso il portone situato a Sud; un ampio cortile, dove spicca una torre a forma circolare, introduce alla scala conducente alle stanze del livello superiore, arredate in stile rinascimentale e barocco: le sale vescovili ,restaurate nel 1900, l’appartamento abitato dall’amministratore e una piccola cappella. Nel soggiorno, il soffitto a cassettoni reca lo stemma dei vescovi von Spaur, mentre il  pavimento presenta pregiati intagli in legno; in tutte le stanze spiccano le stufe di stucco e i muri decorati con dipinti raffiguranti  paesaggi di fantasia.
Nella cappella, risalente al 1900,è possibile ammirare un trittico in stile neogotico, raffigurante cinque scene della vita della Vergine Maria e di Gesù e scene tratte dal Vecchio Testamento.
Le finestre, in vetro colorato, recano un‘aquila nera a due teste,  stemma degli Asburgo.

Nel 2011 un’ala del castello è stata data in concessione gratuita a Reinhold Messner per allestirvi il museo Messner Mountain Museum Ripa, noto anche col nome RIPA, derivante dall’associazione di due parole tibetane: ri ( montagna) e pa (uomo).
IL RIPA è parte del complesso museale MMM, formato da sei musei noti come Messner Mountain Museen, siti in sei diverse sedi dislocate nel Trentino Alto Adige .
RIPA è dedicato ai popoli delle montagne e vuole essere un personale omaggio alla montagna da parte del noto scalatore; il tema centrale è il difficile rapporto tra uomo e montagna, esplorato in un luogo che incoraggia lo scambio e l’interazione tra la cultura della popolazione autoctona e quella di  popoli di altre montagne del mondo, dall’Africa all’Australia. La loro conoscenza è favorita non solo dall’esposizione di oggetti usati quotidianamente da queste popolazioni, alcuni dei quali raccolti personalmente da Reinhold Messner durante la sua attività di alpinista,  ma anche alla presenza occasionale di ospiti originari delle varie regioni montane, chiamati a raccontare le loro condizioni di vita.

Cimitero austro-ungarico di Brunico
Cimitero austro-ungarico di Brunico

Proseguendo il viaggio nel borgo di Brunico, troviamo, nei pressi del Castello, il Cimitero austro-ungarico di Brunico, in cui riposano le salme di soldati di varia provenienza: militari austroungarici e prigionieri russi e rumeni . Il tratto distintivo del cimitero è la grande varietà dei simboli e dei materiali che caratterizzano le tombe situate lungo le pendici del monte Kuhlsberg, finalizzata a dare rappresentazione all’eterogeneità delle origini dei militari, ciascuno con la propria cultura e religione. All’interno della cappella, edificata nel cimitero intorno al 1936, targhe in bronzo recano i nomi dei soldati originari di Brunico e dei dispersi.
Lungo la via Centrale , o “Stadtgasse”,  che attraversa il centro storico, sorgono le antiche case borghesi, recanti ancora le originarie insegne in ferro battuto, intervallate da tipici negozi e punti di ritrovo e di ristoro.

Da visitare gli storici palazzi, tra cui ricordiamo la “Casa Neuhauser”, sede, in epoca medievale, della bottega del grande artista Michael Pacher, creatore di altari gotici.

Attraverso la porta Ragen si giunge alla piazza Ragen di Sopra, dove si erge il palazzo Sternbach, che prende il nome dal barone, politico e giurista, Paul von Sternbach (1869-1948).

Nei pressi di Brunico, nel vicino comune di Teodone, è da visitare il Museo Provinciale degli Usi e Costumi Si tratta di un museo etnografico a  cielo aperto che ospita edifici originali raffiguranti scene di vita dell’antica società rurale. Al centro del museo, la residenza barocca “Mair am Hof” ospita molti attrezzi agricoli e utensili quotidiani.

Plan de Corones
Plan de Corones

Tra le principali attrattive di Brunico ricordiamo il Plan de Corones, nota anche come“ montagna dello sci”: situata a 3km a sud di Brunico ed estesa in altezza 2.275 mt, domina lo spazio compreso tra le Alpi Aurine e le Dolomiti.
Sulla cima quasi piatta della montagna una terrazza panoramica permette di godere di un panorama mozzafiato sulle vette delle Alpi e delle Dolomiti.
Dal 2003 ogni giorno alle 12:00 qui risuonano i rintocchi della campana della Concordia, nota anche come campana della pace, benedetta per diffondere un messaggio di pace nel mondo.
Plan de Corones mette a disposizione degli amanti dello sci ben 32 impianti di risalita e 49 piste da discesa; presenti strutture dedicate non solo allo lo sci classico ma anche allo sci acrobatico e al free riding.  

