Se si voleva una conferma dell’impossibilità di uno scoglio ad arginare il mare, gli 80’ impiegati dal Brasile nel piegare la debole resistenza dell’Italia nella seconda semifinale del torneo olimpico di pallavolo potrebbero essere sufficienti. Finisce quindi ancora una volta prima di cominciare il sogno azzurro di toccare quell’oro olimpico sempre sfuggito. Quattro anni dopo sono ancora i brasiliani a stoppare l’Italia, ed oggi come allora non c’è mai quasi stata storia: troppo forti Sergio e compagni per sperare anche solo di allungare la partita oltre un 3-0 che ha presentato difficoltà ai verdeoro solo durante il primo set, chiuso 25-21 ma nel quale l’Italia ha lottato a lungo punto a punto. Forse c’era davvero poco da fare ma di sicuro l’Italia non se l’è giocata al massimo: le percentuali in battuta non sono state troppo basse ma a mancare è stata la varietà dei colpi sia al servizio, quando si è puntato troppo spesso sull’infallibile Sergio in post 5, sia a muro per non parlare della capacità di leggere gli attacchi avversari che, agevolati da servizi prevedibili, hanno permesso a Bruno di scatenarsi in regia con scelte sempre puntuali ora con pipe imprendibili ora servendo uno dei centrali per primi tempi ingestibili da Bari e compagni. Così già dalla parte conclusiva del primo parziale i ragazzi di Berruto hanno avviato una deriva psicologica rivelatasi inarrestabile: secondo set di fatto non giocato e chiuso 12-25, a quel punto è chiaro che la partita era finita. Sussulto d’orgoglio dell’Italia che nel terzo set rimane avanti fino all’11-7 ma è solo un’illusione, una piccola pausa brasiliana indotta da qualche sbavatura di Sergio in ricezione. Gli ultimi punti (25-21) sono un’agonia ed ora bisognerà resettare per tornare quantomeno sul podio dopo otto anni nella finalina contro la Bulgaria che, battuta ma non umiliata dalla Russia, ci aveva già rullato nel girone. Quando di fronte aveva un’altra Italia. Forse.

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