L’aveva promesso: è stato di parola. Niccolò Campriani allarga il suo medagliere: secondo alloro per il tiratore azzurro che fin pochi minuti dopo la conquista dell’argento nella pistola 10 metri, una settimana fa, aveva dichiarato di puntare al bersaglio grosso (in tutti i sensi) nella carabina 50 metri da tre posizioni, la “sua” gara. E così è successo, per il settimo oro azzurro a Londra, 17^ medaglia includendo anche quella già certa di Clemente Russo nel pugilato. Campriani si era già costruito più di metà del suo tesoretto nelle qualificazioni, chiuse a quota 1180 punti, ossia record olimpico. Affrontare i dieci tiri di finale con un simile vantaggio non garantisce l’oro, visto quanto successe a Pechino ma anche ad Atene con l’americano Emmons beffato agli ultimi due tiri: ma Campriani è fatto di un’altra pasta ed ha un’altra classe, che gli ha permesso di controllare gli avversari tenendoli sempre ad oltre sei punti di distanza. Regolari i risultati dei tiri di finale per un totale di 1278.5. Una serie che ha permesso di distanziare di sei punti sia il coreano Kim, il più vicino (si fa per dire…) a Campriani, che lo stesso Emmons (1271.3), che ha concluso ancora una volta al secondo posto. Ma questa volta senza rimpianti: per l’amicizia che lo lega a Campriani, che da anni si allena in America, e perché ha vinto il più forte.

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