Squadra pazza, squadra da legare/ e nessuno ci potrà fregare“. Il grido di battaglia delle tre, anzi quattro, moschettiere azzurre risuona ancora una volta all’ExCel Centre di Londra. La squadra femminile di fioretto ribadisce il concetto: sono loro le più forti del mondo ed ecco il quarto oro azzurro di Londra 2012, secondo nella scherma dopo il capolavoro dell’individuale, undicesima medaglia complessiva di questi Giochi. Il trio Di Francisca-Errigo-Vezzali, in rigoroso ordine di classifica da individuale, ma c’è stato spazio anche per Ilaria Salvatori, ha quindi riportato “a casa” una medaglia che mancava da Sydney 2000: nel 2004 infatti la specialità fu tolta dal programma olimpico mentre nel 2008 le azzurre furono solo di bronzo. Riscattate quindi almeno in parte le delusioni venute dalle altre armi. Non c’è stata storia, fin dal mattino, ma anche in finale. Non c’è stato nulla da fare per la Russia, capace solo di riscattare parzialmente la delusione dell’individuale (nessun’atleta tra le prime otto) ma battuta 45-31 nella sfida al vertice tra le due scuole mondiali della disciplina: lo scivolone azzurro dei Mondiali 2011 a Catania evidentemente è stato solo occasionale perchè questa sera il divario è stato imbarazzante.

Dominio

Chiuso 15-6 il primo assalto, le azzurre hanno girato a metà gara su un eloquente 25-11. A quel punto il c.t. Cerioni ha dato spazio alla riserva, Ilaria Salvatori: l’esperta fiorettista azzurra, 33 anni, ha pagato dazio all’emozione subendo una rimonta (5-9 il parziale) che comunque non ha impedito alle due Regine italiane di chiudere l’assalto senza problemi. Un Elisa Di Francisca semplicemente perfetta, al secondo oro in quattro giorni, ha portato il totale italiano a 40 nell’ottavo assalto ma la chiusura è toccata a Valentina Vezzali: sue le ultime quattro stoccate che la spediscono dritta nella storia. Riaggiornati altri record: Vale infatti sale a nove medaglie olimpiche in carriera: battuto anche il record di Giovanna Trillini, mai nessun’altra atleta italiana nella storia di ogni disciplina ha fatto tanto. E sei di esse sono d’oro: come il compianto Edoardo Mangiarotti. Ed era proprio dal 2000, ancora con Giovanna Trillini, che una portabandiera azzurra non vinceva una medaglia d’oro: Vale ha sfatato anche questo tabù. A bordo pedana era presente mezzo Coni: d’altronde è vero che il successo in una prova a squadre di scherma non si costruisce certo sommando i singoli piazzamenti dell’individuale ma quando la differenza di qualità è così evidente i passaggi intermedi diventano semplici formalità. Era un appuntamento imperdibile ed è stato inevitabile tributare una squadra che è già nella storia. Insomma, il cammino si è trasformato in una marcia trionfale. Entrate in scena ai quarti le azzurre si sono allenate contro la Gran Bretagna, battuta addirittura 42-14 per poi ripetersi in una semifinale senza storia contro la Francia (poi quarta alle spalle della Corea), dominate per 45-22 con la stoccata conclusiva assestata da una Valentina Vezzali ispiratissima. E pronta, come fatto poche ore dopo, ad entrare una volta di più nella storia.