Per gli amanti delle escursioni in mountain bike, da non perdere il Nature Fitness Park di Plan de Corones, che, con i suoi 275 km di percorsi Nordic Walking di difficoltà variabile, è il parco di nordic walking piú grande d’Europa.

 

Eventi e folklore

In estate, ogni due anni, si svolge la festa di Brunico (28 -30 luglio): musica e gastronomia sono le protagoniste dell’allegra kermesse, che si svolge nel cuore della città vecchia, dalla Piazza del Municipio fino ad arrivare alle rive del fiume. La festa si conclude con la grande parata domenicale: una sfilata storica di carri allegorici scandita dalle musiche della banda di Brunico e dalle danze tirolesi dei ballerini chiamati “Schuhplattlern” .

A settembre si svolge la “Festa delle patate pusteresi”, a cui seguono le “Settimane delle patate”: protagonista la patata pusterese, uno dei prodotti gastronomici tipici di questa zona. La mostra delle varietà di patate, sia tradizionali, che nuove, si conclude con la degustazione offerta da 20 attività ristorative ed alberghiere della valle e su piccole lezioni sulle modalità di coltivazione e sull’uso del prodotto in cucina.

Pressknödel
Pressknödel

Tradizione enogastronomica

Tra i prodotti tipici del luogo troviamo, oltre alle citate patate pusteresi, la Birra brunicense, la cui tradizione viene sostenuta oggi dal Brewpub  Rienzbrau, un birrificio artigianale diretto dal mastro birraio Alexander Büch che produce sia birra bianca e di frumento che birra scura. Quest’ultima, nota come «La Nera»,  ha conquistato, in occasione del European Beer Star Award 2009 di Norimberga,  il secondo posto nella classifica delle birre in stile boemo.
Al centro del locale, un oblò in vetro sul pavimento rende visibile agli ospiti la fermentazione naturale della birra: un processo che, escludendo additivi chimici e pastorizzazione, consente di preservare intatte le vitamine e proteine naturalmente contenute nel prodotto.

Tra i piatti tipici di Brunico ricordiamo i Pressknödel, canederli con ripieno di formaggio, e Schlutzkrapfen, piatto a base di patate tagliate a forma di mezzaluna ed accompagnate da ricotta e spinaci.
Tra le varietà più gustose di formaggi, prodotti con latte pastorizzato proveniente dalle montagne della Val Pusteria,  ricordiamo: “Sextner Graukase”, formaggio magro privo di crosta ed a bassissimo contenuto di grassi; “Sextner Almkase”, formaggio leggermente più grasso, dal sapore dolce e dalla morbida consistenza, somigliante a quella del burro fresco.

Tra i dolci sono da gustare le frittelle ripiene chiamate Tirtlan e gli strudel di mele.

Viaggi Natale: le mete consigliate per le famiglie con bambini

vacanze con bambini a natale - sdamy
vacanze con bambini a natale – sdamy

Dalla gita ai mercatini di Natale più tradizionali, alla vera e propria vacanza nelle migliori località turistiche di montagna: le agenzie viaggi hanno già iniziato a proporre molte soluzioni per le prossime vacanze natalizie, per soddisfare ogni esigenza e ogni desiderio di grandi e piccini.
Ma quali sono le mete più indicate per una vacanza con la famiglia e i bimbi?

Mercatini di Natale, le migliori offerte

mercatini di natale
mercatini di natale

Negli ultimi anni, i mercatini di Natale stanno riscuotendo un enorme successo e gli italiani sembrano aver riscoperto il gusto di immergersi nella calda atmosfera natalizia che soltanto questi luoghi incantati, spesso circondati da innevati paesaggi mozzafiato, sanno offrire. Italia, Svizzera, Austria, Germania, Olanda, Danimarca: sono molte le destinazioni possibili dove poter visitare i migliori mercatini d’Europa con i nostri bambini: una guida completa di tutte le mete italiane ed internazionali si trova su mercatini-natale.com; per prenotare poi una visita ai mercatini preferiti, consultate il sito di un qualsiasi tour operator. Tutte le agenzie viaggi, infatti, in questo periodo offrono pacchetti completi da 2 o 3 giorni, comprensivi di hotel, a partire dall’ultima settimana di novembre fino a fine anno.
La magica atmosfera natalizia, la presenza di Babbo Natale (e in alcuni casi degli elfi, delle renne e dei folletti!) e i numerosi laboratori dedicati ai più piccoli proposti dai mercatini, faranno di questo viaggio un’esperienza indimenticabile per i vostri bambini!

