Le farfalle italiane si colorano di bronzo. Quattro anni dopo la beffa di Pechino, quando una clamorosa ingiustizia della giuria le escluse dal podio, le sei ragazze della ritmica tornano tra le prime tre del mondo anche nell’Olimpiade bissando la medaglia, ma d’argento, ottenuta ad Atene 2004 e confermandosi al top dopo i tre campionati del mondo vinti consecutivamente. Anzhelica Savrayuk, Romina Laurito, Elisa Blanchi, Andreea Stefanescu e la capitana Elisa Santoni però masticano amaro per quell’errore durante la seconda rotazione, quella con cerchi e nastri, quando proprio la caduta di un cerchio ha macchiato un esercizio fino a quel punto perfetto oltre che spettacolare e difficilissimo voluto dalla c.t. e coreografa Maccarani ed in grado magari di impensierire addirittura la Russia poi medaglia d’oro. Ma la giuria è stata inflessibile assegnando alle azzurre un punteggio di 27.325 che, sommato al lusinghiero 28.125 ottenuto nella prima rotazione con la palla, ha prodotto un totale di 55.450, cinquanta centesimi in meno rispetto a quanti sarebbero stati necessari per difendere il secondo posto dall’assalto della Bielorussia che ha chiuso a 55.500. Inevitabile la delusione per le azzurre in particolare per due di esse, Blanchi e Santoni, che chiudono la carriera azzurra cariche di medaglia ma senza quella più prestigiosa. Ed anche quella che avrebbero meritato.