Ci sono occasioni in cui un argento olimpico ti sembra un miraggio inseguito da una vita ed ha tutte le sembianze dell’oro, ed altre in cui salire sul secondo gradino del podio ti gonfia gli occhi di lacrime ed il petto di rimpianti. Questione ovviamente di punti di vista e di singole aspettative, ma la realtà è che un secondo posto nella gara più importante della carriera è sempre un traguardo storico. Massimo Fabbrizi, 35 anni da San Benedetto del Tronto, è vice-campione olimpico nella fossa olimpica, la prova al maschile di quella dominata da Jessica Rossi e specialità che ha chiuso il programma del tiro a volo. L’argento, diciottesima medaglia italiana a Londra, è arrivato al termine di una finale interminabile ed equilibratissima, che ha visto tanti errori causati dal vento irregolare e dall’inevitabile tensione che ha attanagliato i sei migliori tiratori: alla fine l’ha spuntata un po’ a sorpresa il croato Giovanni Cernogoraz che aveva terminato alla pari con Fabbrizi a quota 146/150 dopo i 25 piattelli di finale ma che avuto la meglio sull’italiano dopo cinque tiri di spareggio. Terzo posto per il kuwaitiano Aldeehani che ha battuto ancora allo spareggio l’australiano Diamond. Fabbrizi era già stato bravo a rimontare il terzo posto di partenza dopo le qualificazioni, cui il marchigiano era arrivato con un 123/125 insolito considerando la sua quasi perfezione. Due gli errori in finale ma i tanti degli avversari gli hanno regalato un sogno d’oro svanito solo nel finale: e dopo un momento di sconforto Fabbrizi ha alzato il fucile al cielo a suggellare un risultato comunque storico. Tra i finalisti non c’era, a sorpresa, Giovanni Pellielo, terzo sia ad Atene che a Pechino ma solo 8° in qualifica, fuori per appena un piattello. Un’assenza pesante che ha reso più amaro il bilancio azzurro del tiro a volo che totalizza un oro, quello storico di Jessica Rossi, ed un argento. Meno bene rispetto a Pechino (un oro e due argenti) e questo è valso il sorpasso da parte degli Stati Uniti nel medagliere complessivo del tiro: dieci ori contro nove.

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