Viaggi di Natale nelle migliori località di montagna per la famiglia

Per chi ama la montagna, ci sono ottime offerte per le famiglie sia in Italia che all’Estero, dove spesso vengono proposti pacchetti in cui i più piccini soggiornano gratis. Alcune località sciistiche in particolare sono organizzate a misura di bambino: vi segnaliamo, ad esempio, la Valtellina. Bormio propone delle interessanti offerte per le famiglie, dallo skipass gratuito per un soggiorno di almeno 4 notti (fino a 24/12) al Piano Famiglia, che prevede uno sconto del 10% sugli skipass da 3 a 7 giorni per nuclei composti da almeno 3 persone.
Alberghi a misura di bambino, asili sulla neve e scuole di scii per i più piccini anche nella Val di Fiemme (Trentino). Con la FiemmE-Motion Winter Card si potrà prendere parte a meravigliose attività ed esperienze naturalistiche per tutta la famiglia: versando un piccolo contributo da 1 Euro a notte (i bambini fino a 8 anni sono gratis, dagli 8 ai 14 anni pagano solo 0,50 Euro a notte) sarà possibile partecipare a tutte le proposte turistiche del “programma settimanale”, con tantissime attività, dalla passeggiata con le ciaspole, alle visite guidate presso i migliori laboratori dei produttori enogastronomici locali. Per dettagli e maggiori informazioni cliccare qui.
Tante altre idee per le vostre vacanze in montagna con i bambini su questo sito.

Viaggi di Natale con i bambini, le città italiane

Roma a Natale
Roma a Natale

Castelli, giardini zoologici, musei: sono tante le attrazioni che affascinano i piccoli turisti! Ecco perchè per le vacanze di Natale si possono anche considerare le nostre meravigliose città. Una tra tutte, Roma: dal 27 novembre la città antica propone, ad esempio, una bellissima mostra di presepi presso le Sale del Bramante di Piazza del Popolo. Qui i bimbi potranno partecipare a laboratori dedicati in cui avranno la possibilità di costruire un vero e proprio presepe. Tantissimi gli eventi romani dedicati ai bambini nei mesi di novembre e dicembre anche nei numerosi musei e nei teatri, con manifestazioni musicali e i “family concert”, presso l’Auditorium Parco della Musica. Molti altri capoluoghi italiani propongono ottime soluzioni a misura di bimbo, come Napoli (con la bellissima mostra dei presepi), Milano (piena di eventi e laboratori presso i vari musei della città), Torino, Firenze, Bologna…
Vi segnaliamo anche la bellissima località turistica Riva del Garda. Quest’anno Babbo Natale ha deciso di trascorrere qualche giorno proprio nella sua casa al lago, che tutti i bimbi potranno visitare per vivere un’esperienza davvero indimenticabile. Riva in occasione del Natale offrirà ai turisti una serie di eventi nelle piazze, musica, spettacoli e manifestazioni per grandi e piccini.
Altre due incantate case di Babbo Natale da non perdere con i nostri figli si trovano a Bergamo, presso il Castello di Gromo, e al Castello delle Terme Tamerici, Montecatini Terme.

Viaggi di Natale con i bambini: le mete da sogno per i più piccini

Disneyland Paris

Se quest’anno i vostri bimbi sono stati particolarmente meritevoli o se volete davvero stupirli con effetti speciali e con un viaggio che rimarrà per sempre impresso nella loro memoria, dovete assolutamente prendere in considerazione Disneyland Paris. Per questo Natale il parco divertimenti più magico e fatato del mondo promette una “valanga di sorprese”! Babbo Natale, Topolino, le incantevoli Principesse Disney e tutti gli amatissimi personaggi dei cartoni saranno i protagonisti assoluti del vostro soggiorno, regalando ai bimbi e alle bimbe una vacanza da sogno.
Per maggiori info consultate il sito offerte.disneylandparis.it.

