GRAVIDANZA

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L’oppioide impiegato nelle anestesie pre-intervento chirurgico potrà essere usato anche per il parto

Il centro ospedaliero di Careggi introduce l’uso di un farmaco oppioide per rendere il parto indolore

Presso il reparto di anestesia del dipartimento materno-infantile del centro ospedaliero universitario di Careggi è stata avviata la sperimentazione di un nuovo tipo di parto dolce basato sull’utilizzazione di un farmaco basato sull’oppio per anestetizzare la paziente.
Il remifentanil, questo il nome dell’oppioide, è comunemente usato per addormentare i pazienti durante gli interventi chirurgici, e, iniettato per via endovenosa in infusione continua, con dosaggi calibrati per ciascuna paziente, lascia la futura mamma sveglia e in grado di assistere alla nascita del bambino.

Anna Maria Melani: l’oppioide agisce rapidamente e, venendo subito metabolizzato dall’organismo, non ha alcun effetto collaterale

Come ha spiegato la dottoressa Anna Maria Melani, a capo del team di ricerca sul nuovo metodo di partorire, l’oppioide impiegato, che era già stato sperimentato e quindi conosciuto nei suoi meccanismi di azione, è un “prodotto che agisce rapidamente e altrettanto velocemente viene eliminato dall’organismo“.
Proprio in quanto metabolizzato da enzimi sempre presenti nell’organismo, anche in quello del bebè“, continua la dottoressa Melani, il farmaco “non ha effetti collaterali né per la mamma né per il bambino”.
Il farmaco è già stato sperimentato presso l’ospedale di Careggi da 1.000 donne , la prima delle quali è stata proprio la figlia della dottoressa. Come lei, anche tutte le altre donne che, pur non volendo soffrire durante il parto, preferiscono non sottoporsi all’epidurale, avranno finalmente una nuova alternativa.
La nuova metodologia è particolarmente indicata anche per le pazienti che, avendo problemi di coagulazione, non possono sottoporsi all’epidurale.

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