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Lapponia: Rovaniemi, l’ufficiale città di Babbo Natale

Se i vostri bimbi sono grandicelli e il lungo viaggio in Finlandia non vi spaventa, potete organizzare una vacanza a Rovaniemi, in Lapponia, la vera città originale di Babbo Natale. Anche per questa destinazione, i pacchetti e i viaggi volo+hotel proposti dai tour operator non mancano, per soggiorni da 4, 5 o 6 notti. Qui i più piccini potranno incontrare Babbo Natale (quello vero, eh!) presso il suo Studio, consegnare le proprie letterine all’Ufficio Postale, fare un’escursione su slitta trainata da renne, stringere amicizia con elfi veri e partecipare a tanti eventi e manifestazioni nel mondo fatato costruito all’interno di caverne sotterranee, il Santa Park.
Anche questa una meta davvero straordinaria e indimenticabile per i bimbi di tutte le età.

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Amburgo, itinerari e luoghi da visitare

Amburgo, seconda città della Germania, sorge sulle rive del fiume Elba. Si tratta di una metropoli cosmopolita che deve gran parte del suo fascino al porto naturale internazionale, il principale della nazione e il secondo per importanza all’interno dell’Unione Europea.  Proprio in virtù del porto, Amburgo è nota anche come la “Venezia del Nord” e “Porta d’Europa”.

Itinerari e luoghi da visitare

HafenCity: lo Speicherstadt,  il Porto e il Mercato del pesce

Il quartiere del porto, o Hafencity,  è una zona interessata da un progetto di riqualificazione e ricostruzione il cui scopo è rivestire di una nuova funzionalità gli edifici inutilizzati. Qui, zone dal sapore antico e decadente sono intervallate da zone costellate di parchi e piste ciclabili; moderni edifici in vetro e palazzi dallo stile quasi avveniristico sono affiancati da costruzioni a mattoni rossi. Queste ultime segnano l’ingresso nella centenaria Città dei magazzini, o Speicherstadt, un complesso di sette magazzini edificati tra il 1884 e il 1888 e destinati al deposito di merci preziose(tabacco, spezie, caffè, tappeti orientali) provenienti dalle spedizioni.
Da notare che il termine “magazzino” , riferito agli edifici della Speicherstadt, denota qualcosa di più di una comune costruzione:  un complesso che puo’ ospitare anche musei.  Tra essi, ricordiamo il magazzino delle spezie, il magazzino o museo marittimo, il magazzino o museo della dogana, il magazzino o museo della cultura e arte afghana.

Hafencity

Non molto distante dallo Speicherstadt sorge il porto di Amburgo; qui circa 13.000 straordinarie navi ed imbarcazioni arrivate da tutto il mondo rendono una meta imperdibile quella che è quasi una città nella città.

Nella zona del porto merita una visita anche il mercato del pesce (Fischmarkt): si tratta del più antico mercato tradizionale di Amburgo, allestito dal 1703 ogni mattina dalle 5.00 alle 9.30.

Il centro storico: la chiesa di St. Michaelis, il Municipio di Amburgo e le vie dello shopping

Il cuore antico della città, chiamato in tedesco “Innenstadt”, è situato nelle vicinanze della stazione centrale.
Qui è possibile visitare la chiesa di St. Michaelis: edificata nel XVIII secolo in stile barocco,  si distingue per il campanile, che, con i suoi 132 metri di altezza, è il più grande campanile tedesco con orologio.
Quest’ultimo possiede quadranti di lunghezza superiore ai 24 metri.
All’interno della chiesa, lungo l’ingresso principale è possibile ammirare la statua raffigurante l’arcangelo Michele e la sua vittoria sul diavolo.

Il municipio d’Amburgo, edificato in stile rinascimentale dopo l’incendio che nel 1842 rase al suolo quasi tutta la città, è sede del parlamento e del senato. L’edificio presenta una torre a tre ali alta 112 metri, edificata in pietra arenaria e granito. Nelle nicchie delle finestre è possibile ammirare le statue dei 20 imperatori che hanno retto l’impero germanico, da Carlo Magno a Franco II.
Da notare inoltre il mosaico che impreziosisce il portone centrale del municipio, raffigurante il simbolo della libertà della città, l’Hammonia.
Nel centro storico di Amburgo si trovano inoltre le vie dello shopping, “Mönckebergstrasse” e “Spitalerstrasse”.

Spitalerstrasse

L’Alster

L’Alster è un fiume che attraversa il polmone verde della città, dove gli abitanti di Amburgo si incontrano per dedicarsi al relax e allo sport all’aria aperta.
Nel XIII secolo, la costruzione di una diga per sbarrare il fiume e i suoi affluenti provocò la formazione del lago di Alster ,una meta paradisiaca per gli amanti delle gite in barca.
I laghi artificiali, formati dall’Alster , sono collegati da canali (Fleetfahrt) che permettono di visitare la città con gite in battello.

Blankenese

Blankenese è un villaggio di pescatori dove un tempo abitavano i capitani di mare e le loro famiglie.
Questo quartiere residenziale è noto anche come “Positano del Nord”, in virtù della sua suggestiva posizione,  con le abitazioni e le ville arroccate sulla collina che si affaccia sull’Elba e i vicoli e le stradine tortuose.

Il quartiere St. Pauli

San Pauli è un quartiere che sorge nelle vicinanze della Città Nuova e che sta attraversando un momento di passaggio da zona quasi “maledetta”, dedicata al divertimento e all‘ ”amore libero”, con la peccaminosa via  Reeperbahn, a quartiere intellettuale, animato dalla presenza di pub, sale da concerti e teatri dove si ritrovano artisti e studenti.

Video, Amburgo una città da visitare

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Amburgo: mercatini natalizi

Tra i Mercatini di Natale più caratteristici di Amburgo ricordiamo:

  • Historicher Weihnachtsmarkt, o Mercatino di Natale Storico (dal 21 novembre al 30 dicembre)
  • La magia bianca sulla Jungfernstieg  ( dal 21 novembre al 30 dicembre)
  • Hanseatic Christmas Market (dal 21 novembre al 23 dicembre)
  • Mercatino di Natale alla chiesa di Santa Pauli (dal 17 novembre al 23 dicembre)
  • Mercatino di Natale alla Chiesa di San Pietro (dal 21 novembre al 30 dicembre)
  • Mercatino di Bergedorf

Il Mercatino di Natale Storico si svolge nella Rathausmarkt, o Piazza del Municipio, ed è sicuramente il più importante di Amburgo; a gestirne l’organizzazione è, ogni anno dal 1974, Bernhard Paul, direttore del circo Roncalli e fondatore del Mercatino stesso.
E’ così che, di fronte allo storico edificio del municipio, dal 21 novembre al 30 dicembre, il circo Roncalli ospita un vero e proprio paese delle fiabe:  dopo l’imponente albero di Natale, situato all’ingresso, e la grande giostra antica con i cavalli di legno, si accede, passando sotto un baldacchino costellato di disegni carichi di colori, a una girandola di bancarelle.
Il visitatore potrà ammirare gli stand circensi, animati da giocattolai, artigiani e mastri pasticceri.
Più in particolare, il mercato è, con le sue piccole case di legno (in tutto 150), un vero e proprio paesino fatato, articolato in vicoli.
Nella via Naschgasse è possibile gustare le specialità gastronomiche natalizie e le leccornie dei pasticceri di Aquisgrana e Norimberga(biscotti al miele e panpepato), così come farsi servire dagli artisti circensi del punch caldo;  la via Kunsthandwerkergasse offre al visitatore pregiati oggetti di artigianato, fabbricati da maestri intagliatori tirolesi, e le preziose rarità dei migliori mastri orafi tedeschi; Spielzeuggasse, noto anche come vicolo dei giocattoli, espone per la gioia dei bambini i giocattoli più tradizionali e per questo quasi fiabeschi, come i trenini di latta e i soldatini di legno.
Da notare inoltre l’imperdibile trenino che, percorrendo su una sola rotaia tutto il perimetro della piazza del municipio, trasporta gioiosi bambini alla scoperta di questo magico Mercatino.

Historicher Weihnachtsmarkt
Historicher Weihnachtsmarkt

Magia bianca del Natale sulla Jungfernstieg è un lussuoso mercatino con eleganti boutique e caffetterie; è da visitare per le spettacolari installazioni luminose e per lo spettacolo pirotecnico che anima la notte di San Silvestro.

Il Mercatino natalizio anseatico (Weihnachtsmarkt ), che si svolge nella piazza Gänsemarkt, offre ai visitatori delle 20 casette rustiche specialità gastronomiche di alta qualità, tra cui i biscotti natalizi fatti in casa, e pregiati oggetti di artigianato.

Il mercatino di St.Pauli, che si svolge attorno a Spielbudenplatz, è a suo modo caratteristico e rispecchia lo spirito del quartiere: un Babbo Natale seminudo accoglie e accompagna i visitatori tra le bancarelle che offrono “singolari” doni natalizi “alternativi”. Da notare che il mercatino è visitabile solo dai maggiorenni.

Il mercatino che si svolge nelle vicinanze della chiesa St. Petri, così come quello allestito di fronte alla chiesa St. Michaelis, sono preferiti dagli amanti dei più classici e tranquilli mercatini natalizi.

Infine, la zona periferica di Amburgo è animata da 5 mercatini natalizi, tra i quali ricordiamo il mercatino di Bergedorf, il quartiere amburghese che vanta una spettacolare attrazione, il castello sull’acqua (Wasserschloss). Proprio presso lo storico Castello di Bergedorf, si svolge il mercatino natalizio: all’interno di piccole e caratteristiche casette dei nani giovani residenti del luogo espongono i loro personali manufatti.

Amburgo: Eventi e folklore a Natale e Capodanno

Tra gli eventi tradizionali del Natale ricordiamo la parata di Natale, che, nel periodo dell’Avvento, ogni sabato attraversa il centro storico di Amburgo.
L’evento più atteso dai bambini è la cosiddetta ”slitta volante” o “Babbo Natale Volante” : dal 21 novembre al 23 dicembre, tre volte al giorno (alle 16:00, alle 18:00 e alle 20:00), Babbo Natale “vola” sopra tutte le bancarelle del Mercatino Storico a bordo di una slitta trasportata da 4 renne  e racconta bellissime fiabe ai bambini.

 

Amburgo: Tradizione enogastronomica natalizia

Nei mercatini natalizi è possibile gustare zucchero filato, salsicce arrosto e castagne; molto saporite anche le famose mele al cartoccio (Apfeltaschen), da gustare con il Gluhwein(caldo vino speziato),  l’Eier punsch, un liquore a base di uovo caldo, o il Feuerzangenbowle (dolce acquavite).
Da non perdere il Dresden brot, un morbido panetto salato farcito con pancetta o funghi e insaporito con una spolverata di pepe.
Tra i dolci, il più amato e conosciuto è forse lo Stollen, un panetto che si prepara  impastando farina, burro, canditi, frutta secca ed uvetta, con un cuore di marzapane. Da ricordare anche le graziose e gustose  Zimtsterne, stelline di cannella ricoperte da glassa bianca.
Gli Spekulatius sono invece piccoli e gustosissimi biscottini preparati in più varianti (al cioccolato, al burro, etc) che recano immagini della storia di St.Nikolai, il Babbo Natale tedesco. 
Portati dai pasticceri di Norimberga, ecco  i  lebkuchen: medaglioni di pan pepato a forma di cuore.
Ricoperti di spezie, questi dolci hanno un involucro duro e un morbido cuore e si presentano ricoperti di glassa, cioccolato o con un’ostia bianca.

Apfeltaschen
Apfeltaschen

Corsi di Cuoco, percorsi formativi per diventare cuoco

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Il cuoco: mansioni e requisiti

Il cuoco è il responsabile dell’organizzazione delle attività in cucina: si occupa dell’ideazione dei menù e delle ricette e della preparazione e della presentazione dei piatti nelle strutture di ristorazione.
Tra le sue mansioni troviamo anche l’identificazione delle materie prime necessarie per preparare le pietanze , il controllo della qualità dei piatti preparati, la gestione dei rifornimenti e il coordinamento del lavoro dei collaboratori. Egli è inoltre responsabile della sicurezza e pulizia degli ambienti della cucina.
Per svolgere una professione come quella del cuoco sono richiesti requisiti personali quali: capacità organizzativa, predisposizione al lavoro di gruppo, resistenza allo stress psico-fisico, creatività, precisione, gusto estetico, attitudine all’innovazione e alla sperimentazione.
Le competenze del cuoco professionista comprendono: scienza dell’alimentazione, dietologia, eno-gastronomia, conoscenza delle ricette della cucina sia regionale che nazionale e internazionale, normativa in materia di antinfortunistica e di igiene.

Il percorso formativo per diventare cuoco: l’istituto alberghiero, il corso di laurea e gli enti di formazione professionale

La formazione per divenire cuoco professionista prevede tre possibili percorsi: frequentazione, dopo la scuola media, di un istituto professionale ad indirizzo alberghiero; frequentazione, dopo il conseguimento del diploma di maturità, di corsi di formazione professionale, biennali o triennali, erogati da istituti accreditati; frequentazione di un corso di laurea triennale in Tecnologie alimentari per la ristorazione.
L’Istituto professionale alberghiero prevede un triennio che permette di conseguire una qualifica di Operatore dei servizi di ristorazione e di svolgere la professione di aiuto cuoco o apprendista cuoco.
Il biennio superiore permette di conseguire il diploma di maturità e di qualificarsi come Tecnico dei servizi ristorazione, ossia cuoco.
I corsi di formazione professionale a livello regionale permettono di ottenere un diploma di qualifica professionale riconosciuta. Vediamo quali sono i principali enti formativi accreditati e i corsi da essi erogati.

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Corso di cuoco Lazio: Italian Chef Academy
La scuola Italian Chef Academy ha sede in una riserva naturale situata nelle vicinanze di San Pietro, ed offre agli studenti la possibilità di alloggiare un Campus. L’accademia dispone inoltre di un orto naturale in cui vengono coltivate erbe aromatiche e di una biblioteca in cui è possibile approfondire tematiche di enogastronomia.
Il corso professionale di Chef è suddiviso in 4 moduli, articolati in una prima fase di formazione pratica, che permette di conseguire l’attestato HACCP di abilitazione alla professione, e una seconda fase, un tirocinio formativo a cui segue la stesura del Curriculum Vitae.
Il corso dell’accademia di cucina consente inoltre agli allievi ulteriori approfondimenti, tra cui: uso di moderne tecnologie in cucina; cucina salutistica; finger food; laboratorio di pizza e di gelato professionali; cucina dal mondo; principi di botanica e uso di spezie provenienti da tutto il mondo.
Dopo l’esame finale viene rilasciato da Italian Chef Academy e dall’ Ente Nazionale Istruzione Professionale l’attestato di certificazione professionale.
L’accademia offre inoltre un Master in Arti Culinarie (http://www.italianchefacademy.it/corsi/it/master-arti-culinarie-corsi-professionali-alta-cucina-italiana-lazio-roma.html), con l’obiettivo di formare professionisti di alto livello nel settore della ristorazione. Alla fase di formazione professionale teorico-pratica, con lezioni tenute da chef rinomati a livello nazionale e internazionale, segue un tirocinio formativo presso prestigiose strutture in Italia e all’estero.
Il Master di Italian Chef Academy è riconosciuto dall’Ente Nazionale di Istruzione Professionale e gode della Certificazione di Qualità ISO 9001-2008

ALMA La Scuola Internazionale di Cucina Italiana

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Corso di cuoco Emilia Romagna: l’accademia internazionale ALMA
La scuola di cucina ALMA ha sede all’interno della reggia di Colorno (Parma) ed è inserita in una rete di partnership con grandi centri di formazione situati in tutto il mondo, da New York a Toronto, da Buenos Aires a Taiwan. ALMA puo’ quindi essere ritenuta la scuola di cucina italiana più autorevole a livello internazionale.
L’apprendimento teorico e pratico si svolge in un’area di circa 5.000 mq ospitante più di 30 locali e aule, tra cui aule training, laboratorio di Analisi Sensoriale, Aula innovazione, Ristorante didattico e Cantina didattica.
Il Corso di Tecniche di Cucina
si rivolge agli allievi che partono da zero ed impartisce loro nozioni base che permettono di affacciarsi al mondo del lavoro in qualità di commis di cucina.
Il corso base è propedeutico al Corso Superiore di Cucina Italiana, rivolto inoltre a cuochi, italiani e stranieri, con almeno 2 anni di esperienza nei ristoranti, e agli allievi in possesso del diploma di Istituto Alberghiero. Il corso rilascia un attestato di Cuoco Professionista di Cucina Italiana.
ALMA ha una particolare cura per l’inserimento dei suoi allievi nel mondo del lavoro; a questo fine è stato creato ALMALINK , una sorta di database online consultabile dalle imprese di ristorazione che intendano assumere personale.

Offerte di lavoro per Cuoco

Qui di seguito un elenco di annunci di lavoro per “Cuoco”:


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